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7/10

La ragazza nella nebbia regia di Donato Carrisi

Thriller
recensione di Ivana Mette

Un piccolo paese di montagna, Avechot. Una notte di nebbia, uno strano incidente.

Esordio alla regia di Donato Carrisi, autore anche del romanzo di cui il film porta il nome. La ragazza nella nebbia si presenta come una storia finemente articolata e calcolatrice, che fa da controparte ad un thriller dalle mille sfaccettature, alcune banali, altre di fascino inaspettato. Una commistione tra e cinema e letteratura che vede la morte del Carrisi scrittore, come afferma lui stesso: "il primo giorno di riprese ho ucciso l'autore e me ne sono sbarazzato". Fatto che era forse meglio evitare, come si denota fin dall'inizio del film con la presenza di inquadrature decentrate, di scelta incomprensibile, visivamente fastidiose. Da aggiungere l'inutilità dei modellini alla Porta a Porta. Espressione oltretutto che, al di là del richiamo al programma televisivo, descrive esattamente la loro funzionalità, con una camera che guida inopportunamente lo sguardo dello spettatore da un edificio all'altro per farci capire dove avrà luogo la successiva scena. Sembra che manchi qualcosa o forse c'è anche qualcosa di troppo.

La recitazione iniziale di Tony Servillo, per fare un esempio palpabile, eccessivamente ansimata e dunque risultante finta, si spera essere una pura scelta registica e non una tacca rossa sulla bravura del attore, che si rifà più avanti durante lo svolgimento del film dando vita ad un personaggio finemente articolato e quasi bipolare nel suo dividersi tra attento calcolatore, che crea disagio intorno a se e si spinge all'antipatia, a preda messa con le spalle al muro e destinato a crollare. Interessante anche la scelta di un nuovo tipo di cattivo, non affetto da patologia o psicopatia, ma molto più reale e vicino a noi, spinto da un desiderio terreno, materiale, il desiderio denaro. Nulla di solenne, nulla di rituale, solo la ricerca della soddisfazione di un desiderio nudo e crudo. Un desiderio che si cela e cova all'interno di ognuno di noi. Il denaro è il motore del mondo intero e in piccolo, tramite diverse implicazioni, questo film ce lo dimostra. Carrisi porta in scena un nuovo concetto di male non soprannaturale o ultraterreno, ma quello che è il lato oscuro dell'animo umano. Il male che generiamo da soli e che se non tenuto a bada riesce a sopraffare qualunque uomo, anche quello che crede di stare nel giusto. Per quanto lo sviluppo del film, non solo visivamente ma anche nella trama, risulti pieno di cliché nella parte iniziale, riguadagna il nostro interesse nel corpo centrale infittendosi e portando lo spettatore a dubitare di tutto e tutti, lasciando la porta aperta ad un finale dalle mille possibilità.

Interessanti risultano essere infatti i risvolti conclusivi della trama, che sono sicuramente il suo cavallo di Troia e danno un senso ad un lungometraggio che rischiava di presentarsi come sterile. Ad aiutare tale risalita è sicuramente una buona performance del professore, aka Alessio Boni, il quale porta in scena un personaggio scisso in due, che riflette quello del detective, fintamente costruito per essere rassicurante e puro, ma che si priva della maschera che indossa per rivelare la sua vera natura. Personaggio al contrario profondamente disturbante è quello della madre di Anna Lou, a dir poco terrificante nella performance. Forse sarebbe stato il caso di prestare più attenzione nella scelta del cast, visto il ruolo sufficientemente di rilievo nella storia. Il ruolo dei media si mostra essere un ottimo elemento innovativo ed interessante nello svolgimento della trama e di conseguenza nelle indagini. Si presenta come una critica sul loro utilizzo a scopo investigativo, nella costruzione di una finta realtà. Un film del niente è come sembra, delle mille possibilità. Una discreta prima prova registica, dove Carrisi non azzarda troppo. Ci propone un'immagine in penombra che potrebbe raccontare molto, ma che non racconta troppo. Una storia che cerca di uscire dalla nebbia, aspettando che essa si diradi per non venirne inghiottito e scomparire in essa.

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