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9/10

The Neon Demon regia di Nicolas Winding Refn

Horror
recensione di Eva Cabras

Jesse è una giovanissima aspirante modella che si trasferisce a New York. Nella sua naturale e spontanea bellezza si cela una vera e propria maledizione, che la catapulterà al centro di una caccia spietata alla sua essenza.

La vena creativa di Nicolas Winding Refn è più florida che mai e mette a segno l'ennesimo successo con il suo ultimo lavoro, The Neon Demon. L'immediato riferimento nel titolo del film anticipa quello che è il suo tema portante e ricorrente, quello della luce, di una materia inafferrabile ed effimera, che porta con sé la sua immancabile negazione, l'oscurità. Elle Fanning è Jesse, un'aspirante modella che sbarca a New York con un passato misterioso, supportata da quello che si rivela essere il suo unico talento: essere bella. La protagonista porta con sé una sorta di maledizione, che la rende bellissima e perfetta agli occhi di qualunque individuo incontri, uomo o donna, fotografo o truccatore, rendendola profeticamente un raggio di sole che illumina qualsiasi luogo con la propria raggiante naturalezza.

L'habitat naturale di Jesse si rivela ben presto essere quello della moda, rappresentato come una sorta di arena dove le modelle si danno battaglia per prevaricare l'una sulle altre. L'intrusione di una modella nata, capace di incantare stilisti e fotografi nel tempo di un solo sguardo, attrarrà attorno alla protagonista un folto stuolo di nemici, che faranno di tutto per assorbire anche un briciolo del suo innato splendore. Letteralmente. La svolta narrativa che porta l'horror all'interno del dramma arriva con il finale. Una delle poche presunte amiche di Jesse vede rifiutate le proprie avances sessuali e il passaggio dall'amore all'odio scatta più veloce del click di una fotocamera. Il rancore e la rabbia esplodono in un'aggressione di gruppo e l'eterea sedicenne termina la propria carriera in un bagno di sangue, speculare al bagno di sangue artificiale che apre il film praticamente in flash forward. La necrofilia e il cannibalismo completano il quadro di pervesione creato da Refn in questa fiaba glamour, conclusa con l'estremizzazione del suo contenuto metaforico: in quanto personificazione della luce, Jesse non può far altro che andare incontro al suo destino, essere assorbita per continuare a risplendere attraverso un corpo estraneo.

The Neon Demon non conosce pietà e accavalla continuamente pervesioni su deviazioni su sadismi. La purezza di Jesse, incarnata con grazia e maestria da Elle Fanning, stride continuamente con la malignità dell'ambiente che paradossalmente le appartiene in toto, creando un corto circuito di senso che non abbandona mai lo spettatore. Nonostante la ricchezza di spunti e connessioni, l'impianto narrativo del film è ciò che occupa senza dubbio il ruolo più marginale. A regnare indiscusso, come nella quasi totalità dei lavori di Nicolas Winding Refn, è il modo in cui la storia è raccontata e mostrata. La stupefacente fotografia di Natasha Braier restituisce la bellezza patinata di una rivista di moda e l'accecante intermittenza di una luce al neon, creando scene dai colori saturi, densi e pop, dove sembra di toccare con le proprie mani i tessuti degli abiti o i corpi dei personaggi. Torna a mettere la propria arte a disposizione del regista danese il compositore Cliff Martinez, autore di un nuova straordinaria colonna sonora dalla potenza minimale, che lascia ampio spazio al fisiologico silenzio della comunicazione umana.

Facendo proprio uno spunto narrativo che si ciba di puro apparire, Refn gioca al rialzo, andando a creare un'estetica al quadrato con i mezzi formali del cinema, con il colore e con la scelta delle inquadrature. The Neon Demon è un film visivamente ipnotico che racconta l'ossessione per il mostrarsi, l'invidia, la bassezza morale e la ricerca compulsiva della bellezza, a qualsiasi costo. Presentato durante l'ultimo Festival del Cinema di Cannes, il film ha ricevuto critiche contrastanti, che oscillano tra entusiasmo smodato e fischi dalla platea, convinta magari di trovarsi davanti a un film horror invece che a un viaggio allucinato in un universo bellissimo e auto-fagocitante.

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Voto degli utenti: 8,3/10 in media su 3 voti.
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alexmn 8/10

C Commenti

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tramblogy alle 20:09 del 7 marzo ha scritto:

cavolo, basta con refn....molto bello, però mi ha buttato giù.