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9/10

Bezness as usual regia di Alex Pitstra

Documentario
recensione di Maria Parisi

 

Alex Pitstra ha pochissimi ricordi del suo padre tunisino, per incontrarlo e conoscerlo davvero intraprende una serie di viaggi, testimoniati attraverso quest’intenso documentario: alla ricerca dei tanti familiari dispersi tra Europa e Africa, di un’identità e del vero senso di famiglia.

 

Sousse, città della costa Tunisina ha vissuto negli anni ’70 - ’80 il suo momento d’oro, il turismo, oggi quasi scomparso a causa del terrorismo, arricchiva tutti i cittadini che ne facevano un vero e proprio Business o meglio Bezness.

Il ‘Bezness’ del titolo si riferisce in particolare a questa attività: giovani aitanti tunisini corteggiavano le più o meno giovani indipendenti europee alla ricerca di svago e libertà, le portavano in giro come guide turistiche a conoscere la vita della città, intrattenendole come dei veri gigolò. In cambio le turiste li riempivano di denaro e regali. Talvolta però questi rapporti diventavano qualcosa di più di semplice svago, talvolta questi gigolò partivano per l’Europa insieme alle turiste, come nel caso del padre di Alex .

La domanda che a questo punto però tormenta davvero Alex è se il rapporto che sta ricostruendo con il padre scomparso per tanti anni  sia davvero qualcosa di sano o se, invece il padre lo consideri solo una parte della catena dei profitti, del ‘bezness’.

Uno spaccato spontaneo, vivido e sentito di due mondi e culture: l’Europa del Nord e il Nord Africa, inconciliabili, rinchiusi nei propri difetti, giudizi e aspettative.

Il materiale di base già estremamente interessante, solleva e risponde a tante domande contemporanee, viene raccontato in modo coinvolgente ricco di tutti gli ingredienti tipici della migliore narrativa: l’incontro con il padre (drammatico - sentimentale), la ricerca della sorella (avventura), la scoperta della verità sul passato del padre (giallo), lo studio della realtà di Sousse e della cultura tunisina/islamica (inchiesta),  la ricerca della propria identità in relazione alle proprie radici (psicologico), ma anche una dichiarazione d’amore alla propria fidanzata (romantico).

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