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7/10

X-Men: Apocalypse regia di Bryan Singer

Fantastico
recensione di Riccardo De Franco

Mentre Charles Xavier (Professor X) ha rimesso in carreggiata la sua Scuola per Giovani Dotati, e Erik Lehnsherr (Magneto) si è rifugiato fuori dagli Stati Uniti per vivere in pace con una nuova famiglia, un antico essere dai poteri incontenibili viene risvegliato da un lungo sonno. Una volta rapito il Professor X e convinto Magneto a unirsi alla sua causa, En Sabah Nur ora nominatosi Apocalisse progetta di devastare il pianeta per ristabilire il suo dominio. Toccherà ad una nuova generazione di mutanti difendere i loro simili e gli umani da questa nuova minaccia.

Prosegue la serie cinematografica sui mutanti Marvel, ormai giunta al sesto capitolo, spin-off esclusi. Apocalypse è il quarto film sugli X-Men diretto da Bryan Singer e il terzo dei prequel dopo First Class (X-Men: L'inizio) e Days Of Future Past (X-Men: Giorni di un futuro passato). Dopo che Matthew Vaughn aveva resuscitato il franchise proprio con l’ottimo First Class, Singer aveva pensato bene di riprendere le redini della saga giusto in tempo per accalappiare l’entusiasmo dei fan verso la “new era” degli uomini X.

Apocalypse chiude il cerchio ricongiungendosi idealmente con il primissimo X-Men, almeno finché non saranno chiari i piani della Fox su come proseguire il brand al cinema nei prossimi anni. In questa pellicola vediamo formarsi la squadra originale che Singer aveva schierato nel 2001, anche se nelle loro versioni giovanili: Scott Summers (Ciclope), Jean Grey (la futura “Fenice”), Ororo Munroe (Tempesta). Proprio per questo erano molto attese le performance delle new entry, tra cui Sophie Turner, lanciata a livello internazionale dalla serie Game Of Thrones; questi “nuovi vecchi” X-Men funzionano bene, e c’è molta alchimia tra gli attori, anche se in alcuni frangenti si rivedono dinamiche già mostrate in First Class.

Tra gli elementi più interessanti del film vi è indubbiamente l'atmosfera. Anche qui si riconferma vincente l'idea di mostrare un determinato decennio del ventesimo secolo legando determinati eventi della storia umana ai conflitti tra mutanti; in quest’ultima incarnazione sono gli anni ’80 a fare da padroni, dai capi di abbigliamento sfoggiati da attori e comparse ai riferimenti alla cultura pop (i protagonisti a un certo punto si godono Il Ritorno dello Jedi appena uscito al cinema).

La moda dell’epoca evidentemente ha anche spinto il regista a dare un tocco più kitsch a taluni elementi, con esiti ovviamente non proprio felici: la nuova scena del salvataggio a super velocità da parte di Quicksilver (ormai quasi un marchio di fabbrica) strapperà più di un sorriso, ma mentre la prima volta lo stratagemma funzionava e divertiva per via dell’originalità e della creatività, stavolta la comicità sembra un po’ più ingenua e forzata.

Quella scena è anche esemplificativa di una leggera variazione nel tono della saga. Rispetto ai precedenti film stavolta non si avverte quella costante aura drammatica e tesa, stemperata occasionalmente da qualche momento d’ironia; la storia qui raccontata è la più catastrofica in quanto a proporzioni, ma si ha l’impressione che Singer abbia approfittato della storyline di Apocalisse, il primo dei mutanti e il più potente, per sfoderare un film più “fumettoso” e pirotecnico.

Vi sono anche momenti in cui il dramma è accentuato, forse anche troppo nel caso della sottotrama di Magneto, ma il lungometraggio è improntato molto più sull’azione e sullo spettacolo visivo (basti pensare al movimentato prologo) che sulla riflessione. D’altronde la varietà della linea temporale non ha aiutato a rinfrescare la trama generale, che dopo otto pellicole sembra ormai imperniata sugli stessi snodi narrativi ripetuti ciclicamente; forse la scelta di un blockbuster più tradizionale è anche un’indiretta ammissione degli autori che il franchise inevitabilmente sta ristagnando sulle stesse tematiche, per cui tanto vale salire sulla giostra e godersi il giro finale.

Al contrario per quanto riguarda lo screen-time dei personaggi stavolta Singer sembra aver capito che Wolverine non può dominare la scena sempre e comunque, e affida a Hugh Jackman una breve ma intensa sequenza che chiude degnamente il cerchio sul passato del tormentato Logan.

Potevano mancare invece le solite incongruenze narrative? Anche quelle evidentemente sono diventate un marchio di fabbrica, e ci si ritrova a chiedersi che senso ha avuto l’azzeramento della continuity con Days Of Future Past se poi neanche la scena finale di quel film viene chiarita a dovere in questo sequel. Ancora più negligente il riutilizzo di attori troppo giovani rispetto all’età del personaggio che dovrebbero rappresentare, uno su tutti il carnefice di Wolverine, il colonnello William Stryker: nessun azzeramento può giustificare il passaggio dal Brian Cox sessantenne di X2 (X-Men 2) al Josh Helman trentenne di Apocalypse.

Il giudizio finale si presta ad un particolare paragone. Non si può parlare di un’opera non riuscita, nonostante abbia diviso il pubblico quasi quanto lo sfortunato The Last Stand (X-Men: Conflitto finale), eppure qualcosa comincia a scricchiolare: l’esempio più calzante di una situazione simile è il primo episodio della trilogia Lo Hobbit, diretto da un Peter Jackson ancora esuberante ma in visibile calo creativo.

Come noto il regista neozelandese ha protratto la sua avventura nella Terra di Mezzo ben oltre la sua soglia di interesse, finendo per oltrepassare anche quella di sopportazione dei suoi stessi fan, che non si aspettavano un tale crollo dopo quel buon inizio. X-Men: Apocalypse rappresenta invece la fine di una trilogia, quindi può valere ancora di più come monito per Bryan Singer e per la stessa Fox: siete arrivati fino a tanto, e senza troppi danni collaterali, forse è il caso di pensare ad una conclusione (o perlomeno ad una pausa) prima di cominciare a sentire realmente il terreno che frana sotto i piedi.

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Voto degli utenti: 7,5/10 in media su 2 voti.
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K.O.P. 6/10

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Altair882 (ha votato 9 questo film) alle 19:34 del 11 giugno ha scritto:

Un film da quasi 10 per me.Son amante della saga xmen ma comunque é un film godibilissimo da tutti. Straordinari gli attori come straordinaria la trama Del primo mutante mai esistito Apocalisse che torna sulla terra per dominarla, contrastato da xavier e gli altri e soprattutto dalla potentissima Jin Grey. Bello bello lo adoro. Guardatelo.