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8/10

Per Qualche Dollaro In Piu regia di Sergio Leone

Spaghetti-Western
recensione di Dmitrij Palagi

Due cacciatori di taglie (Clint Eastwood e Lee Van Cleef) inseguono El Indio (Gianmaria Volontè), criminale appena evaso grazie alla sua banda.  I due bounty killer si incontrano a El Paso, dove prevedono che l'Indio tenterà di assaltare la banca.

Il mondo è piccolo. E anche molto cattivo.

Trilogia del dollaro, atto secondo.

Leone è in causa con i produttori di Per un pugno di dollari (Papi e Colombo) e desidera far loro un dispetto. Per il regista le possibilità economiche sono maggiori e infatti la struttura si fa più complessa rispetto al precedente episodio, perdendo in violenza e arrivando ad scene che sfiorano il surreale e la favola (il paese disperso nell'est da cui è difficile uscire vivi e la parabola del falegname, per fare due esempi). La storia di sdoppia, due protagonisti per un nemico (e la sua banda). L'amicizia si lega alla vendetta e alla giustizia. Un rapporto tra borgatari romani avvezzi alla violenza.

Eastwood resta della squadra e non cede alle proposte di Papi e Colombo. Nell'edizione americana continua a essere l'Uomo senza nome, in Europa diventa il Monco. La recitazione si fa più convincente, per i più maligni è proporzionale all'aumento dello stipendio. Di fatto riesce a dare il meglio di sé rispetto al resto della Trilogia, ben inserendosi tra gli altri personaggi (senza oscurarli). Al suo fianco doveva esserci Lee Marvin ma la disponibilità dell'attore salta. Il regista pensa a Henry Fonda ma al momento è inarrivabile. Lee Van Cleef ha la fortuna di uscire da un periodo di disintossicazione dall'alcol e di portare ancora i segni di un brutto incidente stradale. È nelle giuste condizioni per vincere le perplessità di Leone che lo vuole coprotagonista e lo strappa da una carriera di disegnatore-pittore.

La conferma di Gian Maria Volontè doveva saltare per motivi politici ma anche qui riesce a farsi valere la volontà del regista, che gli cuce addosso un cattivo più introverso ed efficace del precedente. Un sadico drogato circondato da una squadra di assassini: non si può non amarli e anche qui sta la grandiosità di Leone (e degli attori). Tra la combriccola dei criminali spuntano lo sfortunato Karl Hirenbach e la gobba di Klaus Kinski, che faranno parlare di loro negli anni a venire.

Le composizioni di Morricone, cucite "seguendo il protagonista e non il film", si inseriscono meglio che negli altri episodi. Il risultato è ottenuto anche grazie all'attenzione al suono cui Leone si dedica continuamente. I fischi del “cappello volante”  e gli spari degli occhi di Cleef richiamano direttamente i titoli iniziali. La temporalità della musica si mostra più marcata che mai.

Girato in dodici settimane (perlopiù in Spagna) è il meno compreso dalla critica, per alcuni il peggiore della Trilogia (anche se questo non è un grande demerito e una classifica è obbiettivamente complicata da fare). La quantità dei western che escono nel 1965 è impressionante ma Per qualche dollaro in più si impone come campione di incassi, incastrandosi come episodio storico nella storia del botteghino italiano (e superando il precedente record de La dolce vita di Fellini).

Come spesso capita per questo periodo del cinema italiano c'è un gran caos rispetto alla paternità delle idee, della sceneggiatura e del copione. Di certo c'è un ruolo poco riconosciuto di Fernando Di Leo (che poi saprà dimostrare il proprio valore): dai titoli risulta semplice assistente alla regia.

Non c'è miglior amico del proprio nemico, è una lezione che verrà introdotta nel successivo Il buono, il brutto e il cattivo ma che è bene anticipare, per poter citare Anthony Mann, regista molto stimato da Leone ma che non apprezza il cinema del suo estimatore e nel criticare Per qualche dollaro in più riesce a utilizzare espressioni perfette per descriverlo: “i personaggi incontrano solo il nero della vita”, mentre la storia assomiglia a un “elettrocardiogramma di un caso clinico”.

La leggenda prosegue.

Quando la musica finisce spara. Se ti riesce.

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Voto degli utenti: 8,7/10 in media su 3 voti.

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dalvans (ha votato 10 questo film) alle 0:27 del 12 ottobre 2011 ha scritto:

Grandissimo

Il secondo capolavoro di Leone