Lasciato: 2010-01-08 23:31:44
Sarei stata più generosa con le stelline. L'imperfezione, comunque, credo che sia dovuta più che altro a quella freddezza che hai citato, che impedisce a una lacrima-facile-da-film come me di liberarsi dall'atrocità delle immagini e delle storie attraverso un sano pianto. Trovo tuttavia che l'invito al ragionamento ci sia in abbondanza (per esperienza personale e per segnalazione di altrui conversazioni durate interi week-end: ma forse questa è malattia dei soggetti!). Dati i tempi che corrono non credo che l'assolutizzazione dei valori sia così distante da noi: bisognerà solo vedere se siamo i soliti italiani "tarallucci e vino". Il tema dell'educazione e delle sue conseguenze (considerato nella sua astrazione) si ripresenta ciclicamente, da Platone in poi (e forse anche prima), quindi non è male tener viva l'attenzione su questo argomento in una nazione che individua nei figli (e nella famiggghia) il più alto dei valori e poi si disinteressa completamente di loro quando si tratta di educarli, accudirli, istruirli.
Ho apprezzato enormemente le scelte formali e l'assenza di colori e musica(soprattutto quest'ultima; film molto più fruibili ci avevano abituato al B/N) elimina ogni traccia di emozioni umane. Forse è vero, sarà pure patetico il Maestro, ma è l'unico che sa e PUò provare emozioni (insieme alla bambinaia) ed è l'unico che si rivolge ai bambini INTERROGANDOLI, PARLANDO CON LORO. Non esaurirà la complessità del tema dell'origine del Male, ma credo anche che per un regista che ha studiato psicologia come Haneke questa sia senza dubbio l'impostazione fondamentale del problema.
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