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4/10

Red Lights regia di Rodrigo Cortés

Thriller
recensione di Alessandro Giovannini

Margaret Matheson (Sigourney Weaver) è una ricercatrice universitaria esperta nel campo delle pseudoscienze, in particolare nell ostudio dei presunti fenomeni paranormali (sensitivi, telecinesi, case infestate et similia) che prontamente smaschera come trucchi di qualche truffatore o come falsi involontari, con l'aiuto del suo assistente Tom Buckley (Cillian Murphy). Un caso darà loro parecchio filo da torcere: si tratta del ritorno sulle scene, dopo 30 anni di isolamento dal mondo, del più famoso sensitivo del mondo, Simon Silver (Robert De Niro).

Red Lights tenta di svicolare dai clichè di genere per affrontare l'argomento paranormale da un punto di vista più critico e "scientifico"; tuttavia il finale del film smentisce tale impostazione, rifacendosi ai classici colpi di scena conclusivi (peraltro in questo caso parecchio telefonato). Nei modi di un thriller spionistico Cortès costruisce la sua storia di investigazione/ossessione senza badare più di tanto alla costruzione dei personaggi, che rimangono figure abbastanza anonime malgrado gli attori famosi tentino di giocare la carta dell'espressività per conferire una dimensione più umana alle marionette che interpretano. Tolta Magaret, l'unico personaggio a tutto tondo, gli altri non sono che burattini al servizio della storia, una storia peraltro abbastanza banale. Ciò che contraddistingue il film è la sua volontà di prendersi totalmente sul serio, ambendo a traguardi di un lirismo che in questo contesto da thriller da camera risultano un po' ridicole.

L'asservimento ai canoni classici del film di narrazione hoolywoodiana, che non lasciano per nulla spazio all'inventiva di scrittura come invece avveniva per il precedente lavoro del regista, Buried - Sepolto, fa sì che tutto il film scivoli nel già visto; ciò che viene meno è la classica impostazione horror di questo tipo di film (vedi ad esempio The Amityville Horror, o il più recente Insidious), sostutita appunto dalla volontà di mantenere un approccio più razionale: abbondano perciò le apparecchiature scientifiche e la visione leggermente critica circa questo tipo di fenomeni, dato il punto di vista che lo spettatore ha, cioè quello dei protagonisti che sono scienziati scettici. Come già detto, però, il finale si rimangia tutto, incapace di riuscire a prendere una decisione definita ma lasciando un po' vigliaccamente agli spettatori l'ardua sentenza.

A livello di messinscena il film non si discosta da un'anonima compostezza hollywoodiana, incentrata su primi piani e mezzi busti, colori spenti ed atmosfere cupe (malgrado i momenti di "suspence" non inquietino nessuno). Le musiche si dimenticano ed il resto pure.

E' un film non riuscito, in cui si salva solo la presenza di un bel cast, il quale tenta di dare un po' di vita a personaggi smorti e ad una storia interessante solo sulla carta.

 

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