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8/10

American Sniper regia di Clint Eastwood

Guerra
recensione di Alessandro Giovannini

Tratto dall'autobiografia omonima di Chris Kyle (1974-2013), Navy SEAL impegnato in quattro missioni in Iraq prima di trovare una morte beffarda in madrepatria.

A mio parere il miglior Clint Eastwood da Million Dollar Baby, questo American Sniper è un biopic sul "più letale cecchino della storia americana". 160 uccisioni confermate per un totale di 255 supposte fanno di Chris Kyle un eroe di guerra. Eastwood, fortemente voluto alla regia da Bradley Cooper (interprete e produttore del film) alterna ricostruzioni delle 4 missioni cui Kyle prese parte in Iraq a frammenti della sua vita coniugale e famigliare in Texas. Il punto di forza del film è l'approccio realistico ed antispettacolare: Chris Kyle è un uomo tranquillo, compassato, pieno di valori patriottici inculcatigli in tenera età dal padre (che gli insegnò ad usare il fucile da caccia). Incarnato con impressionante capacità mimetica da Cooper, il personaggio non è tratteggiato come un eroe, sebbene appaia tale agli occhi dei suoi commilitoni, bensì come un uomo idealista che si attiene scrupolosamente al trinomio gerarchico di valori Dio-patria-famiglia, il che ovviamente produce qualche tensione con la moglie, una Siena Miller in grado di valorizzare il suo personaggio nonostante la sua secondarietà.

Della guerra non ci vengono risparmiati gli aspetti peggiori, ma il tutto è affrontato senza quell'enfasi che potrebbe contraddistinguere un lavoro Spielberg-iano come Salvate il soldato Ryan. Il centro della narrazione è sempre Chris Kyle l'uomo, ogni avvenimento è filtrato dal suo sguardo, così da far immedesimare lo spettatore nel personaggio; a poco a poco ne conosciamo tutti i risvolti psicologici principali ed i tratti caratteriali salienti, siamo portati a vedere le cose come lui e ciò permette una grande empatia con il personaggio. In un certo senso è impossibile non essere dalla sua parte sempre e comunque, data la rettitudine e la ferrea morale che lo contraddistinguono. Kyle incarna tutti i valori su cui è costituita la società americana: patriottismo, amore famigliare, attitudine alla prassi piuttosto che alla riflessione intellettuale/filosofica: c'è questo problema, si può risolvere solo così, lo risolvo anche se ci sarà un prezzo da pagare; perciò se c'è da stare 8 ore senza muoversi con l'occhio vigile ed il fucile imbracciato per vigilare sui propri commilitoni durante un'operazione militare, Kyle lo fa e basta. Se c'è un bambino iracheno che corre verso un carro armato americano tenendo una bomba fra le braccia, quel bambino è una minaccia che dev'essere eliminata, per triste che sia. Stare dalla parte del proprio paese sempre e comunque: questa l'attitudine che un soldato deve avere, questa l'attitudine che ha Kyle, convinto di vivere nel miglior paese del mondo. Il che non significa non provare emozioni anche contrastanti sul campo di battaglia o sotto il tetto coniugale: è proprio sulle sfumature interpretative di Cooper che il personaggio di Kyle risulta più vivo, sugli interrogativi morali che gli passano per la testa e che l'attore è in grado di far emergere con microespressioni o con silenzi eloquenti.

Eccellenti le ricostruzioni scenografiche delle operazioni militari, ricostruite in Marocco da Tom Stern, adrenaliniche come un videogioco alla Call of Duty o Metal Gear Solid 4, ma realistiche come un reportage di guerra. Non meno riuscite le scene americane, in grado di tratteggiare in poche battute le difficoltà della vita di coppia e lo sforzo del soldato di cercare di vivere normalmente ed essere un buon padre di famiglia. Temi certo non nuovi al cinema, ma potenziati dalla realtà della vicenda. La conclusione della vita di Kyle (e del film) sa certamente di beffa del destino, ma si attesta come mera ricostruzione dei fatti e non come nota di disillusione registica verso gli ideali del soldato, cui peraltro possiamo immaginare che Eastwood aderisca pienamente.

Se volete inziare l'anno con un bel film American Sniper è una scelta indicata.

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Voto degli utenti: 6,5/10 in media su 8 voti.

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tramblogy (ha votato 5 questo film) alle 11:57 del 4 gennaio 2015 ha scritto:

a parte il compitino svolto come un dettato a scuola impossibile da sbagliare, ortograficamente corretto ma senza nessuna idea originale, sulla scia dei già visto e dei datato, l' obbligo del racconto romanzato tra una moglie che ha sposato a sua insaputa un marines (??) e un cecchino alla caccia del suo negativo (eroe marvelliano) quasi sopprime la condizione psicologica del protagonista, e quindi il tema principale. Qual'è la parte autobiografica?.... anche per questo, probabilmente, si poteva evitare lo spoiler sulla sua fine; ma forse toccava argomenti, veri, reali sull'(anti)eroe americano, disturbava l'opinione pubblica..... (per fortuna li hanno già cinematografati e li ho già visti).

alejo90, autore, (ha votato 8 questo film) alle 19:18 del 6 gennaio 2015 ha scritto:

Clint ha già fatto i suoi film critici sulla macchina militare/propagandistica americana, vedi Flags of Our Fathers. Questo è indubbiamente un film patriottico di un repubblicano convinto, e nemmeno esageratamente celebrativo a mio giudizio.

Alessio Colangelo (ha votato 6 questo film) alle 14:33 del 10 gennaio 2015 ha scritto:

io l'enfasi demagogica clientestwoodiana patriottica militarista sionista americana ce l'ho trovata.

Non capisco a cosa serva questo film. Preferisco un Zero Dark Thirty molto più accurato e meno muscoloso.

COD mi coinvolge di più e nell'ultimo cpitolo Kevin Spacey è fenomenale. Games get closer.

davideblu (ha votato 7 questo film) alle 15:14 del 10 gennaio 2015 ha scritto:

Clint Eastwood dopo "Gran Torino" ha raggiunto una maturità registica tale da permettersi anche di fare un certo tipo di film che potrebbero sembrare facilmente patriottici, quasi superficiali nel suo genere. Eppure con estrema chiarezza è riuscito a fare un buon film, non ottimo. Forse dovuto al fatto che sembra un film già visto. Oppure perché la campagna pubblicitaria in merito sembrava far presagire un film quasi "capolavoro". Mai farsi aspettative, in questo caso ancor di più. Il protagonista Bradley Cooper tuttavia non fa che cogliere tutti i consigli espressivi del buon vecchio Clint, quindi pochi, ma buoni. Ma non ci si poteva aspettare altro in tal senso. Alcune scene sono da brividi. Finale potrei dire... mozzafiato.

Stefano Luigi Maurizi (ha votato 8 questo film) alle 1:16 del 11 settembre ha scritto:

Un buon film, ma mi aspettavo di meglio