storia_della_musica_home
Effettua il Login


Marco Biasio

Padova

Se mi chiedi cosa cerco in un film, ti risponderò, in ordine crescente: la fantasia, la passione e l'onestà. Un film senza onestà è come un blues senza pentatonica.

Marco Biasio

Lasciato: 2012-01-21 13:04:43

Il mese sabbatico è scaduto da un pezzo, ora voto. La tua analisi è interessante, ale, ma secondo me hai sopravvalutato un tantino il ruolo registico di Von Trier... Parecchie sequenze del film sono in effetti riuscite (a me, chissà perché, viene sempre in mente la scena in cui Dafoe si addormenta con la mano fuori dalla finestra e la mattina dopo la trova coperta di zecche... forse il punto in cui più si percepisce l'ostilità della natura contro l'uomo). Ma questo perpetuo, ostinato insistere sull'estetica dell'immagine, d'altro canto, lo avvicina molto al narcisismo di autori come Antonioni (insopportabile IMHO) e inevitabilmente carica il progetto iniziale di pretenziosità arty che finiscono per comprometterne un po' la forza. I close-up sulle penetrazioni, l'eiaculazione di sangue (fregata peraltro a Nekromantikk...), le figure misteriche, le allucinazioni in una foresta quasi mescalinica e tridimensionale, gli slow-motion d'inizio e fine pellicola... Tutto è visivamente perfetto, esteticamente ineccepibile, solo che a tratti io non vedo il contenuto dietro il gesto (cosa che, invece, riscontro sempre anche nel Lynch più estremo, che difatti è il mio regista preferito). Un punto in più a Von Trier va dato nella scelta delle tematiche, mai facili e di comprensione immediata, ma c'è da dire anche che digerisco sempre con molta difficoltà la patina di intellettualismo con cui vengono puntualmente spennellate... Lo stesso può dirsi del recente Melancholia. Per me è 9 dal punto di vista visivo, 6 dal punto di vista contenutistico.

Antichrist di Lars von Trier (Lucky Red, 2009)

Lasciato: 2012-01-16 13:53:14

Lo vedrò certamente. Il trailer mi ha ricordato molto da vicino le atmosfere de Il Gioiellino di Molaioli... però qui c'è un Favino ed una Crescentini - sempre bellissima, peraltro -. Buona recensione davvero.

L\'Industriale di Giuliano Montaldo (BiBi Film , Rai Cinema , 2011)

Lasciato: 2012-01-16 13:51:08

Mi è piaciuto molto. A livello estetico, perlomeno, è veramente curatissimo e, non so perché, alcuni giochi di cinepresa mi hanno riportato alla mente l'ultimo Sorrentino "americaneggiante". Spy story solida e ben congegnata, seppur non originale, con il pregio di almeno due grandissimi attori, Gary Oldman e Colin Firth. Si poteva spingere un po' di più il pedale sul versante della violenza, a mio avviso, ma rimangono gusti personali che non vanno ad intaccare il valore intrinseco della pellicola. Bella lì, Fulvia!

La Talpa di Tomas Alfredson (Studio Canal, 2011)

RE:

Lasciato: 2011-12-27 14:56:33

Guarda Rick, ti ringrazio della risposta e provo a risponderti a mia volta. Fatta eccezione per i gusti personali sui due film (pensa te, io Cannibal Holocaust lo adoro, sebbene non possa sopportare quelle violenze sugli animali), ho citato il film di Deodato e "Il cameraman e l'assassino" come possibili paragoni a TBWP perché, anche se nello svolgimento differiscono in alcuni casi non da poco, alla base sono formalmente identici. Vero è ad esempio che Cannibal Holocaust mostra tutto, spiega tutto, al contrario di TBWP: eppure l'insistenza della ragazza nel continuare ad andare avanti nella foresta, nel continuare le ricerche nonostante la scomparsa dell'amico, nel continuare a riprendere... non è la stessa ostinazione di Barbareschi quando intima ai suoi compagni "continua a girare! continua a girare!"? Bene, da una parte ci sarà il voyeurismo più o meno accentuato dello spettatore, dall'altra la nevrosi paranoica di una studentessa che non riesce più a distinguere la realtà attorno a sé... Però la steadycam è sempre al centro, protagonista della scena, ed assiste immobile e silenziosa al dipanarsi di entrambe le trame, unica sopravvissuta ai rispettivi scempi ed unica testimone diretta (e coatta) dei fatti... Su "Il cameraman e l'assassino" i nostri giudizi sono ancora più distanti, mi sa. Sicuramente la vicenda, nel complesso, è molto differente da quella di TBWP, eppure prendiamo il finale: in trenta, sgranati, sporchissimi secondi la vicenda corre repentinamente, senza preavviso, verso la sua conclusione. Noi abbiamo la percezione di quello che sta succedendo (sentiamo gli spari, vediamo l'assassino morire davanti alla videocamera, vediamo i cameramen cadere feriti a morte, vediamo qualcuno attraversare di corsa il campo ottico della ripresa...) ma chi può darci la sicurezza di ciò che è avvenuto e ciò che, invece, è una nostra, arbitraria ricostruzione? Anche il finale di TBWP è sfumato in questo senso: tutto porterebbe a dire che la strega non è un fantasma, esiste ancora, ed ucciderà tutti i ragazzi dopo averli messi faccia a muro... ma ne siamo certi? O è sufficiente un urlo di terrore, un ragazzo al muro, uno sfarfallio di immagini? Per me la somiglianza è evidente, se non palese... Nulla di male, sia chiaro, nessuno inventa niente e non c'è bisogno di risalire ogni volta al padre putativo per "legittimare" la forza di un film. Solo che qui a mio avviso non c'è nessuna invenzione, come in Matrix, quando invece proprio questi due film sono stati presi ad esempio come portabandiera di un "nuovo" modo di fare cinema. A tal proposito, al corredo di citazioni ed influenze di TBWP ti aggiungo una terza pellicola, ancora meno conosciuta ma ancora più clamorosa al riguardo, girata esattamente un anno prima di questa e con delle similitudini francamente innegabili: The Last Broadcast, di Stefan Avalos e Lance Weiler. Non un gran film, ma abbastanza calzante...

The Blair Witch Project di Daniel Myrick ed Eduardo Sanchez (Haxan Films, 1999)

RE:

Lasciato: 2011-12-27 14:41:29

Perfettamente d'accordo con Rick! Quelli necessari necessari sono, per me, Audition, Ichi The Killer (divertentissimo) e Visitor Q che è però abbastanza violentino. Miike ha girato tanto altro di meritevole, ma per iniziare vanno bene questi!

13 Assassini di Takashi Miike (BIM, 2010)

RE:

Lasciato: 2011-12-26 13:27:44

In bocca al lupo Ale, Miike ha diretto qualcosa come 80 film :D

13 Assassini di Takashi Miike (BIM, 2010)

RE: Senz'altro sbaglio io, però..

Lasciato: 2011-12-19 21:35:39

Che infatti è quello, assieme a The Straight Story, con la trama più compiuta e lineare. Non c'è nessuno sbaglio nel tuo commento, swan, semplicemente (e lo hai spiegato molto bene) questo modo di fare cinema non è nelle tue corde. Che Lynch giochi appositamente a non chiudere i suoi film, per poi divertirsi alle spalle delle dotte elucubrazioni da parte della critica, è un'ipotesi che è saltata fuori con più insistenza in occasione di INLAND EMPIRE. Io non la vedo così ma, ancora una volta, sono opinioni! ;)

Mulholland Drive di David Lynch (Les Films Alain Sarde, Asymmetrical Productions, StudioCanal, The Picture Factory, 2001)

Lasciato: 2011-12-18 13:34:08

Anche se, a proposito di paragoni, ancora più calzante di Cannibal Holocaust sarebbe il meno conosciuto, ma più attinente al riguardo, Il cameraman e l'assassino... finale in sospensione compreso.

The Blair Witch Project di Daniel Myrick ed Eduardo Sanchez (Haxan Films, 1999)

Lasciato: 2011-12-17 14:01:33

La recensione, sono felice di dirlo, è stupenda e marca a fondo quello che, a mio modo di vedere, è l'unico grande pregio di questo film: il far credere allo spettatore quello che vuole credere. Alla fin fine non c'è niente di cui aver paura, niente che motivi uno stato di permanente tensione, se non il "potrebbe essere" che si figura nelle proprie ricostruzioni chi guarda il film. L'intuizione, da questo punto di vista, è efficacissima. Meno efficace e sicuramente meno originale la realizzazione del film. Mi pare ne avessimo già discusso, ma ad ogni modo: la scelta della telecamera tremolante a mano, con le immagini sfuocate, la pellicola rovinata, gli sfarfallii di luce e colore è scelta chiaramente desunta (dico chiaramente perché negli States è una pellicola di culto tra gli universitari) da "Cannibal Holocaust" di Deodato, che poneva invece una diversa questione - sulla legittimità della ferocia umana, i limiti del voyeurismo, la regressione dell'uomo occidentale allo stato di "bestia" -. L'amatorialità del girato può essere vista, nel contempo, come pregio e difetto: per quanto mi riguarda è pregio nella forma, a tratti difetto nella sostanza. The Blair Witch Project è un po' come Matrix: un film coraggioso, che però non inventa nulla e, anzi, ha dei progenitori ben illustri alle spalle ma, nonostante ciò, è stato rapidamente assunto allo stato di cult e unicum genere. Io continuo a non essere d'accordo.

The Blair Witch Project di Daniel Myrick ed Eduardo Sanchez (Haxan Films, 1999)

RE:

Lasciato: 2011-12-15 16:08:32

Dimenticavo di risponderti, Sydney. Io preferisco Lost Highway proprio per gli stessi motivi per cui tu lo poni dietro a Mulholland: per la sua capacità di ibridarsi con più generi, di sfiorare volontariamente il kitsch, di tingersi di nero, di contrapporre fisicità e dinamismo ad incubo ed allucinazione oltre, ovviamente, alla struttura centrale che si ripiega di continuo e sembra non avere mai una conclusione logica e definita (il famoso nastro di Mobius, per capirci...). Lost Highway è un film certamente più difficile di Mulholland che, a parte la classica frattura cronologica facilmente ricomponibile e l'alambiccata scena del teatro Silencio, possiede tutto sommato una linearità "nascosta" che verrà completamente spazzata via da INLAND EMPIRE. Poi, sul discorso dell'emotività sono d'accordissimo: anche a me, su questo piano, è rimasto più dentro Mulholland Drive. Che infatti considero un capolavoro, forte di una regia incrollabile, di un lavoro attoriale pressoché perfetto e di una storia solidissima.

Mulholland Drive di David Lynch (Les Films Alain Sarde, Asymmetrical Productions, StudioCanal, The Picture Factory, 2001)

RE:

Lasciato: 2011-12-15 16:02:03

Ti ringrazio dei tuoi complimenti, Maurizio, molto graditi. Sì, ho volutamente lasciato la parte narrativa della recensione un po' "ambigua", sia per non svelare troppo del film - anche se qualcosa, obiettivamente, andava detto - sia per non cadere nel difetto principale di chi analizza i lavori di Lynch, ovvero scorgervi una chiave di lettura personale ed imporla per tutto lo scritto al lettore. Film del genere (magari non questo, che io trovo abbastanza lineare, ma cose come Eraserhead o INLAND EMPIRE sicuramente sì) sono esperienze visive che vogliono dire tutto e niente, deprivate di ogni significato e che, nello stesso tempo, nel significato (e nei significanti) ci sguazzano di continuo. In questi casi è importante, per me, esercitare il proprio senso critico di appassionati e scatenare la fantasia di spettatori, immaginando ed intuendo collegamenti all'interno della trama senza farsi troppo influenzare da analisi esterne. Un po' capisco quelli che sono presi dalla smania di "spiegare" tutto sempre e comunque: certe recensioni dei film di Lynch sono bignami che sezionano minuto per minuto ed attribuiscono, con una lettura pressoché didascalica, una spiegazione logica ad ogni più piccolo dettaglio. E' un comportamento che io definisco da "ansia catalogativa", uno sforzo cognitivo che si compie di proposito per dimostrare di essere entrati alla perfezione nei meccanismi interni della pellicola ed averli compresi meglio di chiunque altro. Una sorta di narcisismo indiretto, in altre parole, in cui anch'io a volte cado, perché chi di noi non è almeno un po' egocentrico? Ma voler snaturare a tutti i costi l'essenza dei film di Lynch, riducendoli a grumi di simboli con relative corrispondenze cognitive, come una sorta di tabella di traduzione da tenere sott'occhio per tutta la durata del lavoro, annulla quella che è la loro vera bellezza: agire completamente sulla psiche dello spettatore, manipolandola e bombardandola con input inconsci e tranelli di illogica cerebralità, fino a farlo ibridare nella fibra stessa del film. A livello di arido significato, e disgiunti dalle tecniche di ripresa, dall'uso del colore, dalle musiche, dalla fotografia, i film di Lynch diventano quasi pellicole "normali", se mi passi il termine.

Mulholland Drive di David Lynch (Les Films Alain Sarde, Asymmetrical Productions, StudioCanal, The Picture Factory, 2001)

Lasciato: 2011-12-14 13:39:08

Grazie dei commenti e dei complimenti, apprezzo molto. Per Sydney: secondo me il capolavoro inarrivabile di Lynch è Lost Highway, di cui questo Mulholland Drive ne rappresenta una versione appena più onirica e potabile. Eraserhead e INLAND EMPIRE fuori categoria. :)

Mulholland Drive di David Lynch (Les Films Alain Sarde, Asymmetrical Productions, StudioCanal, The Picture Factory, 2001)

Lasciato: 2011-11-30 14:12:38

L'ho visto ieri, mi prendo un mese di tempo per capire se è una cazzata allucinante o un serio capolavoro.

Antichrist di Lars von Trier (Lucky Red, 2009)

Lasciato: 2011-11-24 14:12:00

Il film è certamente meno sciocco di quanto si potrebbe pensare, ma è anche vero che il tempo e la perpetua riproposizione in ogni contesto - anche quello meno adatto - lo hanno fatto ricoprire di una sgradevole patina di retorica. Ottimo prodotto per i bambini, buon prodotto per gli adulti. Ora come ora tuttavia non sento assolutamente il bisogno di rivederlo.

Mary Poppins di Robert Stevenson (Walt Disney Productions, 1964)

Lasciato: 2011-11-24 11:00:25

P.S. Quando uno è un talento è un talento fino in fondo. Reciterà pure per soli cinque minuti, ma sono cinque minuti di grandissima classe. Lode e gloria al grande vecchio immortale Harry Dean Stanton.

This Must Be The Place di Paolo Sorrentino (Indigo Film, Lucky Red, ARP Sélection, Element Pictures, Pathé, Irish Film Board, Section 481, Eurimages Council of Europe, 2011)

Lasciato: 2011-11-24 10:59:16

Gran bel film. Girato perfettamente (il lavoro sulle inquadrature e sui colori è un tocco di estrema classe) e narrativamente, anche se un po' arty, funziona quasi tutto. Concordo perfettamente sulle analogie con "The Straight Story" di Lynch, se non altro per la lentezza programmatica del viaggio, per l'incontro-non incontro finale, la catarsi conclusiva ed una serie di piccoli dettagli preziosi ed importanti (non per ultimo, quando Cheyenne esce dal fast food e si vede passare davanti un trattore identico a quello che guidava Alvin Straight). Sola pecca il doppiaggio italiano, specialmente la voce che viene data a Penn. Comunque Sorrentino gran talento! Alè!

This Must Be The Place di Paolo Sorrentino (Indigo Film, Lucky Red, ARP Sélection, Element Pictures, Pathé, Irish Film Board, Section 481, Eurimages Council of Europe, 2011)

Lasciato: 2011-11-23 11:00:35

Recensione torrenziale ma molto centrata e curata, complimenti ancora Maurizio. Io, personalmente, ho più riserve di te su quest'opera prima. Qualcuno, è vero, ha paragonato la grana di Molaioli a quella del Lynch di "Blue Velvet", per come la tematica di fondo sia grossomodo speculare (rovistare nel sommerso di una piccola realtà cittadina per portare allo scoperto il marcio che si occulta dietro una superficie impeccabile), ma i risultati sono comunque distantissimi tra di loro, anche qualitativamente. Il film per me è discreto, girato sicuramente molto bene, con delle location meravigliose - i laghi di Fusine sono incantevoli - ed è sicuramente un altro punto a favore, come più volte hai avuto modo di sottolineare, la pacatezza ed il distacco con la quale viene affrontato il tema durante tutto lo svolgimento del film, molto facile a patetismi ed esasperazioni varie. Detto ciò, ci sono anche alcuni difetti importanti. Troppe storie incastrate una dentro l'altra, anzitutto. La tensione che si concentra tutta nei primi minuti e poi si perde completamente per strada, così che non si ha veramente interesse nello scoprire il colpevole e nel capire i perché del suo gesto: e anche quando lo si scopre, la soluzione "confessionale" adottata non è delle migliori. Toni Servillo bravo, ma anch'egli un po' al di sotto delle aspettative, forse il suo personaggio non è stato gestito al meglio. Dovessi scegliere un attore che lascia veramente il segno, perso nel suo mondo di favola, innocenza, mistero e repressione, è Franco Ravera, che interpreta Mario. Molaioli farà comunque di meglio con "Il Gioiellino" (film, bisogna dirlo, d'impostazione molto sorrentiniana)... sebbene io non abbia capito se si tratti di un nuovo talento del cinema italiano o di una semplice meteora.

La Ragazza Del Lago di Andrea Molaioli (Medusa Film, 2007)

Lasciato: 2011-11-16 15:43:19

Un quasi capolavoro. Bravissimo Alessandro a dedicarti all'analisi di un'opera non facile...

Edward Mani di Forbice di Tim Burton (20th Century Fox, 1990)

Lasciato: 2011-11-12 10:28:06

Il trailer è quanto di più... quanto! abbia mai visto in vita mia. C'è dentro di tutto e tutto incredibilmente kitsch :D Povero Teseo...

Immortals di Tarsem Singh (Relativity Media, Universal Pictures, 2011)

Lasciato: 2011-11-05 20:49:00

Spettacolare il film ed il recensore.

IL Silenzio Degli Innocenti di Jonathan Demme (Orion Pictures Corporation, Strong Heart/Demme Production, 1991)

RE:

Lasciato: 2011-11-05 12:05:37

Sì, ma ti dico, Alessandro, a vedere questo film sono stato letteralmente trascinato :) Ho un'idiosincrasia fortissima per spettacolarizzazioni circensi di questo genere. Nello specifico roba così mi sembra ancora più fastidiosa... Non avevo collegato che il regista fosse lo stesso di Resident Evil, comunque! Tutto torna ;)

I Tre Moschettieri di Paul W.S. Anderson (Constantin Film AG, 2011)

Lasciato: 2011-11-03 15:35:22

Io l'ho trovato francamente una baracconata inguardabile. Anzi, più di una volta mi sono sbellicato dal ridere, soprattutto nelle scene di azione e nell'utilizzo bombastico degli effetti speciali. Il fatto che ci sarà un sequel ha fatto piombare nello sconforto - rumoroso - tutta la fila in cui ero seduto. Per una storiella esile esile come questa Christoph Waltz è sprecatissimo. Unica nota positiva, Milla Jovovich... ma non per presunte superiorità attoriali!

I Tre Moschettieri di Paul W.S. Anderson (Constantin Film AG, 2011)

Lasciato: 2011-11-01 12:03:49

Bravo Alessandro, grande recensione, mi hai convinto. In effetti in film del genere temo sempre l'effetto "300", un fumettone che per me era e resta un qualcosa di inguardabile. L'anomalia più evidente in quest'opera è, però, il minutaggio: stare dentro l'ora e mezza per epopee del genere è un aspetto molto interessante. Visionerò e ripasserò.

Valhalla Rising di Nicolas Winding Refn (BBC Films, Nimbus Film, One Eye Production, Blind Eye Productions, La Belle Allée Productions, Scanbox Films, 2009)

RE: Per Marco Biasio

Lasciato: 2011-10-21 19:51:07

Tesoro, tu stai malissimo. Fidati di me.

L Uccello Dalle Piume Di Cristallo di Dario Argento (Seda Spettacoli, Central Cinema Company Film (CCC), Titanus, 1970)

RE: RE: Discreto

Lasciato: 2011-10-21 19:08:58

Fulvia, è chiedergli troppo. Stiamo in silenzio e godiamo dei suoi infallibili giudizi.

The Tree Of Life di Terrence Malick (Cottonwood Pictures, Plan B Entertainment, River Road Entertainment, 2011)

RE: Mediocre

Lasciato: 2011-10-21 18:33:53

Ma stai anche qua? Ma un briciolo di vita sociale l'hai conservata o sei fottuto del tutto?

L Uccello Dalle Piume Di Cristallo di Dario Argento (Seda Spettacoli, Central Cinema Company Film (CCC), Titanus, 1970)

Lasciato: 2011-10-21 10:45:46

Mi hai praticamente distrutto un mito :O

Bar Sport di Massimo Martelli (Aurora|Rai Cinema, 2011)

Lasciato: 2011-10-13 13:55:18

Non eccelso, ma rimane comunque un ottimo film. L'avete già sottolineato voi, ma voglio rimarcare la bellezza formale della lotta in sauna del Mortensen nudo e indifeso. Al contrario dell'ultimo "A Dangerous Method", questo è l'ultimo film del Maestro in cui compaiono evidenti richiami alla corporeità e alla mutazione: basti pensare ai tatuaggi di Mortensen, alle gole tagliate... Naomi Watts sugli scudi.

La Promessa dell Assassino di David Cronenberg (Eagle Pictures, 2007)

Lasciato: 2011-10-13 13:37:18

Per l'aria un po' barocca e l'impianto di derivazione certamente teatrale - già sperimentato, fra l'altro, in "M. Butterfly" - mi ha ricordato alla lontana le atmosfere di "The Prestige", di Nolan. Anche lì c'era un amore ambiguo e condiviso, anche lì l'ingresso di una giovane e bellissima donna (Scarlett Johansson) a sparigliare le carte. Qui ci sono almeno quindici minuti, i primi, che meritano l'intera visione: eccezionale Keira e la sua mimica esasperata da psicosomatica in internamento. Splendido scenograficamente e concettualmente, IMHO, anche il botta e risposta che hanno Jung e Freud sul transatlantico che li poterà a New York. Il resto l'ho trovato buono, ma un po' troppo "didascalico" e lontano, se così si può dire, dal tema carnale sempre centrale nella poetica del maestro Cronenberg. Un po' meno dialoghi e un po' più di attenzione estetica all'elemento sessuale (il risvolto sadomaso, l'insaziabilità del dottor Gross - gran Vincent Cassel peraltro -) avrebbero alleggerito la portata del film, che invece si ritrova a condividere uno scenario pomposo e barocco che toglie forza all'intera storia. Ho trovato leggermente sottotono anche Mortensen che, peraltro, nelle vesti di Freud non sembra avere una parte così fondamentale all'interno del plot. Senza dubbio il film più debole di Cronenberg, fino ad adesso... 6,5.

A Dangerous Method di David Cronenberg (Recorded Picture Company (RPC), Lago Film, Prospero Pictures, 2011)

Lasciato: 2011-10-12 12:58:39

Il finale più inquietante della storia del cinema.

Gli uccelli di Alfred Hitchcock (Universal Pictures, 1963)

Lasciato: 2011-09-24 10:40:40

Anche questo è un bel film. Tarantino continua a non farmi impazzire, ma la storia è ben congegnata e l'imponente durata complessiva non si fa sentire più di tanto. Sotto a Reservoir Dogs e Pulp Fiction senza dubbio, fosse anche solo per alcuni personaggi che io sento un po' in ombra (tipo Bridget Fonda che interpreta Melanie, anche se la scena con Louis/De Niro è fantastica eheh). Pam Grier alla grande, qualcuno sa poi che fine ha fatto (ignorantia mea!)? Ottimo come sempre Maurizio.

Jackie Brown di Quentin Tarantino (Miramax Films, A Band Apart, 1997)

Lasciato: 2011-09-23 11:52:40

Sono perfettamente d'accordo con tutto ciò che hai scritto, ed è questa stessa corrispondenza che mi induce ad abbassare il voto. Il lavoro fatto sui grandangoli e sulle sfumature cromatiche è eccezionale e rende spesso il film simile ad un incubo, ma è l'abnorme quantità di temi in esso analizzati - anche solo superficialmente - e presi in considerazione che lo penalizza. C'è dentro di tutto: dalla polemica contro la sanità sudcoreana "americanizzata" (se non hai i soldi non guarisci, se ce li hai spera sempre che l'assicurazione sia benigna), la malavita organizzata, gli ostacoli degli handicap personali, il problema dell'occupazione industriale, la questione politica, le tensioni di classe, il nocciolo del rapimento "buono" e "cattivo", il senso dell'onore, la faida senza fine (ripetendo quanto avevo già detto, è forse questo il punto che rende il film troppo acerbo: alla fine chi si vendica di chi? e per cosa? e come finisce, se finisce? troppe direzioni contemporanee). Il tutto è, secondo me, ammonticchiato in un insieme ancora non del tutto coeso, e il risultato paga un attimo in brillantezza. Splendide alcune sequenze, come quella finale, ma d'altro canto è proprio vero che la classe non è acqua. Con Old Boy, tuttavia, siamo su un altro mondo, completamente. Questo è da 6,5 IMHO.

Mr. Vendetta di Chan-wook Park (Studio Box, CJ Entertainment, 2002)

RE:

Lasciato: 2011-09-21 19:20:32

La vediamo in maniera leggermente diversa. Per me è Sympathy for Mr. Vengeance il meno riuscito, semplicemente perché non riesce a sintetizzare come gli altri il grande carico di argomenti che si porta dietro, procedendo troppo spesso per accumulo e non pervenendo ad una reale conclusione (chi si vendica di chi? e per cosa?). Non sono un tarantiniano - anche se ammetto senza problemi che la prima parte della sua carriera è irrinunciabile - da qui la mia spiccata preferenza verso Park ;) Ma d'altra parte questo essere terribilmente seri e profondi, e nello stesso tempo ironici e sagaci, pare insito nel genoma di certa scuola orientale, basti pensare anche a Takashi Miike. Per me quello orientale è ancora un cinema in grado di non porsi regole e limitazione e, per questo, di risultare in più di un frangente molto più stimolante del suo diretto avversario anglo-americano.

Lady Vendetta di Chan-wook Park (CJ Capital Investment, Centurion Investment, Ilshin Capital Investments, Korea Capital Investment, Moho Films     Samsung Venture Capital, TSJ Entertainment, 2005)

Lasciato: 2011-09-20 20:50:59

Wow, che bella recensione, Fulvia. Della trilogia questo è quello che, qualitativamente parlando, per me sta in mezzo tra Old Boy (intramontabile capolavoro) e Mr. Vendetta (che per me è ancora un po' acerbo). Hai fatto benissimo a sottolineare la struttura circolare della trilogia, sia nei temi (vedi il rapimento) sia nei personaggi - che ricorda, più che Tarantino, molto teatro greco arcaico, peraltro influenza già evidente in Old Boy - e a porre l'accento sulla protagonista, splendida ragazza e mefistofelico personaggio a tutto tondo. La cosa che più mi ha impressionato è la maniacale cura estetica che si porta dietro il film, sin dai titoli d'apertura: un sontuoso banchetto d'immagini, colori e sfumature che non possono non riportare alla mente la personalità tumultuosa di Geum-ja, connivente per amore, finta convertita e calcolatrice vendicativa. Ancora una volta molta carne al fuoco, devo dire. C'è un po' di stucchevolezza sul finale, se vogliamo, un po' troppo languore filo-orientale che penalizza il sentore di disagio complessivo. Non è un dramma cosmico che scava dentro e butta sale sulle cicatrici, come Old Boy. E' un film comunque più delicato e, non lo sia inteso in senso negativo, "femminile". Park rimane parecchi gradini sopra ogni altro cineasta e, IMHO, Tarantino può solo sperare di vederlo con il binocolo.

Lady Vendetta di Chan-wook Park (CJ Capital Investment, Centurion Investment, Ilshin Capital Investments, Korea Capital Investment, Moho Films     Samsung Venture Capital, TSJ Entertainment, 2005)

Lasciato: 2011-09-16 21:42:11

Pur non facendomi impazzire Tarantino, questo film è bello, soprattutto molto più autentico e sincero della filmografia successiva. Le citazioni ci sono già (penso, ad esempio, al "folk bubblegum" utilizzato nella scena del rasoio, che ricorda molto alcuni trucchi di contrasto utilizzati da Fulci, "Non si sevizia un paperino" ad esempio), ma non è una corsa all'accumulo, nè un delirio superomistico di conoscenza cinematografica: si perdono tranquillamente nell'alveolo di una trama bella sostanziosa. Funzionano in particolar modo il surreale dialogo d'apertura, la scena della tortura dell'agente e la fulminea sparatoria a tre fra Mr. White, Joe e suo figlio. Ottima anche la particolare scansione cronologica, che ritornerà con maggiore funzionalità e forza ancor più amplificata in Pulp Fiction, certamente il suo vertice. C'è da dire che per padronanza di mezzi, capacità di direzione e posizionamento delle idee non sembra affatto un esordio sulla lunga distanza. Se si fosse ricordato di essere prima un cineasta e poi un supponente appassionato di cinema...! Splendido Maurizio.

Le Iene di Quentin Tarantino (Live Entertainmente, Dog Eat Dog Productions Inc., 1992)

Lasciato: 2011-09-13 15:24:12

Uno dei migliori registi dell'estremo Oriente degli ultimi vent'anni, assieme a Park Chan-Wook e Kim Ki-Duk. Il film l'ho mancato solo perché è rimasto in cartellone una sola settimana, recupererò presto. Splendida recensione, Cristina...

13 Assassini di Takashi Miike (BIM, 2010)

Lasciato: 2011-09-09 17:38:02

Vabbè, qua siamo oltre ogni giudizio, obiettivamente parlando...

Shining di Stanley Kubrick (Warner Bros. Pictures, Hawk Films, Peregrine, Producers Circle, 1980)

Lasciato: 2011-09-07 20:02:58

Tra parentesi, bianco e nero SPET-TA-CO-LA-RE!

Coffee And Cigarettes di Jim Jarmusch (Smokescreen Inc., 2004)

Lasciato: 2011-09-07 20:02:16

Decisamente il mio tipo di film e decisamente triste il finale. Il tema centrale è soprattutto quello dell'incomunicabilità, almeno a mio modo di vedere: caffè e sigarette sono l'aiutino per portare avanti conversazioni che non vanno da nessuna parte e che non hanno senso di esistere (vedi quella iniziale di Benigni). Pagherei comunque per scrivere una trama del genere :)

Coffee And Cigarettes di Jim Jarmusch (Smokescreen Inc., 2004)

RE:

Lasciato: 2011-09-07 19:58:25

Non l'ho mai sentita prima, dev'essere un inedito. In ogni caso sì, è grave :) Scommettiamo un milione di euro che il prossimo film con colonna sonora di LLCDE sarà "Acciaio", e non solo per affinità metallica?

Ruggine di Daniele Gaglianone (Fandango, Zaroff, Rai Cinema, 2011)

RE:

Lasciato: 2011-09-07 16:08:29

No, che cazzo hanno messo delle Luci? :(

Ruggine di Daniele Gaglianone (Fandango, Zaroff, Rai Cinema, 2011)

Lasciato: 2011-09-07 13:27:26

P.S. La locandina è proprio bruttina, ma Keira Knightley rimane una brava attrice. Se non si fosse persa nei Pirati dei Caraibi sarebbe oggi ancora più apprezzata. Mi dispiace un po' leggere che Fassbender non è stato un granchè. Ottima infine la scelta di un continuum com Viggo Mortensen, IMHO.

A Dangerous Method di David Cronenberg (Recorded Picture Company (RPC), Lago Film, Prospero Pictures, 2011)

Lasciato: 2011-09-07 13:25:45

Come già scritto, uno dei film che avrei voluto andare a vedere al Lido. Finora, di tutti i film cronenberghiani che ho visto (un 80% buono), non ne ho trovato uno solo che mi abbia deluso. Penso che il corso recente, meno incentrato sulle mutazioni corporee esplicite e spostato maggiormente sulla psicologia, sia la naturale evoluzione di un regista che ha sempre avuto moltissimo da dire, e lo ha detto in tanti modi diversi (come non riconoscere, nella poesia di "Spider", un po' dell'elemento erotico di "Shivers"?). Da molte parti mi sono giunte voci riguardo la presunta "atipicità" del film in questione rispetto al ruolino registico di Cronenberg, eppure ricordo che non è il primo dramma simil-teatrale che porta in scena, c'è già stata la rivisitazione della Madama Butterfly una quindicina e più d'anni fa. Lo andrò sicuramente a vedere al cinema. Nel frattempo tengo conto dei tuoi preziosi consigli, Giulia.

A Dangerous Method di David Cronenberg (Recorded Picture Company (RPC), Lago Film, Prospero Pictures, 2011)

Lasciato: 2011-09-06 11:25:02

Tutti i miei complimenti, Giulia. Sto seguendo attentamente il tuo tour de force al Lido e quello che leggo mi sta assai piacendo... Ruggine era uno dei film, assieme a A Dangerous Method di Cronenberg e Kotoko di Tsukamoto, che avrei tanto voluto andare a vedere quest'anno a Venezia. Purtroppo l'indisponibilità economica mi ha tagliato le gambe... Spero tanto sarà per l'anno prossimo, magari con un film di Lynch (?). Questo comunque lo andrò a vedere al cinema, poco ma sicuro. Ancora complimenti ;)

Ruggine di Daniele Gaglianone (Fandango, Zaroff, Rai Cinema, 2011)

RE: ma...ora non lo riguarderei

Lasciato: 2011-08-29 08:15:21

Io vivo la sensazione opposta. Più lo riguardo più mi commuove. E' una commozione atipica, perché è molto amara, annichilita. Non ho sinceramente visto eguali di tale potenza ed intensità nel cinema. O meglio, ne ho visti, ma non mi sono mai entrati così dentro.

Old Boy di Chan-wook Park (Show East, Egg Films, 2003)

Lasciato: 2011-08-29 08:11:13

Il film è un incubo, letteralmente. Una storia inestricabile di vendetta che si dissolve nel più cosmico e straziante dei dolori, un dramma epico e senza fine. Dae-su è quello che nel 431 a.C. poteva essere Medea: una storia particolare estensibile all'universale, una spirale archetipica che irradia vita e agonizza sotto i colpi di un amore totalizzante. Riprendo anche l'altro aggettivo originariamente dato da Alessandro, devastante, per definire la potenza dell'intreccio nell'intreccio, del crossover tra i generi, dell'abilità con la steady-cam di Chan-Wook, della prova attoriale complessiva. La colonna sonora perfetta è solamente l'ultimo tassello di un quadro mai così vivo e vitale. Senza alcun dubbio tra i miei film preferiti di sempre, perché ha una profondità ed una longevità assolute. Parla a noi in ciascun istante della nostra esistenza ed è un meraviglioso, per quanto crudo e inesorabile, compendio di poesia in immagini.

Old Boy di Chan-wook Park (Show East, Egg Films, 2003)

RE:

Lasciato: 2011-08-25 13:57:11

No ma infatti, Fulvia, per blockbuster intendevo Lord of the Rings e Transformers, tant'è che Lovely Bones l'ho visto poco tempo fa e non mi è dispiaciuto.

Hanna di Joe Wright (Studio Babelsberg, 2011)

RE:

Lasciato: 2011-08-25 13:56:04

No, zero. Mi fa schifo anche il libro :)

Hanna di Joe Wright (Studio Babelsberg, 2011)

RE:

Lasciato: 2011-08-24 12:09:02

Io sono un jacksoniano della prima ora: mi fanno schifo i blockbuster ma impazzisco per "Splatters" :)

Hanna di Joe Wright (Studio Babelsberg, 2011)

Lasciato: 2011-08-19 12:15:52

Saoirse Ronan, come Dakota Fanning, è una ragazza che se la cava benino in quanto a doti recitative, ma sembra incapace di lavorare in produzioni che non siano blockbuster. Questo, a tratti, mi indispone un po' quando decido di vedere le sue prove, ultimo ma non per ultimo "Lovely Bones". Questo l'ho sentito molto reclamizzare, data la trama credo che una visione ci scapperà ;)

Hanna di Joe Wright (Studio Babelsberg, 2011)

Lasciato: 2011-08-16 12:20:57

Dalle premesse sarebbe sembrato un film interessante, almeno per la tematica trattata. Dopo aver letto la recensione non so se lo vedrò ancora, onestamente. Non è stato premiato recentemente all'ultimo festival di Locarno, tra le altre cose?

Best Intentions di Adrian Sitaru (Hifilm Productions, 2011)

Lasciato: 2011-08-04 12:25:16

Recensione centrata. Film bellissimo e straziante. In un suo senso, anche molto poetico. La durata contenuta aiuta ad amplificare il messaggio o, meglio, l'assenza di messaggi palpabili e comunicabili. Van Sant ha tentato di ripetersi in seguito con "Paranoid Park", ma il tentativo non è a mio avviso riuscito.

Elephant di Gus Van Sant (HBO Films, Fine Line Features, Meno Films, Blue Relief Productions, Fearmakers Studios, 2003)

Lasciato: 2011-08-02 13:13:59

Cazzo Maurizio, ogni volta che ti leggo è sempre più un piacere :) Il film, come la maggior parte della produzione di Gibson, l'ho trovato invece molto forzato sulla sceneggiatura e ai limiti dell'assurdo per quanto riguarda una prospettiva storica. Non so, credo che l'inquadramento migliore tu l'abbia fatto alla fine: è sempre a metà strada tra l'intrattenimento puro e semplice e il tentativo di approfondire maggiormente gli elementi antropologici e tribali sottesi al tema. Per quanto mi riguarda, fallisce l'uno e l'altro obiettivo: oltre ai limiti sopra elencati l'ho trovato anche molto noioso.

Apocalypto di Mel Gibson (Icon Entertainment International, Icon Productions, Touchstone Pictures, 2006)

Lasciato: 2011-07-24 17:10:39

Una vita che lo cerco e una vita che lo voglio. Spero che prima o poi questa rincorsa abbia un lieto fine! Sempre in sintonia con la tua scrittura ed i tuoi giudizi, Fulvia ;)

Coffee And Cigarettes di Jim Jarmusch (Smokescreen Inc., 2004)

Lasciato: 2011-07-22 12:58:22

Anch'io, come Alessandro, ritengo che il meccanismo che porta il padre di Susie a capire chi sia l'assassino di sua figlia sia una stronzata atomica. :) Detto questo Lovely Bones è comunque un buon film. Sicuramente troppo lungo, ma dotato di quella leggerezza "pesante" e di quel tocco di visionarietà arty che ci sta tutto. Ottimi i protagonisti, per motivi diversi: Stanley Tucci rende allo spettatore la figura a tutto tondo di un maniaco sessuale fortemente represso e disturbato e dell'apparenza da "bravo vicino" che spesso maschera questi figuri. Saoirse Ronan offre invece una performance "ingenua", diciamo così, permeata di quella freschezza adolescenziale e di quell'aura un po' svampita che caratterizza anche il suo personaggio. A tratti il gioco si fa un po' troppo melenso (quando, per esempio, le bambine uccise da Harvey si dirigono verso il Paradiso al suono di "Song To The Siren"), ma il complesso regge bene. Menzione speciale anche per gli effetti speciali e la parte minore (solo per importanza) affidata a Susan Sarandon. Grande recensione, Dmitrij!

Amabili Resti di Peter Jackson (Universal Pictures, 2009)

Lasciato: 2011-07-14 11:32:09

Filmone. :)

Vallanzasca di Michele Placido (20th Century Fox Italia, 2010)

Lasciato: 2011-07-11 20:15:07

La traduzione è imbarazzante quasi quanto il clamoroso ritardo che ha subito il passaggio di questo film nelle sale italiane. Comunque tu brava, Fulvia. Kevin Smith l'ho lasciato al secondo capitolo di Clerks (da schiantarsi), le ultime prove mi mancano, compresa questa.

Zack e Miri amore a... Primo sesso di Kevin Smith (View Askew, Blue Askew, 2008)

Lasciato: 2011-07-10 18:54:42

Sì dai, non è male! Lo schema narrativo è praticamente identico al primo capitolo, con un po' di stanchezza aggiunta e dovuta alla minore freschezza inventiva della sceneggiatura. Però ci sono ancora delle trovate mica da poco, che fanno abbastanza schiantare (il rapimento del monaco, la macchina della polizia data alle fiamme, la spogliarellista che si incula Stu), oltre alla canonica carrellata di foto finali che è quanto di più demenziale uno potrebbe desiderare... :D 6,5!

Una Notte da Leoni 2 di Todd Phillips (Green Hat Films, Legendary Pictures, 2011)

Lasciato: 2011-07-06 23:40:12

Un complimento vivo e sentito alla traduzione più brutta della storia del cinema. Non capisco perchè l'Italia, al contrario degli altri paesi, senta sempre e comunque la necessità di differenziarsi in negativo. Forse che Eternal Sunshine Of The Spotless Mind faceva schifo come titolo? Pazienza, un'occasione in più per imparare l'inglese (e conoscere Alexander Pope). Il film è bellissimo. La storia è apparentemente semplice, ma nasconde al suo interno una serie di trappole a matrioska su una serie quasi infinita di subplot: dalla crisi di una relazione a due si passa al mondo dei ricordi, al dialogo intergenerazionale, all'attrazione degli opposti, allo studio cerebrale, alla rimozione coatta della nostra identità (il "nuovo uomo") per negare una precedente personalità... Tanta carne al fuoco scritta, diretta ed interpretata magistralmente. Carrey (qui davvero alla definitiva consacrazione) e Kate Winslet ad un livello superiore ed ottima pure l'interpretazione di Kirsten Dunst. Tuttavia quello che colpisce - oltre alla prolessi iniziale - è lo studio delle riprese, del colore e della fotografia. Un lavoro intenso e di spessore notevole. Bella recensione, Federica...

Eternal Sunshine of the Spotless Mind di Michel Gondry (, 2004)

Lasciato: 2011-06-28 12:16:33

Sì, il doppiaggio è veramente la morte. Comunque la commedia è divertentissima :) Soffre un po' di lentezza e macchinosità nei primissimi venti minuti, poi si scioglie definitivamente. Un bel film per una serata in allegria! Il seguito l'avete visto? Se sì, com'è?

Una Notte da Leoni di Todd Phillips (Warner Bros., 2009)

Lasciato: 2011-06-27 17:41:18

Complimenti al solito a Maurizio, per passione, competenza ed afficacia. Il film è, assieme a Waterworld, uno degli incubi della mia infanzia :)

Braveheart - Cuore Impavido di Mel Gibson (The Ladd Company, 1995)

Lasciato: 2011-06-01 17:44:33

All'epoca avevao presagito il mezzo disastro e l'avevo volutamente snobbato. Con due anni di ritardo ho deciso di vederlo. Come non detto. Dura pochissimo ma è noioso come pochi. Dice cose trite, ritrite, ri-ritrite. Non si centra bene su nessuno dei punti che tocca: comincia a parlare di tette e culi, poi passa al mussolinismo di Mora, poi ancora alla fame di denaro di Corona, chiudendo con la galleria dei personaggi "wannabe" senza sapere bene che fare. Gandini poi è scarso anche come commentatore ed abbassa ulteriormente la tensione e l'interesse su scene fondamentalmente montate male e scelte peggio. Non so, con tutta onestà, se questo guazzabuglio pretenzioso piacerebbe a Travaglio. A me proprio no. E l'istruttività e la sociologia che vi scorge Alessandro sono fattori molto secondari riferibili, purtroppo, ancora e solo a chi queste cose le sa già e si scandalizza per questo.

Videocracy - Basta Apparire di Erik Gandini (Fandango, 2009)

Lasciato: 2011-06-01 17:39:24

Il film "tragicomico" che più mi piace, assieme al Grande Lebowski dei fratelli Coen. :) Recensione stratosferica.

Pulp Fiction di Quentin Tarantino (A Band Apart, Jersey Films, Miramax Films, 1994)

Lasciato: 2011-05-27 19:09:30

Strepitoso duetto. Spero di vedere il film a presto, ma nel frattempo mi accontento della doppia recensione :)

The Tree Of Life di Terrence Malick (Cottonwood Pictures, Plan B Entertainment, River Road Entertainment, 2011)

RE: Fantozzi oggi sarebbe della Lega

Lasciato: 2011-05-23 18:57:10

Dmitrij!!! Esisti ancora!! :) (concordo ahimè anche sul tuo giudizio politico...)

Fantozzi di Luciano Salce (Rizzoli Film, Francoriz Production, 1975)

Lasciato: 2011-05-21 15:04:34

Mmm, per me il primo Fantozzi (e scampoli del secondo) non sono proprio da considerare commedie. Sono d'accordo quando Antonio utilizza il termine "slapstick", perchè questo è umorismo nero fino all'osso, di quelli che regalano risate grasse, ma davvero amare. Tant'è che non a caso è inserito quel finale di cui sopra, che più politico ed impegnato onestamente non si potrebbe. La saga poi si compone di altri buoni episodi (sicuramente il Secondo Tragico Fantozzi è un altro bel film) e a fasi alterne direi che fino a SuperFantozzi (compreso) si può arrivare senza problemi. Dopo il nulla. Sostanzialmente perchè l'immagine dell'uomo medio, incarcerato in una famiglia mediocre, circondato da lecchini ed amici esasperanti e perpetuamente vessato da ogni minima forma d'autorità si trasforma incomprensibilmente in una volgare macchietta dalle trovate umoristiche grossolane e senza più alcuno spessore "altro". Un peccato altresì fisiologico, data la lunga durata del personaggio. Dispiace che Villaggio lo abbia rinnegato, forse in virtù degli ultimi capitoli davvero poco felici. Bene la recensione, ma davvero non concordo col voto. Per me è da punteggio massimo.

Fantozzi di Luciano Salce (Rizzoli Film, Francoriz Production, 1975)

Lasciato: 2011-05-19 15:49:06

Il film è praticamente una revisione della ciceroniana Pro Archia in chiave beat. Quindi il film scorre bene, anche per la brevità complessiva e lo spezzettarsi delle scene, e vive i migliori momenti (a mio modo di vedere) quando al bianco e nero si alternano gli ingressi animati e la materia filmica si sfalda, sotto gli effetti dello stesso peyote assunto da Ginsberg e Cassidy, divenendo colorata ed esplosiva psichedelia. D'altro canto, c'è da dire che sono poco riusciti gli ingressi degli stessi protagonisti e che il doppiaggio in italiano è letteralmente osceno. Quindi buon film, ma non eccelso! Da apprezzare se non altro l'iniziativa. Brava Fulvia ;)

Urlo di Rob Epstein ( Werc Werk Works,  RabbitBandini Productions, Telling Pictures, Radiant Cool, 2010)

Lasciato: 2011-05-16 19:22:08

L'ho visto, con il mio solito canonico ritardo, e l'ho trovato un buon film. Non originale, sia nello svolgimento che nella conclusione, ma ben girato e ben recitato. Sto pian piano assurgendo alla convinzione che Toni Servillo sia il Volonté del Duemila, incredibile come riesca a passare senza sforzo da un ruolo all'altro, da un idioma all'altro, da un personaggio all'altro. Un talento recitativo sconfinato. Qui era più difficile, sia per l'alternanza tedesco-dialetto napoletano, sia per l'intrinseca negatività del suo personaggio: è andata bene. Bene anche gli attori "comprimari" (lo metto tra virgolette, in modo che si capisca). Potevano essere sviluppati forse meglio quelle serie di legami che inchiodano il protagonista al figlio ed al passato camorristico, ma forse un riadattamento del genere avrebbe definitivamente spinto la pellicola sul versante cronenberghiano di un A History Of Violence da cui comunque prende ampio spunto.

Una Vita Tranquilla di Claudio Cupellini (Acaba Produzioni, 2010)

Lasciato: 2011-05-16 19:14:17

Splendida recensione, Maurizio, e concordo su tutto. Ma quello che tu ritieni un punto di forza (l'insistere sulla violenza fisica come allegoria della perversione umana) io lo vedo appena un gradino al di sotto del semplice exploitation. Carina - anche se forse un po' pretenziosa - la scelta di scrivere i dialoghi in ebraico ed aramaico, azzeccato il bianco e nero e ottimamente interpretati i ruoli principali (a partire da Caviezel, un peccato non abbia poi proficuamente proseguito nella sua carriera attoriale). Tuttavia vi sono riletture completamente differenti che sono, tuttavia, notevolmente migliori, a mio modo di vedere (quella di Pasolini, per esempio). Qui, oltre al gioco cromatico ed alla sofferenza in itself, non trova spazio molto altro.

La Passione Di Cristo di Mel Gibson (Icon Productions, 2004)

Lasciato: 2011-04-24 11:23:36

Di Kieslowski ho visto, a spezzoni, il suo Decalogo. E' un regista raffinato e capace di soluzioni particolarmente interessanti, ma personalmente non mi fa impazzire. Mi manca invece la trilogia dei colori. Beh, bella recensione, Francesco!

Film Bianco di Krzysztof Kieslowski (MK2 Productions, France 3 Cinéma, CAB productions, TOR Productions, Canal +, Fonds Eurimage du Conseil de l\'Europe, 1994)

Lasciato: 2011-04-17 22:14:47

Come ben si sa apprezzo parecchio il primo Tarantino e molto meno quello di Kill Bill, che trovo utile in sè e di per sè solo per "orientare" i possibili spettatori verso le fonti da cui attinge, a piene mani, la sua regia. Tuttavia devo dire che Inglorious Basterds è una bella risalita. Non userei i toni da capolavoro di cui sotto, se non fosse altro perchè Brad Pitt è un noiosissimo stoccafisso (riscattato alla grande solo da un grandioso Christoph Waltz e da una deliziosa Melanie Laurent) e la trama in certi punti troppo fragile. Però è giusto sottolineare come, comunque, Tarantino abbia voluto sostanzialmente divertirsi. E l'abbia fatto con classe. Bellissima, se non altro, la sequenza iniziale, ed azzeccata la scelta di impostare la pellicola su un gioco incalzante di polifonia e plurilinguismo. Diciamo allora che le cartucce migliori non ci sono più, da tempo. Ma qualche zampata Tarantino, se mette da parte il suo ego ipertrofico e lo smodato citazionismo che pure a tratti intacca anche questo film, è ancora in grado di sferrarla. 7.5!

Bastardi Senza Gloria di Quentin Tarantino (Universal Pictures, 2009)

Lasciato: 2011-04-15 16:44:07

Mmm, questa volta non sono molto d'accordo con te, Fulvia :) Mi spiego: la recensione rimane molto centrata e ben scritta. Però per me Shadow non è un horror, non almeno un horror tradizionale. Sino alla fine (o quasi) assume i caratteri del torture-porn, genere che fondamentalmente odio sino alle viscere. Poi interviene il finale, a riscattare e spazzare via tutto. Un qualcosa di ineluttabile, amarissimo. E tutta la trama - leggerina, diciamo la verità - deve quindi essere riletta in profonda chiave antimilitarista. Anche le allusioni che già traspaiono nella prima metà (l'ostilità verso i cacciatori e quindi le persone armate, Bush accomunato a Hitler e Stalin), che sembrano un po' superficiali e banalotte, nascondono in realtà un messaggio fortemente antiretorico. Il vero orrore è quello della realtà: il film sembra quasi non esistere più. Poi è chiaro, la matrice registica è fin troppo debitrice degli idoli di infanzia di Zampaglione e si snoda senza troppi sussulti sull'asse Wan-Fulci. Ma è la forza della storia, a mio parere, a far dimenticare le impurezze del contorno. Insomma: non inventa nulla e posso capire che qualcuno si sia annoiato. Io l'ho trovato comunque discretamente originale e mi è piaciuto.

Shadow di Federico Zampaglione (Blu Cinematografica, 2010)

Lasciato: 2011-03-30 22:51:39

L'ho visto ieri, finalmente. Come gusto estetico per l'inquadratura, l'impostazione attoriale e l'accostamento sonoro mi ha ricordato in più punti Il Divo. Dalla sua ha però l'indubbia forza della storia, un pugno nello stomaco da qualsiasi angolazione la si osservi, e un gigantesco Toni Servillo su tutti (davvero, e senza remore, il miglior attore italiano degli ultimi dieci anni). Mi accodo anch'io al giudizio sul caso Parmalat: è solo un tassello di un quadro più grande al cui interno sono inseriti lo scontro generazionale, la monetizzazione della vita quotidiana, il nepotismo, l'etica lavorativa super omnia, le connessioni tra sfere di potere (Chiesa, politica, imprenditoria). Forse un po' debole il finale. Recensione davvero super, Fulvia! :)

Il Gioiellino di Andrea Molaioli (Indigo Film, Babe Films, 2011)

Lasciato: 2011-03-26 14:38:54

Film sublime! :)

Ferro 3 - La Casa Vuota di Ki-duk Kim (Mikado, 2004)

Lasciato: 2011-03-24 21:56:33

Grande recensione. Il film mi ha fatto addormentare dopo mezz'ora... Scelgo il non voto politico :)

Somewhere di Sofia Coppola (American Zoetrope, BIM Distribuzione, Magik Media Entertainment, Tornasol Films, 2010)

Lasciato: 2011-03-18 20:31:37

Ottima scelta, Maurizio! Ormai ho capito che sei uno davvero bravo ;) Col film ho sempre avuto un rapporto controverso. Da una parte ne riconosco l'immensa importanza all'interno dell'horror e sono propenso a concedergli anche dei meriti squisitamente artistici come, ad esempio, i conflitti interni nel gruppo degli assaltati e il grande finale, che lascia abbastanza di stucco (sebbene lo si possa vagamente intuire sin dall'inizio...). Dall'altra, però, lo sento ancora fin troppo statico e "ideologico". E' carina l'idea di considerare gli zombi non come entità sovrannaturali ma come, fondamentalmente, il prodotto di un errore umano o, meglio, di una superba sopravvalutazione dei mezzi umani (in questo caso, amara coincidenza di questi giorni, le radiazioni nucleari): tuttavia la critica al capitalismo americano e al libero porto d'armi (non ci vedo granchè una critica antisovietica) è piuttosto raffazzonata e non scevra da impurità ideologiche (che è un po' il problema di fondo della politica americana: mai muovere critiche al sistema senza, prima, essere rimasti dentro al sistema stesso). Ho sempre trovato insopportabile, invece, il personaggio di Judith O'Dea, perennemente piagnucolosa ed incapace di impostare una benchè minima evoluzione psicologica. Leggete il mio 7 come un 6,5... P.S. Il remake fa veramente CAGARE!

La Notte Dei Morti Viventi di George A. Romero (Walter Reade Organization, 1968)

Lasciato: 2011-03-14 16:43:09

Uno strepitoso spaccato, arty e visionario, di umorismo nero, surreale ed apocalittico. Maurizio, sei un vero numero uno. :)

Arancia Meccanica di Stanley Kubrick (Stanley Kubrick per Hawks Films, Polaris Productions, Warner Bros., 1971)

RE: mmm, tremendo dubbio...

Lasciato: 2011-03-13 12:50:31

Non dubito affatto che, in effetti, sia il primo pensiero che possa venire alla mente (mi pare che all'inizio Lynch avesse davvero iniziato a riprendere scene sul set senza connessione fra loro). Però il mio intervento parla anche di altro. Sebbene io ravvisi una trama, per quanto contorta (ma all'interno del film si rincorrono comunque dei richiami e degli indizi, mi pare innegabile), quello che rappresenta questo film è l'essenza del cinema con la C maiuscola, quello per cui è nato. Mi autoquoto: "E' l'idea di catturare un'immagine e di quell'immagine mostrare tutto: colore, consistenza, angolazione, contesto, influenza, sviluppo."

INLAND EMPIRE - L\'Impero Della Mente di David Lynch (Studio Canal , 2006)

Ossessione, paranoia, schizofrenia, allucinazione

Lasciato: 2011-03-02 22:21:50

Iniziamo il commento con una bella frase fatta: un film del genere lo si ama oppure lo si odia. Io lo amo. Lo venero. E non tanto perchè è puro Lynch dall'inizio alla fine, dalla puntina che corre sui solchi di un vinile che rassomiglia tanto ad uno scatto frame by frame negli imperi della mente sino alle ultime, sfrenate danze marchiate dalla bellissima voce di Nina Simone. Questa è un'opera d'arte totale. Questo è cinema. E' l'idea di catturare un'immagine e di quell'immagine mostrare tutto: colore, consistenza, angolazione, contesto, influenza, sviluppo. E' l'idea di applicare questo processo maniacale ad un infernale gioco di scatole cinesi che fa apparire ridicoli le impalcature futuristiche di Mulholland Drive e il dischiudersi infinito della matrioska di Lost Highways. Il film nel film nel film. Onestamente, non ho trovato così insostenibili queste tre ore. Certo, sono una visione a cui immolarsi pienamente, anima e corpo. Una visione che richiede tempo, pazienza, logica, sangue freddo (alcuni tuffi pindarici di sottrazione cromatica o improvviso scarto umorale sono da brividi... la sola sequenza rallentata dello schiocco delle dita fa raggelare la pelle). Eppure, incredibilmente, INLAND EMPIRE restituisce molto di più di quello che richiede. Anzitutto perchè, e qui mi trovo in disaccordo con Maurizio (al quale, comunque, vanno tutti i miei complimenti per una recensione del genere, scritta in questa maniera, su un Cerbero di tal fatta), per me la trama c'è e, anche se obiettivamente difficile da tendere per tutte e tre le ore, segue un suo filo di coerenza interna. Alla fine citi uno dei punti più enigmatici del film, la sequenza tratta dalla sitcom "Rabbits", dove i personaggi sono conigli che pronunciano battute apparentemente nonsense sotto risate fredde, metalliche, anch'esse nonsense di un pubblico in lontananza. Ma come dimenticare quella frase? "Oggi non ha chiamato nessuno". E quando Laura Dern alza il telefono, un'ora dopo, riappare la stessa identica scenografia: "oggi non ha chiamato nessuno". E suona il telefono... La donna all'inizio preannuncia all'attrice che nello script che dovrà interpretare c'è un omicidio: lei, stranamente, non ne è al corrente. Eppure morirà, lei stessa, ore dopo, nei panni di una lacera prostituta. E ancora così (personalmente mi ha davvero angosciato il riferimento capovolto agli orari dell'orologio). A tratti così cervellotico da dare la nausea, ma dannatamente puro ed incolume. Come tutte le opere d'arte dovrebbero essere. Il mio voto è 10.

INLAND EMPIRE - L\'Impero Della Mente di David Lynch (Studio Canal , 2006)

RE:

Lasciato: 2011-02-28 22:32:55

Io credo, obiettivamente, che nessuna persona possa davvero definirsi pro-aborto in sè e per sè. Ogni aborto porta con sè scelte difficili, alternative spesso strazianti e conseguenze a volte catastrofiche. Ma la legge attualmente in vigore in Italia, per la quale non dovremmo mai finire di ringraziare abbastanza i Radicali, è stata ideata per porre un freno agli aborti clandestini ed alla manipolazione senza scrupolo di più vite umane... Non è una legge facile, sono perfettamente d'accordo. Ma, come molte cose difficili, necessaria. E' particolare, al riguardo, l'ambientazione che Mungiu dà alle vicende, proveniendo egli stesso da una parte d'Europa in cui l'illegalità ed il crimine in materia sono ancora all'ordine del giorno, e perciò ancora più drammatici ed evidenti. Il film l'ho visto all'epoca della sua uscita e non me ne sono fatto un'idea precisa: dovrei rivederlo. Non sarei così pessimista comunque, Enzo! Non penso che sia un titolo passato così sotto silenzio. Se ne parla ancora.

4 Mesi 3 Settimane 2 Giorni di Cristian Mungiu (Mobra Films, 2007)

Lasciato: 2011-02-19 15:51:08

Recensione impressionante, Maurizio, i miei complimenti. Il film l'ho sempre trovato di un'angoscia inesprimibile.

Apocalypse Now - Redux di Francis Ford Coppola (Kim Aubry - Zoetrope Studios , 1979)

RE:

Lasciato: 2011-02-11 20:39:02

Lo andrò a vedere e ti so dire ;) Nel frattempo complimenti per l'avatar (Ellen Page in "Hard Candy" o sbaglio?)!

Biutiful di Alejandro González Iñárritu (Focus Features, Universal Pictures, 2010)

Lasciato: 2011-02-11 17:50:43

Bellissima recensione, ottimo lavoro Fulvia! Da giorni sono indeciso se andarlo a vedere o no. Non avrei pressochè nessun motivo per non farlo, se non fosse per una regia, quella di Inarritu, che ho sempre amato poco.

Biutiful di Alejandro González Iñárritu (Focus Features, Universal Pictures, 2010)

Lasciato: 2011-02-09 22:09:41

Mi manca clamorosamente! Non ne ero neppure a conoscenza, se devo essere sincero. Voglio vederlo, assolutamente. Anche perchè lo Tsukamoto "romantico" è stato capace di partorire un capolavoro devastante come A Snake Of June, quindi massima attenzione. Davvero un super cineasta (e una super segnalazione, Massimiliano!)

Vital di Shinya Tsukamoto (Kaijyu Theater, 2004)

Lasciato: 2011-02-06 13:06:14

L'ho sempre trovato abbastanza sopravvalutato, sebbene abbia in effetti delle belle trovate e sappia giocare, sornione ed elegante, con il citazionismo. Di Tarantino preferisco però altro, compreso il successivo volume 2.

Kill Bill Vol.1 di Quentin Tarantino (Miramax Films, A Band Apart, Production I.G, Super Cool Manchu, 2003)

Lasciato: 2011-02-06 13:05:12

Mi è stranamente piaciuto molto più il volume 2 del volume 1. Buono ma non strepitoso. L'eccessivo citazionismo di Tarantino mi dà, più che altro, lo slancio propedeutico per andare ad approfondire da vicino le sue fonti.

Kill Bill Vol. 2 di Quentin Tarantino (Lawrence Bender per Miramax Films, A Band Apart, Production I.G., Super Cool Manchu, -1)

Lasciato: 2010-12-24 22:05:36

Ho letto con piacere la recensione e mi è molto piaciuta, per quanto profonda e sentita. Bravo Alessandro... Il film poteva invece essere più cattivo, dato l'argomento. Sembra invece che in America le voci critiche debbano sempre ricondursi, in ogni caso, al modello di partenza, senza discostarsene (ed infatti vedi le reazioni e le titubanze all'apparire della parola socialismo). Ogni tanto Moore scade in un pietismo che nelle sue pellicole precedenti non c'era, e questo mi ha fatto storcere un po' il naso. Molto meglio gli extra presenti sul dvd, che allargano il campo d'azione anche alla faccenda alimentare - stile "Super Size Me" - e sottolineano con particolare importanza l'esistenza di uno strettissimo legame fra capitalismo ed ambiente (un tema che nel film viene accennato, ma non supportato a dovere). D'altro canto i dati che vengono citati sono orripilanti (a me ha fatto accapponare la pelle la questione dei "Dead Peasants"...) e la convinzione che questi stronzi si meritino il peggio possibile ha la meglio su tutto. Visto con quasi due anni di ritardo fallisce però la previsione su Obama e la sua svolta: anch'esso, come i suoi predecessori, ha finito per farsi legare la bocca dal Congresso e dall'opposizione repubblicana, trasformandosi in una semplice marionetta.

Capitalism A Love Story di Michael Moore (Dog Eat Dog Films, Overture Films, Paramount Vantage, The Weinstein Company, 2009)

Il miglior sci-fi di fine anni '00

Lasciato: 2010-12-24 13:07:10

Ecco, questa è una recensione su cui mi trovo sostanzialmente d'accordo. Su Inception ne ho lette di tutti i colori: copia malriuscita di Matrix, pacchianata d'azione, film difficile da capire (!)... Tutti i paragoni reggono abbastanza poco. L'opera dei fratelli Wachowski è tirata in mezzo perchè tangente all'argomento dell'illusione e della proiezione di una realtà "altra", ma lo sviluppo e le traiettorie seguite da Inception sono completamente differenti. Ancora, l'ho visto accostato a Brazil, Eternal Sunshine Of The Spotless Mind, eXistenz, Mulholland Drive! Mai una volta, però, che venissero citati i presunti aspetti in comune con ogni singolo paragone (che non esistono). Confusione mentale abbastanza pronunciata, devo dire. Certo, il film non è comunque esente da difetti. Nolan rielabora con grande originalità ed un ottimo piglio un argomento, quello inerente ai sogni, su cui il cinema si è espresso nei più svariati modi, lungo il passare dei decenni, ma a tratti lo avrei preferito più psicologico e meno fisico, meno blockbuster, meno hollywoodiano. Le grandi risorse dispiegate nel dispiegamento della trama si fanno a tratti molto sentire: francamente, di alcune sparatorie e di alcuni corpo a corpo ne avrei fatto tranquillamente a meno. Recitazione superba di Di Caprio, personaggio tormentato ed ambivalente, come quella di Gordon-Lewitt (qui non mi trovi d'accordo, Cristina), mentre continuo a trovare un po' comprimario il personaggio di Ellen Page (controbilanciato ottimamente, in ogni caso, da Marion Cotillard). Faccio fatica a capire chi afferma di essersi perso in mezzo alla trama. A me sembra una pellicola tutt'altro che tortuosa, almeno se paragonata a "Memento" o "The Prestige", con la sola incognita di un finale eccellente ed apertissimo (Don Cobb sta ancora sognando o è nel mondo reale? Vero che la trottola sembra incrinarsi, ma perchè non vi è un collegamento logico fra la scena dell'aeroporto e l'arrivo a casa sua...?). Nolan spiega tutto, con il suo consueto stile fatto di flashback, fiondanti tuffi nella psiche dei personaggi, serrate sovrapposizioni di piani temporali. Se visto al cinema è davvero un'esperienza. Mio film dell'anno.

Inception di Christopher Nolan (Syncopy, Warner Bros. Pictures Group, 2010)

Lasciato: 2010-12-20 22:23:56

(P.S. Una sorta di A History Of Violence all'italiana?)

Una Vita Tranquilla di Claudio Cupellini (Acaba Produzioni, 2010)

Lasciato: 2010-12-20 22:23:26

Mi manca, ma spero di rimediare presto. Recensione breve ma centrata ed efficace.

Una Vita Tranquilla di Claudio Cupellini (Acaba Produzioni, 2010)

Lasciato: 2010-12-17 18:15:55

Avevo sentito dei problemi interni al cast che avevano bloccato la distribuzione della pellicola nelle sale (credo che non solo Brody non sia stato pagato, bensì una parte più consistente dell'intero cast). Dunque alla fine è uscito comunque? Peccato. Da come descrivi la trama sembra una sorta di remake di Jenifer, episodio di Masters Of Horror diretto proprio dal regista romano. L'Argento degli ultimi vent'anni è deludente, quello degli ultimi quindici è inguardabile. Per quanto mi riguarda l'ultima pellicola degna di rilievo è "Phenomena" (1985), che rispolvera lo splatter viscerale a marca Fulci sciogliendolo però in un finale totalmente demenziale e non-sense. Arrivato a "Il cartaio" non ho sinceramente più interesse ad approfondire. Bravo Francesco, bella recensione.

Giallo di Dario Argento (Opera Film Produzione, Hannibal Pictures, 2010)

Lasciato: 2010-12-10 17:19:10

Un must, sono d'accordo. Non esattamente il prototipo del film riuscito, ma questo è tutto un altro discorso. Rilevante la catena di sequel involontari che ha scatenato, come ritengo rilevante che l'elemento scatenante della furia cieca degli zombi di Romero, per nominare un altro caposaldo (anch'esso da me poco gradito), si identifichi proprio nell'elemento alieno ed extraterrestre creato dalla stessa società capitalistica occidentale. Un messaggio che oggi ci parrà scontato, ma che all'epoca doveva dare particolarmente fastidio...

Blob - Fluido Mortale di Irvin S. Yeaworth Jr. (Paramount Home Entertainment, 1958)

RE:

Lasciato: 2010-12-10 17:13:34

Ah, che il film sia una critica al capitalismo degli anni Duemila lo si evince proprio in una scena con protagonisti i due gemelli canoisti ed il loro amico arabo. Andando a protestare dal rettore di Harvard, questo li liquida dicendo grossomodo: "Quel Facebook non vale niente. Sono stato ministro del Tesoro qualche anno fa, credete che non me ne intenda di economia?". La scena di canottaggio indica la sfida dentro la sfida. I gemelli sono battuti due volte: in campo e fuori, dagli avversari "fisici" e da quelli virtuali. Una doppia sconfitta inaccettabile anche per il prototipo esemplare di Harvard, sempre composto ed attento ad evitare le beghe che possano screditare la sua immagine agli occhi degli altri universitari.

The Social Network di David Fincher (Columbia Pictures, Relativity Media, Michael De Luca Productions, Scott Rudin Productions, Trigger Street Productions, 2010)

La storia di facebook

Lasciato: 2010-12-10 17:09:11

Mi trovi in disaccordo, Francesco. Per me facebbok è solamente un piccolo pretesto per inscenare un film ben diverso, incentrato sulla difficoltà della comunicazione e dei rapporti umani oggi, sui parametri del "genio" moderno, sulla solitudine umana e, ultimo ma non per ultimo, sul modello fallimentare del capitalismo, che inghiotte i sentimenti ed i legami d'amicizia in nome del dio denaro. Non a caso, come modello d'impostazione, a tratti mi ha ricordato la regia di Sam Raimi, grottesca e iperspettacolosa ma con un sostanziale messaggio dietro. Molto bravo Jesse Eisenberg ma quasi meglio Justin Timberlake, che mi ha lasciato un'ottima impressione.

The Social Network di David Fincher (Columbia Pictures, Relativity Media, Michael De Luca Productions, Scott Rudin Productions, Trigger Street Productions, 2010)

A questo punto meglio il nazionalsocialismo... almeno alla base ha l'ethos!

Lasciato: 2010-12-02 14:44:03

Uno dei film più divertenti e deliranti che abbia mai visto :) I Coen sono ai vertici, come sempre. Fottuti geni. Ma Jeff Bridges è veramente un qualcosa di monumentale! Ecco, monumentale è l'aggettivo giusto per questo film: onore e livore, commedia e tragedia, non-sense e profondo senso. Splendido!

Il Grande Lebowski di Joel Coen (Polygram Filmed Entertainment, Working Title Films, 1997)

Lasciato: 2010-11-27 14:34:42

Paolo Bonolis che cerca per un'ora e mezza di imitare Alberto Sordi è uno degli aborti più dolorosi che si possano creare sullo schermo cinematografico.

Commediasexi di Alessandro D'Alatri (Cattleya, 2006)

Lasciato: 2010-11-24 21:28:27

Due palle di granito. Non mi è piaciuto per nulla. Non tanto per la sceneggiatura (anche se Lynch si limita al cosiddetto compitino) quanto per la regia e per la poca scorrevolezza della recitazione. Peccato davvero. Bravo Alessandro.

My Son, My Son, What Have Ye Done di Werner Herzog (Industrial Entertainment, DEFILM, 2009)

Lasciato: 2010-11-18 21:44:11

Deheheh. Un film un po' del cacchio, in effetti. Però divertente. Bella la citazione del metallaro :) Alzo un po' il voto ma mi trovo d'accordo più o meno con tutto quello che hai detto tu, Federico.

Denti di Mitchell Lichtenstein (Teeth, 2007)

Lasciato: 2010-11-05 21:24:20

Chissà perchè, ma avevo la netta sensazione che questa recensione portasse il tuo nome Simone :) Il film l'ho visto anni fa e non me lo ricordo bene. Fulci comunque ha sparso perle di assoluta genialità in trent'anni e passa di carriera sfolgorante. Forse il filone delle commedie è quello un po' più in ombra (rispetto, magari, ai western o agli splatter). Ma poi sono gusti personali. Cerco di rivederlo e poi voto!

All Onorevole Piacciono Le Donne di Lucio Fulci (Severin, 1972)

Lasciato: 2010-11-03 21:21:45

Divertente ed ultra-citazionista. Ma non fra i miei preferiti. Bravissimo Simone...

La Casa Dei Mille Corpi di Rob Zombie (Lions Gate, 2003)

Lasciato: 2010-10-21 21:55:36

Ecco, secondo me con "Soffocare" finisce il ciclo di romanzi "da leggere" di Palahniuk. L'ho sempre adorato, ma ritengo che dopo arrivi il nulla... Il film non sono mai riuscito a vederlo, purtroppo. Tu molto bravo Alessandro, comunque.

Soffocare di Clark Gregg (ATO Pictures, Choke Film, Aramid Entertainment Fund, Contrafilm, 2008)

Lasciato: 2010-10-20 21:47:18

Ah, ma quindi non si trattava solamente di somiglianza spudorata... Si tratta di un remake. Ok, allora il voto può salire un po'.

Benvenuti al Sud di Luca Miniero (Medusa Film, 2010)

Lasciato: 2010-09-30 21:59:38

Raramente ho letto una recensione che sia al contempo così bene argomentata e così lontana dal mio punto di vista. Lavoro formalmente ineccepibile il tuo, Rossella, che mi lascia però molti dubbi. Dici che Nolan arriva sul tema del "sogno" in grave ritardo, e questo forse è vero. Poi affermi che molti ed illustri sono giunti a migliori conclusioni prima di lui, e spari una sequenza di film che con Inception non c'entrano assolutamente niente. Matrix per primo, che mi pare tutto fuorché un film incentrato sui sogni. Mulholland Drive poi, un capolavoro sulla gelosia e sul tormento umano, ma che è affine ad Inception tanto quanto Shrek. Eternal Sunshine Of Spotless Mind?!? Ma stiamo parlando dello stesso film? Brazil è ancora più lontano dai risultati di Inception, dato che si tratta formalmente di una rivisitazione orwelliana in stile Monty Python, tra allegoria, paradosso e finzione (ma dove sono i sogni?). L'unico con cui potrei accettare un paragone alla lontana è existenZ, di Cronenberg, per quanto riguarda il tema della realtà nella realtà e della possibilità di modificarla, ma dove sta la poetica della metamorfosi corporea cara al maestro canadese? Non c'è. Affermi che Nolan semplifica e ridicolizza il subconscio umano. Piacerebbe anche a me ridicolizzare e semplificare così il subconscio umano, soprattutto con sogni visionari strutturati su quattro livelli, morti e catarsi, metafore incastrate l'una dentro l'altra come nelle scatole cinesi, panoramiche di città in cinque dimensioni. Una cosa da niente, immagino. Ed allora andiamo oltre: il significato del film. Tu davvero ritieni che Nolan faccia passare il carattere del sogno come strumento di sicurezza del proprio ego? Cobb è un personaggio sicuro? O è forse un protagonista tormentato dal rimorso, incapace di tenere fuori dal suo immaginario i sensi di colpa per la moglie morta suicida? Ancora parecchie cose non mi tornano. Dici che Nolan si ricorda dello spettatore solo alla fine, quando in realtà Inception è il suo lavoro più d'azione ed hollywoodiano, sotto un profilo d'impatto e coinvolgimento fisico (corpo a corpo, sparatorie, altre amenità da blockbuster: se proprio dovevi criticare qualcosa potevi attaccarti qui!). Il trucco del finale è una costante che il regista si porta dietro da Memento, eppure tu lo giudichi un capolavoro (assieme all'altrettanto splendido The Prestige) quando lì, a differenza di qui, vi è comunque un finale-non finale ben esplicitato (mentre lo spettatore, alla fine di Inception, può decidere liberamente dove schierarsi: dalla parte della realtà, visto che la trottola comincia a perdere velocità, o dalla parte del sogno, visto che non si capisce come si finisca dall'aeroporto a casa di Cobb?). Tutti elementi che potevano e dovevano essere sottolineati, ma che nella recensione non trovo. Trovo invece inutili, sterili polemiche sulla promozione. Se dobbiamo boicottare una pellicola solamente per le strategie che vengono utilizzate per promuoverla, il 70% dei film che approdano nelle sale ogni settimana dovrebbero sparire giù dallo scarico del cesso. Nolan aveva tra le mani l'azzardo della vita e si è comportato esattamente come ognuno, dotato di un tale script e di un tale cast (DiCaprio favoloso), avrebbe fatto: ovvero scommettendo tutto sè stesso sulla sua buona realizzazione. Concordo a metà anche sulla debolezza delle figure femminili: per una Ellen Page convincente ma prescindibile, abbiamo una Marion Cotillard che sposta di molto l'ago della bilancia. Nulla a che vedere, insomma, con il doppiogioco di Scarlett in The Prestige, riducibile alla fin fine in un semplice cameo. Io ovviamente lo consiglio a chiunque. Hai argomentato bene, ma non mi trovi davvero d'accordo praticamente su nulla. Per me è la definitiva sfida vinta da Nolan e la conferma imperiosa del migliore talento degli ultimi 10 anni (Coen permettendo).

RE:

Lasciato: 2010-09-26 22:11:31

Quoto pienamente il commento di Daniele. E' la risata dell'assurdo, la catarsi esorcistica. La cultura del trash (credo che il primo Peter Jackson, "Splatters" in particolare, abbia aperto moltissime strade. Ed infatti noto che molti lo considerano un film "trash" nel senso negativo del termine, travisandone il significato). La punizione esemplare, del "ecco cosa succede a comportarsi così" e della ridicolizzazione del capitalismo. Venature ben presenti in quasi tutto il cinema di Raimi e che raggiungono comunque, anche in questo caso, risultati più che discreti, specialmente sul lavoro di camera e regia.

Drag Me To Hell di Sam Raimi (Bukaroo Entertainment, Mandate Pictures, Ghost House Pictures, 2009)

Lasciato: 2010-09-26 22:07:16

Cazzo! Ma come ho fatto a perdermi questa recensione?? Grande Ale. Il film è memorabile, Volonté si riconferma uno degli attori italiani più bravi di sempre. Lizzani dona un tocco abbastanza politico a questo poliziottesco, unendo il primo Lenzi con Elio Petri e raggiungendo, grazie anche ad un cast estremamente ispirato, risultati strepitosi. Sono d'accordo con te quando dici che purtroppo il regista non riuscirà ad avere il riconoscimento adeguato alla propria carriera, ma qualcosa si sta muovendo comunque: se ti piace la sua regia dal piglio documentaristico, ti consiglio vivamente di reperire (magari in DVD, Nocturno ne ha curato il remastering...) "Storie di vita e malavita - Racket della prostituzione minorile": un pugno di ferro stretto attorno allo stomaco che fa parecchio male. Tutto ottimo comunque!

Banditi A Milano di Carlo Lizzani (Dino De Laurentiis Cinematografica, 1968)

Lasciato: 2010-07-06 21:36:04

Bravo Dmitrij. Una madonna di film della madonna. Ricordo solo che lo andai a vedere quando uscì e rimasi letteralmente ipnotizzato davanti allo schermo. Un gioiello che rimarrà tale negli anni a venire, ma i Coen sono due bastardi che non ne sbagliano una. Testa o croce? Scegli... Ho detto: scegli! P.S. Ottima la scelta di non mettere nessuna colonna sonora, l'orrore della pellicola è sufficiente per qualsiasi musica.

Non E\' Un Paese Per Vecchi di Ethan Coen (Paramount Vantage, Miramax Films, Scott Rudin Productions, Mike Zoss Productions, 2007)

Lasciato: 2010-06-26 23:40:13

Oh, mi era sfuggita... preziosa pagina, Enzo. Dunque, dico la mia. Più che suo estimatore, Grimaldi mi dà l'idea di essere ossessionato da Pasolini. Anzi, non solo: di conoscere benissimo l'enorme divergenza fra lui ed il Maestro e di covare intensa frustrazione per questo. Se un'opera come questa ha il pregio di mostrare il presunto dark side dell'intellettuale più geniale che il Novecento italiano abbia partorito, mostra d'altro canto una morbosità d'azione, un tentativo continuo ed estremo di spersonalizzare la sua icona che mi risulta davvero irritante, in primis come spettatore, poi come intenso ammiratore di PPP. Non credo volesse denigrare la "casta" intoccabile ed intellettuale dei suoi seguaci. Anche se così fosse, manca completamente di prospettiva, non shocka e finisce per assumere le fattezze di un mucchio di celluloide buttata al vento.

Nerolio  di Aurelio Grimaldi (Arancia Film, 1996)

Lasciato: 2010-06-22 21:03:15

Sai Alessandro, forse vorrai il mio scalpo, ma stavo per buttarla giù io :) Vorrà dire che rimedierò presto con qualcos'altro. Anzitutto complimenti per la recensione. Sabina Guzzanti non mi è mai piaciuta troppo: un po' troppa fissazione sul personaggio Berlusconi con risicata attenzione per il resto (come, d'altronde, la cavalcata radical capitanata da Travaglio, giornalista bravissimo ma indissolubilmente legato allo psychonano). Per dirne una, di fronte a suo fratello scompare. Però, però... Però Draquila è un film bellissimo. D'accordissimo sull'influenza di Michael Moore, da anni grande amico della cineasta romana. Sabina ha realizzato un documentario quasi perfetto su un argomento tanto difficile e spinoso quale il terremoto in Abruzzo. Sospesa fra almeno tre baratri: il risultare bacchettona e moralista, l'essere ferocemente criticata dalla maggioranza, il catalizzare l'attenzione fornendo un'ennesima apologia generale del suo lavoro, contestualizzato nei fatti d'attualità (un po' quello che era successo, se vogliamo, con "Viva Zapatero": idee buone, risultato risibile e teso a giustificare il suo modus operandi). Evita con grande professionalità tutte e tre le variabili, muovendosi con destrezza e discrezione all'interno di un mondo seriamente malato. Sabina è dappertutto, nel commento, nelle interviste, nelle pantomime di Berlusconi, ma quasi non la si nota. Protezione Civile come stato dell'ombra, para-comando militare e sociale... Ci voleva del coraggio ad indagare su queste cose, del resto il documentario bene esplicita ogni difficoltà incontrata. Il fatto che la Costituzione sia apertamente violata e modificata di continuo è inquietante e mi porta a pensare che le sortite pubbliche di Berlusconi, con le relative minacce ("promesse" per i suoi elettori, ma anche la merda, senza cambiarne la sostanza, la si può chiamare cioccolato), siano niente più che specchietti per le allodole che gli permettono di operare in tutta abilità e tranquillità, approfittando del polverone alzato. Siamo di fronte ad un inetto, un infame, un omuncolo della più bassa lega, ma un geniale curatore della propria immagine ed uno sfruttatore modello dei mezzi di comunicazione. Sotto quest'aspetto si rivela essere, ancora una volta, maleficamente insuperabile. Certo, non so cosa potrebbero pensarne gli aquilani del documentario, così abbagliati dall'apparenza del motore mediatico (in effetti la parte delle interviste negli hotel è un po' pretenziosa...). Io sono uscito dalla sala disgustato. Forse perchè mi aspettavo tutt'altro, non lo so. Ma la scena finale del film è di quelle nere di disperazione, che in bocca non lasciano l'amarognolo retrogusto radical chic, bensì una sensazione di stordimento difficile da cavarsi di dosso. P.S. Visto in un cinemino diocesano all'ultima proiezione serale di un nuvoloso giovedì. 8 persone in sala... son soddisfazioni.

Draquila di Sabina Guzzanti (Alba Produzioni, Secol Superbo, Sciocco Produzioni, Gruppo Ambra , 2010)

Lasciato: 2010-06-19 21:20:59

Vedo ora il video che hai allegato. Ottimo. La raccomandazione finale del sindacalista, per quanto possa sembrare banale, è lo specchio della pseudo-sinistra disastrata di oggi: tutti divisi per far piacere al Gran Capo.

La Classe Operaia Va In Paradiso di Elio Petri (EIA, 1971)

Lasciato: 2010-06-19 21:16:33

Impossibile pensarne o parlarne male. Volontè è stato, semplicemente, uno dei cinque attori più grandi di sempre dell'Italia. Mi permetto solo di contestare una cosa della tua recensione, Alessandro. Petri va, allo stesso modo, contro i ritmi lavorativi imposti dai padroni della fabbrica (quindi contro un certo modo di lavoro, quindi contro lo sfruttamento e l'impotenza dei lavoratori: un ruolo che a Gian Maria sarà calzato a pennello, vista la militanza comunista nella vita reale), ma anche contro gli studenti che ingabbiano Lulù nei loro slogan, incitandolo alla ribellione e poi abbandonandolo nel momento del bisogno, abituati a fare affidamento sugli altri e a ricambiare con aria fritta (lo stesso cancro che assedia, per fare un esempio banalissimo, i cortei di noi studenti oggi: zero concretezza).

La Classe Operaia Va In Paradiso di Elio Petri (EIA, 1971)

RE: 21 grammi...

Lasciato: 2010-05-12 18:48:49

Grazie della correzione :) Avevo in mente Inarritu, ho sbagliato personaggio! Di questo Amenabar ho visto "Tesis". Allora ribalto il mio giudizio sul regista :)

Agora  di Alejandro Amenábar (Mod Producciones, Himenoptero, Telecinco Cinema, Canal+ Espana, Cinebiss, 2009)

Lasciato: 2010-05-10 22:04:06

Non l'ho visto, comunque per me Amenebar è sopravvalutatissimo, c'è un "21 Grammi" messo lì a bella posta a confermarlo. Spezzoni acchiappati qua e là mi hanno dato un'idea molto "lenta" e pompier di questo Agora. Non so se lo vedrò, ma la recensione è ok!

Agora  di Alejandro Amenábar (Mod Producciones, Himenoptero, Telecinco Cinema, Canal+ Espana, Cinebiss, 2009)

Lasciato: 2010-04-28 21:40:00

Liberate il Kraken! Seeeeeeeeeeeeeh :D Grande Dmitrij!

Scontro Tra Titani di Louis Leterrier (Warner Bros. Pictures, Legendary Pictures, Thunder Road Film,  Zanuck Company, The, 2010)

Lasciato: 2010-04-26 21:34:46

Praticamente un videogioco (brutto) sul grande schermo. Grande Dmitrij. Ti sei visto per caso anche "Scontro fra titani"? Il trash ha un suo fascino atavico, ma sinceramente di spendere 10 sbeuri (perchè la visione è pure in 3D soccia) per un filmaccio annunciato in partenza... proprio no :)

Gamer di Mark Neveldine (Albuquerque Studios, Lakeshore Entertainment, 2009)

Lasciato: 2010-04-25 12:45:22

Mi piacerebbe che di Grimaldi se ne parlasse collettivamente, se non altro per "Nerolio", opera tanto coraggiosa quanto - per me - blasfema e indifendibile, anche perchè trasfigura completamente la realtà dell'uomo e dell'artista Pasolini. Bravo Enzo.

Rosa Funzeca di Aurelio Grimaldi (Arancia Film, 2002)

Lasciato: 2010-03-31 21:32:20

Bravissimo Dmitrij, concordo perfettamente con la tua analisi! Film sopravvalutatissimo.

21 Grammi di Alejandro González Iñárritu (This Is That , 2003)

Lasciato: 2010-03-10 22:16:06

Assieme a "Shrooms" e "The Blair Witch Project", la conclusione di un pessimo triangolo che svela tutte le brutture dell'argomento "paranormale" quando trattato coi piedi.

Paranormal Activity di Oren Peli (Blumhouse Productions, 2007)

Lasciato: 2010-03-10 22:12:50

Brazil, per me, è un bell'enigma, nel senso che non so bene dove e come inquadrarlo, e soprattutto non so nemmeno se mi piaccia per davvero. Diciamo che, dalle premesse, mi sarei aspettato un plot molto più sbilanciato sul lato "apocalittico", che sarebbe forse risultata anche la scelta, in ogni caso, più prevedibile, visto l'argomento trattato. Questa mistura di commedia nera e fantascienza, Orwell e Monty Python, alla prima visione come alla quinta, mi ha invece lasciato un po' perplesso. Vi sono indubbiamente delle trovate geniali, come l'allucinazione ad occhi aperti vissuta da Sam sulla sedia di morte con tanto di deflagrazione del "palazzaccio" e tragicomico funerale di sua madre, ma anche qualcosa che io percepisco come pedanteria (il legame affettuoso tra i due protagonisti, che sa molto da "Fahrenheit 451") e dei personaggi, come la figlia della vecchia amica della madre di Sam, troppo legati ad un immaginario macchiettistico. Cosa dire? Se non altro, non è sicuramente quello che ad una prima impressione potrebbe apparire. Anche nel finale: prevale l'umorismo nero, grottesco, oppure la disillusione più amara e feroce?

Brazil di Terry Gilliam (Embassy International Pictures, 1985)

Lasciato: 2010-02-26 20:31:26

Molto carino!

Il Curioso Caso Di Benjamin Button di David Fincher (Warner Bros., 2008)

Lasciato: 2010-02-18 22:59:32

Che cosa dire?

Psyco di Alfred Hitchcock (Paramount Home Entertainment, 1960)

Lasciato: 2010-02-18 22:50:35

Una Catherine Deneuve bellissima e schizofrenica che interpreta (interpreta? oserei dire più vive) una discesa negli inferi più bui della psiche umana. Simone enciclopedico.

Repulsion di Roman Polanski (Dear UA, 1965)

Lasciato: 2010-02-02 22:54:20

Ho letto la recensione che ne dà "Cineforum" e mi sento di condividerla, ancora una volta, pezzo per pezzo. Un'orripilante, melassosa, buonista autobiografia spacciata per ritratto (?) generazionale.

Il Grande Sogno di Michele Placido (Taodue Film S.r.l., 2009)

Lasciato: 2010-01-28 23:05:08

Visto. Condivido pezzo per pezzo la tua recensione, Alessandro. Un film profondamente drammatico, che apre scenari di pura angoscia. La cosa che più mi ha allibito è stato percepire le emozioni "umane" del robot Gerty, che cerca sino all'ultimo di proteggere i cloni che, nell'ottica di profitto della multinazionale energetica, non sono altro che pure e semplici cavie da far ruotare indifferentemente. Promosso a pieni voti (anche per la bella colonna sonora), ma non voglio fare paragoni con Avatar, se non altro perchè quest'ultimo non l'ho visto (e, considerata tutta la pubblicità di cui ha goduto, mai lo vedrò).

Moon di Duncan Jones (Liberty Films UK, Lunar Industries, Xingu Films, 2009)

Lasciato: 2010-01-26 23:21:59

Ce l'ho, cazzo, ce l'ho. Dopodomani mi sbrago sul divano e lo guardo, poi ripasso.

Moon di Duncan Jones (Liberty Films UK, Lunar Industries, Xingu Films, 2009)

Lasciato: 2010-01-13 19:43:06

Molto bello... e anche secondo me è meno buonista di quanto non possa sembrare a primo colpo. Ottima colonna sonora, anche.

Juno di Jason Reitman (20th Century Fox , 2007)

Don't you want somebody to love?

Lasciato: 2009-12-27 13:33:46

Un film straordinario. Una commedia che strappa ghigni più che risate, lasciando un'amarezza incredibile sul retro della lingua. Particolarmente riuscito il finale: nel momento in cui il "serious man" per eccellenza, il protagonista, rimasto tale anche di fronte alle pretese di divorzio da parte della moglie, ai soldi spillati dal figlio per l'erba ed i dischi, dalla figlia per il naso ed i capelli, all'irriconoscenza del fratello che gioca d'azzardo, approfittando della sua gentilezza nell'ospitarlo, al vicino di casa che sconfina nella sua proprietà, ai tre rabbini che lo prendono per il culo, decide di transigere alla regola e di accettare il ricatto dello studente coreano per poter pagare il conto del motel, trac! arriva la chiamata del dottore che lo invita a guardare le lastre (dopo averlo più volte rassicurato, all'inizio del film, sulla sua eccellente salute!) con tanto di tornado annesso. Molte metafore per un film semplice e divertente da seguire, ma altrettanto efficace e, anzi, spietato nel suo sarcasmo (la scena della caccia agli ebrei ad esempio è geniale, altrettanto quella d'inizio - che mi pare però collegata al grande tema "qual è il messaggio che Dio mi vuole dare?" - e quella dei denti del rabbino).

A Serious Man di Ethan Coen (Working Title Films, 2009)

Lasciato: 2009-12-03 22:26:22

Addirittura 9? Punti in alto. Ho intenzione di vederlo il prima possibile, ma non ho letto critiche esaltanti, e mi lascia perplesso più che altro la trasposizione horror, o detta tale, di una storia che horror assolutamente non è. Vedremo.

Dorian Gray di Oliver Parker (Ealing Studios, Fragile Films, 2009)

Lasciato: 2009-10-28 21:22:31

Di questo me ne hanno parlato benissimo tutti, ed infatti le premesse sembrano ottime. Lo vedo e poi sgancio il voto.

District 9 di Neill Blomkamp (Key Creatives, QED International, WingNut Films, 2009)

Lasciato: 2009-10-26 20:35:05

Film da totale, profondo, completo collasso emotivo. Cast superlativo e Lynch fra i migliori di ogni tempo.

The Elephant Man di David Lynch (Brooks Film, 1980)

RE: RE:

Lasciato: 2009-10-20 22:10:14

Ti ringrazio della gentile risposta. Per quanto riguarda i frammenti specifici, mi riservo di visionarlo un'ulteriore volta per entrare più nel dettaglio. Sono andato un po' a memoria, visto che l'ho visto due volte di cui l'ultima un paio di anni fa, e non ne ricordo alla perfezione le scene. Appena l'ho fatto li riporto :)

Salvate il Soldato Ryan di Steven Spielberg (Paramount Home Entertainment, 1998)

Lasciato: 2009-10-19 22:16:47

Semplicemente il capolavoro di Spielberg, un regista che ho sempre considerato far parte di quella nutrita schiera collocabile nella aurea mediocritas, ma che con questa pellicola si supera. Aldilà dei temi trattati e dell'intensissima prova degli attori, vorrei sottolineare come sia pregnante ed azzeccato l'uso del bianco e nero.

Schindler s List di Steven Spielberg (Universal Pictures, 1993)

Lasciato: 2009-10-19 22:14:47

5? Mamma mia. Per quanto mi riguarda sono proprio in disaccordo: uno dei film di guerra più insopportabili e pompati di sempre. Certo, niente di che se paragonato a obbrobri subumani stile "Pearl Harbour", ma pure qui la retorica abbonda a grappoli e, non me ne vogliate, ci leggo molto situazionismo sionista all'interno di alcuni frangenti. Il che ci può stare, considerate le radici di Spielberg. Peccato, però, che questo sia un film, non una sua biografia.

Salvate il Soldato Ryan di Steven Spielberg (Paramount Home Entertainment, 1998)

Lasciato: 2009-09-17 22:52:52

Oh, questo è un film veramente, veramente bello. Assieme a "Ferro 3" uno dei film asiatici "recenti" che ho più amato - e che sono andato a vedere al momento dell'uscita in sala, ovviamente -. Il cinema del Sol Levante andrebbe quanto meno approfondito nelle scuole, perchè molte delle sue caratteristiche stanno penetrando / sono penetrate anche nelle pellicole occidentali. Ma il discorso sarebbe molto lungo. Convincente Enzo!

La Foresta dei Pugnali Volanti di Yimou Zhang (01 distribution, 2004)

Lasciato: 2009-09-09 21:54:10

Ma ancora esiste al mondo un individuo inutile come lui?!?

12 Round di Renny Harlin (Fox Atomic, World Wrestling Entertainment, 2009)

Lasciato: 2009-09-05 11:24:54

Non ci vorrebbe molto a capire che fede e religione sono sempre più due cose distinte, ma tant'è, siamo in Italia... bravo a sollevare il tema, comunque. Un film che tratta dello stesso argomento, ma con modalità e tempistiche totalmente differenti, e che sarebbe da vedere, è "Jesus Camp". E' un documentario girato dal vivo in uno di quei classici campi estivi mormoni dell'America, dove vivono intere famiglie bigotte ed ossessionate da Dio a tal punto da non vivere in maniera normale. Il risultato è agghiacciante: si opera una vera e propria manipolazione mentale ed ideologica nei confronti dei piccoli bambini che, anche solo a scambiare due battute con un non credente, si sentono "impuri e sporchi" e scoppiano a piangere per la vergogna... Ed è allucinante anche il caso di un altro bambino, costretto a vivere sotto i pesantissimi diktat della madre che gli proibisce di vedere qualsiasi film, leggere qualsiasi giornale e/o libro ed ascoltare qualsiasi disco - che non sia strettamente religioso - perchè "opera del Demonio"... Se solo fosse distribuito in maniera dignitosa anche nel nostro paese di pizza, mandolini e Berluscoidi cominceremmo già ad indignarci un po' di più.

Religiolus - Vedere per Credere di Larry Charles (Thousand Words Distribuzione, Eagle Pictures, 2008)

Lasciato: 2009-09-04 22:55:08

Mamma mia, non oso toccarlo nemmeno con un dito... :)

Sex Movie in 4D di Sean Anders (Brad&k Productions, 2008)

Lasciato: 2009-08-21 12:11:29

Ho visto il primo Crank ma, francamente, mi era sembrata una mezza minchiata :)

Crank 2 High Voltage di Mark Neveldine and Brian Taylor (Lionsgate, 2009)

Lasciato: 2009-08-18 22:51:39

Però, comunque, "Black Metallic" dei Catherine Wheel è un pezzo giusto.

S.Darko di Chris Fisher (Newmarket Capital Group, Silver Nitrate Films, 2009)

Lasciato: 2009-08-18 22:51:10

Guarda, non l'ho visto, ma per la prima volta mi sento di quotare dalla prima all'ultima parola la recensione. <<è un film diretto da qualcuno che non ha capito dove sia il bello nel raccontare una storia>> chiusura perfetta e giustissima. L'unica cosa di cui sono contento è che Kelly si sia indignato così tanto del progetto che abbia fermamente rifiutato di girarlo.

S.Darko di Chris Fisher (Newmarket Capital Group, Silver Nitrate Films, 2009)

Lasciato: 2009-08-14 18:38:58

Bravissimo, Dmitrij! La regia di Sofia Coppola mi piace, ma oltre "Il giardino delle vergini suicide" non sono ancora andato. Rimedierò!

Lost in Translation di Sofia Coppola (Mikado, 2003)

Lasciato: 2009-07-06 20:58:32

Molto interessante, questo lo cerco.

Entre les Murs di Laurent Cantet (Mikado, 2008)

Lasciato: 2009-06-26 20:49:22

E nessuno cita il bellissimo costume di Hulk Hogan del ragazzo? :)

Donnie Darko di Richard Kelly (Flower Films, 2001)

It's a very, very mad world

Lasciato: 2009-06-23 21:10:55

Sì, un po' ostico alla prima visione, necessiterebbe quantomeno di una seconda passata per svelarsi in tutte le sue trame. Io l'ho da subito grandemente apprezzato, soprattutto nella figura del predicatore pedofilo che dimostra, al 100%, quanto non tutto sia come sembra. Grandissima colonna sonora, anche. Brava Federica, il tuo era un compito non facile...

Donnie Darko di Richard Kelly (Flower Films, 2001)

Lasciato: 2009-05-30 18:03:14

Mi è bastato ampiamente il libro. Voto quello.

Angeli e Demoni di Ron Howard (Sony Pictures, 2009)

Lasciato: 2009-05-11 22:20:12

Sempre meglio Catone il Censore di Catone l'Uticense. Qualora ti paragonassero al secondo sappi che la tua sorte futura ti riserberà una lunga agonia... Film non pervenuto (nel senso, grazie a Dio, che non l'ho visto).

Albakiara di Stefano Salvati (Sony Pictures Home Entertainment, 2008)

Lasciato: 2009-05-01 19:39:20

A me Baricco, invece, sta proprio sul cazzo.

Lezione 21 di Alessandro Baricco (BIM, 2008)

Lasciato: 2009-04-30 21:45:10

Bingo! Strabingo!

Gran Torino di Clint Eastwood (BIM, 2008)

Lasciato: 2009-04-28 21:43:03

Eccezionale per interpretazione, contrasto scenico, profondità e reticenze. Spettacolare l'apertura, con "Toop Toop" di Cassius a fare da colonna sonora alla raffica di assassinii politici ordinati dalla DC (Sindona e compagni bastardi), eccezionale la descrizione nei particolari - e nei modi di fare - sia di Andreotti che dei personaggi di cui si attorniava, come Cirino Pomicino: un pugno in pancia il monologo centrale, dove il Divo fa un j'accuse monolitico, tentando l'estrema difesa di assolversi dalla paura di sè stesso ("Ho fatto il male per cercare il bene superiore"). Toni Servillo da ricordare, incorniciare, tramandare ai posteri. Film efficacissimo e spietato.

Il Divo di Paolo Sorrentino (Mediafilm, 2008)

Speciali

Please install Flash® and turn on Javascript.

In Rilievo

Please install Flash® and turn on Javascript.


Ultimi Commenti

Ultime dal Forum