Fame Chimica regia di Antonio Bocola
DrammaticoManuel e Claudio, amici da sempre, sono cresciuti nel contesto non facile della Barona, quartiere della periferia sud di Milano e hanno condiviso le principali esperienze della loro vita.
Tuttavia sono molto diversi: Claudio si ammazza di lavoro in una cooperativa a ritmi esasperati, per portare a casa qualche soldo, ma si sente totalmente insoddisfatto e senza alcuna prospettiva per il futuro; Manuel lavora come gommista, ma di fatto il suo business è lo spaccio, che gli fa guadagnare un bel po' di soldi e il rispetto degli zarri del quartiere. Manuel rappresenta il prototipo dello zarro metropolitano e in piazzetta è lui il capo. L'amicizia tra i due giovani si incrina a causa di una ragazza, Maja, la bella amica d'infanzia di Claudio, che vive a Londra ed è tornata per alcuni giorni in città.
Sullo sfondo c'è la vicenda della piazzetta che vive il rapporto conflittuale tra immigrati e italiani
In una piazza c'è tutto un mondo. Fatto di amori, amicizie, politica, odi, scontri e incontri. E questo film cerca di restituircelo questo mondo di borgata milanese che si espande a contenere i conflitti etnici, rimescolando i ruoli, a quarant'anni dall'immigrazione meridionale verso il nord. Ora ci sono pugliesi, calabresi che rifiutano i marocchini, esattamente come furono rifiutati loro o i loro genitori e per gli stessi motivi.
I conflitti sconvolgono tutto, rimettono in gioco le amicizie di una vita sconvolte dalle trazioni politche. La politica interviene a leggere i conflitti e a segnare degli spartiacque, a volte violenti. I corpi delle persone reali devono scegliere da quale parte porsi e restare sul delimitare diventa un gioco pericoloso per funamboli della vita. Sono onesti i registi di questo film quando rifuggono le santificazioni ideologiche che servono solo a sclerotizzare la realtà e non capirla. Claudio è un ragazzo di sinistra, frequenta i centri sociali, lavora duramente, si oppone alla costruzione del recinto che dovrebbe chiudere i "negri" fuori. Eppure è amico di uno spacciatore, lo accompagna durante i suoi traffici, si "cala" senza alcuna consapevolezza di classe, vive in una zona d'ombra in cui i suoi amici "sgobbano" motorini, si lanciano in risse e minacce di quart'ordine.
Manuel è uno spacciatore, un ladruncolo, non ha alcuna coscienza politica eppure ha forte in sé il senso dell' amicizia. Il film, a tratti, si adagia su alcuni sciocchi deja-vu da film rosa che ne costituiscono il suo punto debole. Brillante la trovata della presenza off-contest di Luca Persico (Zulù) anche se la colonna sonora in questo film avrebbe potuto lavorare di più. Efficaci alcune suggestioni di periferia sub-urbana, qualche piccolo errore di ripresa in movimento.
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