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R Recensione

8/10

'71 regia di Yann Demange

Azione
recensione di Allegra Mistretta

Un soldato inglese, spedito in Irlanda del Nord, viene inaspettatamente abbandonato dalla sua unità durante un'insurrezione a Belfast. Da qui comincerà la sua lotta per la sopravvivenza.

Presentato quest'anno come prima al 65° festival del cinema di Berlino, Yann Demange (che ha lavorato prevalentemente come regista e produttore televisivo) riporta sul grande schermo uno dei temi più duri della storia recente britannica, quello del conflitto in Irlanda del nord tra cattolici separatisti e protestanti unionisti. La novità è che non lo fa con la struttura narrativa tipica del film drammatico, ma lo trasforma in un horror cupo e dal ritmo velocissimo: il fondo storico, pur rimanendo ben costruito e credibile, passa in secondo piano. Qui si parla soprattutto di una storia di sopravvivenza, quella del protagonista la cui avventura è resa frenetica, veloce e ansiogena da un efficace uso della handycam che rende piuttosto spontanea un'associazione della pellicola con i tanti videogames a tema horror/zombie (e la colonna sonora distorta, eterea, contribuisce maggiormente a trasmettere questo effetto).

Gary Hook (Jack O'Connell, già interprete nella nota serie tv britannica Skins di un personaggio quasi omonimo, Cook) è un soldato britannico che durante una pesantissima rivolta dei cattolici a Belfast si ritrova abbandonato dalla sua unità ed è costretto a fuggire e nascondersi per non essere ucciso: scoprirà gli affari sporchi che coinvolgono gli ufficiali del suo esercito, che stringono patti con le fazioni cattoliche, fabbricano ordigni e trafficano armi. Yann Demange, fino a questo momento prevalentemente un regista televisivo, ha dichiarato in un'intervista che l'intero cast del film è irlandese e tutti hanno avuto a che fare, chi in prima e chi in seconda persona, con "the troubles", il conflitto nordirlandese. Il lungometraggio, pur non narrando episodi realmente accaduti, è frutto di lunghe ricerche e interviste nonchè, su dichiarazione stessa del regista, figlio di pellicole recenti ma già celebri nella cinematografia riguardante questo pezzo di storia britannica: si tratta di Hunger di Steve McQueen e Bloody Sunday di Paul Greengrass. Demange in persona riconosce che questi film hanno concesso l'esistenza del suo film, che si discosta dal raccontare realisticamente i fatti storici per farsi riflessione sull'uomo, una ricerca più profonda che vuole provare a umanizzare, a giustificare entrambe le fazioni in conflitto portando in scena tutti i differenti punti di vista. L'attenzione verso la fragilità dell'essere umano è una costante in tutto il film, e il regista lo sfodera senza eufemismi di sorta nelle vicende dei più giovani, anche dei bambini, perchè tale era la realtà di quegli anni: in questo contesto è (tristemente) emblematica la scena finale, ma c'è anche un giovane che viene coinvolto nei giri di una banda di delinquenti cattolici e il fratellino stesso di Hook, dal quale è costretto a separarsi per gli impegni bellici. Questo film merita di rientrare a pieni voti nelle fila delle pellicole riguardo la guerriglia in Irlanda del nord: "purtroppo" il suo profilo più indipendente e artigianale di altri lo renderà meno noto ai più, ma i veri intenditori sapranno scoprirne, e soprattutto apprezzare, tutto il suo immenso valore.

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