R Recensione

8/10

The game - Nessuna regola regia di David Fincher

Thriller
recensione di Gloria Paparella

Per il suo quarantottesimo compleanno un ricco consulente finanziario riceve in regalo dal fratello l'iscrizione ad un club che organizza per i propri membri un gioco in grado di trasformare una vita tranquilla in un continuo rischio.

The game è semplicemente spettacolare. Un gioco fatale, forse mortale, nel quale non si sa dove finisca la simulazione e dove cominci la realtà. In sostanza un thriller mozzafiato: quale definizione migliore?

David Fincher, con Fight Club e Seven, ci aveva già abituato alle sue originali sceneggiature capaci di incollare lo spettatore allo schermo. Si ripete magistralmente con questa pellicola, poco noir ma tanto thriller da tenerti sul filo sospeso.

Michael Douglas interpreta il classico uomo d’affari freddo e cinico, capace di perdere la propria moglie per la sua indole solitaria e immersa nella professione. Il giorno del suo quarantottesimo compleanno, però, il fratello Conrad (Sean Penn) gli regala la possibilità di cambiare la sua monotona esistenza: lo sprona a far parte di un club promettendogli divertimento assicurato.

Dopo essersi iscritto più per curiosità che per la ricerca di emozioni, si trova costretto ad adattarsi a mille situazioni pericolose, come buttarsi dal secondo piano o avventurarsi con una pseudo sconosciuta - una cameriera licenziata per avergli sporcato la giacca da duemila dollari - per fuggire dalle persone che lo stanno cercando. Il gioco seguiterà ad essere sempre più serio e realistico finché sia lo spettatore che lo stesso protagonista si dimenticheranno il principio di tutto: the game.

David Fincher sa giocare bene con le atmosfere ed è un mago della mistificazione, fino all'ultimo non è chiaro lo scopo del gioco sebbene le prime avvisaglie emergano a mezz'oretta dalla fine. La kafkiana angoscia che investe Douglas nel ruolo dell'arrogante e spocchioso miliardario lo fà un mattatore come pochi; vederlo crollare poco alla volta sotto il peso del gioco che lui stesso ha sottoscritto, da già le sue soddisfazioni. Nulla è prevedibile, gli organizzatori del gioco sembrano pressoché onnipotenti e la tensione ed il ritmo sono ad ottimi livelli. The game rende l'idea del meccanismo claustrofobico in cui è rinchiuso Nicholas (Michael Douglas) contemporaneamente lasciando costanti dubbi sul rapporto fra realtà e fantasia nello spettatore. Sean Penn è perfetto nei personaggi ambigui, che non si sa mai da quale parte collocare, e Deborah Unger è certamente enigmatica. Consigliatissimo e comunque originale nella trama.

 

V Voti

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