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6/10

Le Belve regia di Oliver Stone

Gangster
recensione di Alessandro Giovannini

Ben e John sono amici da una vita: il primo (Aaron Taylor-Johnson) è un specie di tardo hippie imbottito di filosofia new age; Chon (Taylor Kitsch) è un ex Navy Seal che ha guadagnato un sacco di soldi dopo una missione in Afghanistan. I due condividono la stessa donna Ophelia (Blake Lively), detta O, innamorata di entrambi, che costituiscono la sua unica famiglia. Insieme, i tre gestiscono la più efficente piantagione di erba degli States, in piena California, a Laguna Beach, Orange County. Dopo aver fatto soldi per anni, coperti dall'agente Dennis (John Travolta). Ora che vogliono ritirarsi dagli affari, però, devono fare i conti con il boss della droga messicana, Elena "La Reina" (Salma Hayek), che ne vuole a tutti i costi i servigi, ed è disposta a ricorrere alla forza bruta del suo braccio destro Lado (Benicio Del Toro), che rapisce la bella O. I due amici dovranno escogitare un piano per riprendersi la donna.

Tratto dal romanzo Savages (2010) di Don Wislow, Le belve segna il ritorno di Stone al cinema di intrattenimento violento cui si è talvolta cimentato, all'inizio della sua carriera con l'horror La mano (1981) e a circa metà della stessa con Assassini nati (1994). Dopo il deludente seguito di Wall Street di due anni fa, probabilmente ha avuto voglia di cambiare del tutto soggetto e darsi a qualcosa di più "leggero", tralasciando temi socio-politici per concentrarsi sul puro spettacolo. In effetti uno degli elementi che maggiormente risaltano fin dalle prime battute del film è  la dinamicità del montaggio (di Joe Hutshing), breve o brevisssimo, e la fotografia (di Dan Mindel) scoppiettante, con vari filtri di colore ed inquadrature frammentarie, che rimanda almeno in parte al già citato film del '94. La storia comunque ha un appeal più classico, che nel suo intreccio di azione e passione può ricordare tanto i film gangster di De Palma quanto i polizieschi di Michael Mann.

Stone dipinge gli Stati Uniti (di cui O.C. è sineddoche) come un paese fallito in cui non esistono i cosiddetti "valori di una volta", ma solo i soldi (e ti pareva...). Così i tre protagonisti sono tutti più o meno disgustosi: Ben ha a cuore i bambini del terzo mondo e lo stile di vita primitivo dei popoli non sviluppati (cioè ridotti alla fame) che aiuta grazie ai soldi fatti ammazzando gente con la droga; Chon è un ex soldato che di sicuro non è andato in guerra per amor di patria; O è una ricca e svogliata ragazza con l'età mentale di un'infante che vive per accoppiarsi con gli altri due, uno alla volta o tutti insieme.

D'altro canto anche "l'antagonista" Elena non è che una criminale per accidia, che si è trovata in quella situazione e non si è certo voltata indietro o fermata ad interrogarsi sull'eticità del suo operato. Il personaggio più simpatico finisce per essere quella carogna dell'agente corrotto interpretato da Travolta, che fra l'altro è il miglior attore del lotto. Non posso dire che Le belve sia un film dai grandi pregi: sicuramente offre due ore di divertimento fra intrighi, sparatorie e (ridicole) parentesi sentimentali. D'altro canto la storia raccontata è abbastanza fiacca, nel senso che la vicenda che racconta non è particolarmente interessante, e di sicuro poteva essere raccontata in molto meno tempo. E se è vero che i dettagli comportamentali dei vari personaggi siano forse la cosa più interessante della pellicola, la fastidiosa voice over di O che accompagna tutta la visione dicendo scemenze ed una "trovata" finale che più che essere una gran pensata sembra il tentativo di allungare ancor il brodo sono altrii elementi che lo contraddistinguono. 

Le belve va apprezzato come film gangster un po' sopra le righe, con personaggi meno convenzionali del solito ed un gusto per la caratterizzazione di una moltitudine di personaggi diversi che indubbiamente tradsce la sua provenienza letteraria. Apprezzabile è anche la realizzazione tecnica. Discutibili invece alcune scelte di regia che spezzano il ritmo ed un soggetto che, pur con qualche variante, non distingue in modo particolare da un mare di film di genere: un prodotto canonico presentanto in una confezione sgargiante.

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Alberto Longo alle 12:23 del 22 settembre 2012 ha scritto:

M'hai messo la pulce nell'orecchio, bella recensione.

Appena ne sparò di più, ti dirò!

alejo90, autore, (ha votato 6 questo film) alle 14:32 del 22 settembre 2012 ha scritto:

ok aspetto di sapere anche il tuo parere allora!

Marco_Biasio (ha votato 8 questo film) alle 12:23 del 11 novembre 2012 ha scritto:

L'ho visto ieri. Mi è piaciuto parecchio! Mi aspettavo un film leggero, d'intrattenimento, e l'ho avuto. Ottima la fotografia, come hai giustamente sottolineato, specie quando vira verso le monocromie da "spot televisivo" (c'è spesso un'aria da spot, da esibizione, certamente voluta, finanche curiosa, interessante). Fantastici gli attori (quella gran faccia da culo di Travolta e Benicio Del Toro su tutti, bene anche Salma, un po' debole a tratti il trittico dei protagonisti), ruffiano ma intelligente IMHO il "doppio" finale e ghignosissimi i segmenti di humour nero, splatter, tarantiniano, che a tratti affiorano dal corpus centrale, tanto che uno spettatore non avvezzo potrebbe inorridire parimenti sia per le finte decapitazioni sia per le scene effettivamente crude (come il finto traditore reso torcia umana). Molto azzeccata anche la soundtrack, specie nei frangenti più surf e riverberati. Vabbè, insomma, crepi l'avarizia: m'è piaciuto, mi sono divertito.