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8/10

The Reader regia di Stephen Daldry

Drammatico
recensione di Francesco Carabelli

Il giovane Michae Berg scopre l'amore attraverso l'incontro con una donna più matura. Passione e lettura sono le due costanti di questa relazione, ma il passato di lei aleggia e Anna dovrà farne i conti.

Emozioni vere ci regala questa pellicola dell’inglese Stephen Daldry, già regista del celeberrimo Billy Elliot. La storia narrata è toccante e allo stesso tempo sconvolgente per i temi toccati: l’olocausto e le sue conseguenze. Questa volta però tema principale è la vita di coloro che sono stati carnefici e che con il loro operato hanno causato la morte di molti. Cosa hanno fatto dopo il 1945, dopo la caduta del Terzo Reich? Come sono sopravvissuti, come hanno potuto convivere con le loro colpe? La storia della SS Anna Schmitz si fonde con quella del giovane Michael Berg.

L’incontro fortuito tra i due non sarà privo di conseguenze. L’attenzione che la ex SS ha nei suoi confronti, l’aiuto che gli porta in un momento di difficoltà affascinano il giovane che, dopo un lungo periodo di malattia tornerà a ringraziarla e scoprirà con lei cosa sia l’amore. Sembra una normale storia di amore, ma c’è un divario di età non indifferente tra i due. Anna però nelle vesti di iniziatrice mantiene comunque un certo distacco, quasi una seconda madre che si prende cura, anche se in modo particolare del giovane Michael. Particolarità: Anna tiene alla formazione culturale di Michael e lo incita a leggerle le opere di poeti ed autori che Michael incontra nel suo percorso scolastico.

È un’amicizia elettiva tra i due, vissuta in maniera diversa dalle parti ma costruttiva per entrambi: un raggio di affetto in un mondo di solitudine per Anna, l’iniziazione all’amore per Michael. Anna però per non compromettere Michael, ottenuta una promozione decide di sparire, lasciando Michael a sé stesso. Solo anni dopo Michael, studente di giurisprudenza ad Heidelberg scoprirà la verità su di lei, sul suo passato e sarà costretto in qualche modo a farne i conti, prima rifiutando la realtà, poi accompagnando Anna nel lungo calvario del carcere, che purtroppo non avrà un lieto fine.

Una recitazione pulita tutto sommato quella degli attori anche se la protagonista interpretata da Kate Winslet, premio oscar per questa parte, è talvolta sopra le righe, affettata e forzata. Anche Ralph Fiennes ,che interpreta Michael Berg adulto, in certi frangenti non brilla, ma presta nel complesso una buona interpretazione. Cast di contorno di primo piano; da segnalare le interpretazioni di un superbo Bruno Ganz, nella parte del professore di diritto di Michael, sempre essenziale e mai affettato, e quella di Lena Olin, già attrice del miglior Bergman e qui in un piccolo ruolo ma veramente azzeccato.

Tra gli altri interpreti pregevole Michael Berg giovane interpretato da David Kross, speranza del cinema tedesco che non manca di stupirci (anche per la convincente interpretazione nelle scene di nudo) e l’immancabile Alexandra Maria Lara, già icona del cinema di Coppola. Costruzione narrativa lineare, scenografie ricostruite con cura, fotografia di prim’ordine. Quello che non si capisce è l’uso ovunque nello scritto (lettere dei personaggi e libri letti) della lingua inglese laddove la vicenda è palesemente ambientata in Germania. Nel complesso comunque un’opera pregevole che non manca di strascichi e riflessioni sul male e la sua banalità, parafrasando la pagina di Hanna Arendt, ponendoci di fronte a dei carnefici che non sono consapevoli dell’orrore che hanno causato, ma ancora lo giustificano in nome delle leggi naziste, dimenticando ogni moralità. Solo la pietà degli uomini riuscirà a cambiare dall’interno il cuore dei colpevoli regalandoci un tardivo pentimento.  

 

V Voti

Voto degli utenti: 7,4/10 in media su 7 voti.

C Commenti

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s.m.a.c. (ha votato 6 questo film) alle 12:51 del 17 novembre 2009 ha scritto:

il film non mi è dispiaciuto, soprattutto la prima parte. però non capisco quale senso abbia in un film ambientato in germania che libri e lettere siano scritti in inglese. per me è proprio una gran boiata.

carlotta (ha votato 9 questo film) alle 13:39 del 19 gennaio 2010 ha scritto:

the reader

è uno dei capolavori degli ultimi 10 anni,ottima interpetrazione deglia attori e ambientazione.Bravi anche i truccatori

Alessia

swansong (ha votato 3 questo film) alle 15:50 del 2 marzo 2010 ha scritto:

Mah...

Una delusione assoluta..pretenzioso, noioso, dozzinale, prima mezz'ora inutilmente voyeristica con una recitazione insopportabile e tremendamente sopra le righe della Winslet (ho avuto la conferma, dopo lo scandaloso Oscar alla Paltrow per "Shakespeare in Love" a danno della sublime Blanchett di "Elizabeth", che per beccarsi la statuetta basta far vedere le tette!) allora meglio, ma molto meglio, scusate, candidarla come miglior attrice per "Revolutionary Road" eccheccavolo! Ma vogliamo mettere il Daltry di "The Hours"?