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5/10

La quinta onda regia di J Blakeson

Fantascienza
recensione di Alessandro Giovannini

Invasori alieni attaccano la terra con una serie di onde distruttive: tempeste elettromagnetiche, inondazioni, epidemie, infestazione dei corpi umani. In un pianeta i cui pochi superstiti tentano invano di organizzarsi e resistere, la liceale Cassie si trasforma in poco tempo da normale studentessa a combattente. Mentre gli alieni si apprestano a lanciare l'offensiva finale, la fantomatica quinta onda, Cassie si mette alla ricerca del fratellino, apparentemente al sicuro all'interno di una base militare...

Adattamento del romanzo omonimo di Rick Yancey, primo di una trilogia, La quinta onda si inserisce nel filone della fantascienza distopica per adolescenti di cui recentemente abbiamo avuto arcinoti esponenti (la saga di The Hunger Games e quella di Maze Runner). Se già tali saghe avevano qualche debito nei confronti del seminale Battle Royale di Kinji Fukasaku, anche per questo film non si può certo parlare di novità in fatto di concept, che ricicla la solita solfa sulle invasioni aliene, con qualche input aggiuntivo di derivazione videoludica, in particolare il bestseller The Last Of Us sviluppato da Naughty Dog per quanto riguarda alcune dinamiche di sopravvivenza post-apocalittica, e di classico fantahorror come Alien o La cosa, per il carattere parassitario dell'infezione.

L'aspetto più convincente dell'operazione è una certa cura nel disegno dei personaggi principali, in particolare della protagonista, il cui percorso evolutivo da svagata teenager a abile survivor è reso con credibile gradualità. L'impegno profuso da Chloë Grace Moretz nella costruzione del suo personaggio è evidente e risulta in definitiva la maggiore fonte d'interesse che la pellicola ha da offrire. Difficile giudicare il lavoro di scrittura sui comprimari: allo stadio attuale appare fortemente lacunoso, ma c'è da aspettarsi che la cosa sia voluta per lasciare margini di evoluzione nel prosieguo della saga. Tuttavia si inizia ad averne abbastanza di queste storie mezze raccontate e mezze lasciate in sospeso, per poter vendere gli episodi successivi. La visione di questo film è equivalente alla visione di una puntata di una noiosa serie tv: non-termina con un cliffhanger che più che lasciare trepidante lo spettatore, provoca un senso di insofferenza nei confronti di una storia monca priva di sufficiente interesse da suscitare la voglia di proseguire nella visione. Ci sono poi le più classiche forzature narrative (per non dire sciocchezze) che fanno sì che l'eroina si salvi in momenti assolutamente improbabili, alcuni comportamenti stupidi da parte dei personaggi che servono solo da plot twist (il fratellino che vuole a tutti i costi recuperare il suo orsacchiotto nonostante attorno a lui si stia scatenando l'inferno) e troppe linee di dialogo "copincollate" da infinite altre pellicole. Peccato, perché il lavoro di regia di J Blakeson sarebbe anche pregevole, l'uso dei VFX ben implementato e le scenografie convincenti nonostante un budget non stratosferico (meno di 40 milioni). Il che dimostra che un film, per quanto ben fatto, non può sopravvivere ad una sceneggiatura mal scritta (a cui hanno lavorato peraltro ben tre persone).

In definitiva solo un pubblico adolescenziale (senz'altro il target di riferimento del film) può ricavare un po' di intrattenimento dalla visione de La quinta onda; per tutti gli altri risulterà probabilmente troppo semplicistico.

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Altair882 (ha votato 5 questo film) alle 19:14 del 11 giugno ha scritto:

Personalmente lo sconsiglio.Classico film della vita di sopravvissuti post apocalittici.Pochi o niente effetti speciali, i protagonisti son piatti e non incisivi.Film che si dimentica velocemente.