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7/10

Exodus - Dei e Re regia di Ridley Scott

Storico
recensione di Alessandra Graziosi

Il principe egiziano Mosè guida il popolo ebraico fuori dall'Egitto verso la Terra promessa.

Arriva finalmente nelle sale con un forte carico di aspettative il nuovo kolossal firmato da Ridley Scott, il quale questa volta si cimenta con il mondo biblico, in particolar modo l'antico Egitto con la storia di Mosé, interpretato da un a dir poco carismatico Christian Bale.

Lo snodo fontamentale di Exodus è la contrapposizione tra quest'ultimo e Joel Edgerton/Ramses. I due cugini sono cresciuti come fratelli ma sono opposti per personalità, attitudini, vestiario e filosofia di vita. Il primo, uomo di guerra pressoché laico, il secondo superstizioso sovrano tendente alla megalomania.

Tra gli aspetti più interessanti sottolineati da Exodus: Dei e Re c'è sicuramente il fatto che il film si sofferma in particolar modo sulla figura di guerriero del profeta, cosa che assolutamente non manca nella tradizione cinematografica biblica ma che nemmeno è sempre messa in prima piano.

La particolarità di Mosé è appunto la sua grande forza d'animo, onestà e fascino che lo fanno essere rispettato da tutti, anche dallo stesso faraone Sethi e poi da suo figlio Ramses, che giustamente lo teme anche e vi è in forte competizione.

Nonostante le manie di grandezza - ovvie per un faraone che è abituato fin da piccolo a ritenersi divino e conseguente atti di spietatezza verso il popolo - il paradosso è che si può arrivare a compatire Ramses per la sua impotenza: la sua è una figura che già inizia a scricchiolare almeno in parte per fare già spazio a differenti figure intermediarie con divinità perlopiù monoteistiche, come Aton o appunto il dio ebraico. Il tempo dei presagi e degli indovini sembra essere sulla via del tramonto mentre rimangono e si accentuano più che altro i tratti del determinismo religioso e del pensiero magico, come suggerisce molto bene il film, il quale non ricorre al contrario mai a facili spiegazioni soprannaturali degli avvenimenti: sono al massimo gli uomini del tempo ad interpretarli come tali.

Mosè insomma come uomo del momento e di un cambiamento di prospettiva, i cui echi hanno posto in profondità le fondamenta di tutte e tre le grandi religioni monoteistiche odierne, quindi una figura – seppur non si sa bene se leggendaria o storica – fondamentale per il suo significato in sé.

Exodus: Dei e Re eccelle, come si può ben immaginare, in spettacolarità, capacità intrattenitiva e sotto tutti gli aspetti visivi in generale, dai costumi agli ambienti, il trucco e in ogni particolare estremamente ricercato. Peccato per qualche incertezza e lungaggine nella parte dedicata all'amore con Zipporah. Ovviamente dopo le vette di provocazione e di profondità raggiunte dal controverso ma affascinantissimo The Counselor ci si aspettava che Scott osasse qualcosa in più. Consigliata la visione in 3D o in lingua originale.

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