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7/10

IT - Capitolo uno regia di Andres Muschietti

Horror
recensione di Alessandro Giovannini

La cittadina di Derry è sconvolta da misteriose sparizioni di ragazzini. Un gruppo di amici si convince che la cittadina sia infestata da una presenza malefica con le sembianze da clown e cerca di contrastarla.

L'incipit è da brividi, è tutto ciò che il film tv del 1990 non aveva potuto mostrare. La sequenza d'apertura di It - Volume uno non risparmia niente e lascia ben sperare per il resto del film. È un peccato che esso talvolta non tenga fede alle sue promesse, ma l'opera di Andres Muschietti si difende comunque bene, mantiene la tensione costante e fa un discreto lavoro sul cast, deficit di parecchio horror recente. Il gruppo dei perdenti è sufficientemente caratterizzato, con qualche figura che spicca sulle altre: sarebbe stato preferibile un maggior equilibrio, ma approfondire le vicende personali dei singoli avrebbe allungato troppo il brodo (già così il film dura 2 ore e un quarto). Le manifestazioni del clown posso essere spaventose o meno a seconda della suscettibilità di chi guarda, ma sicuramente non si limitano a banali jumpscare tentando invece di costruire sempre delle micronarrazioni, specifiche a seconda della preda scelta. Il risultato è una commistione di consueto e inconsueto, in cui lo spettatore non sa mai quale sarà la prossima manifestazione dell'entità.

Il maggior risultato del film è quello di essere riuscito a trasporre a schermo il delicato equilibrio narrativo di King, non solo del romanzo specifico ma un po' di tutta la sua opera, ovvero la commistione di registri: non è raro che negli horror si tenti di alleggerire l'atmosfera con qualche comic relief, spesso con scarsi risultati. Qui l'alternanza di terrore e divertimento non solo è ben amalgamata, ma coerente con il mondo narrativo e dei personaggi: in quanto pre-adolescenti, i protagonisti dell'avventura vivono emozioni purissime: dall'autentico terrore al più scalmanato divertimento, dalla cotta più bruciante al rancore più profondo, dal disagio tipico di chi si sente escluso alla più sincera e incondizionata amicizia. Questi sentimenti assoluti, giustamente privi di sfumature, si traducono in un'alternanza di momenti di puro orrore e altri da teen comedy (teen drama) che da un lato offrono varietà e dall'altro concorrono a fare del film un classico racconto di formazione (dopotutto personalmente considero It uno dei più grandi libri per ragazzi mai scritti), anche se la sua morale rimane incompleta e potrà essere definita solo al momento dell'uscita del secondo volume.

Non tutto funziona: la colonna sonora è praticamente onnipresente, sottolineando in modo enfatico ogni momento pauroso, dimenticando l'importanza che il silenzio può avere nella costruzione della tensione. La lunga sequenza finale è un po' stiracchiata e non restituisce in modo credibile lo svolgersi di alcuni eventi. Nota di demerito per l'atroce doppiaggio, inascoltabile. Da vedersi in lingua originale.

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