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Marco Biasio

Padova

Se mi chiedi cosa cerco in un film, ti risponderò, in ordine crescente: la fantasia, la passione e l'onestà. Un film senza onestà è come un blues senza pentatonica.

Marco Biasio

Biutiful Cauntry

Esmeralda Calabria, Andrea D'Ambrosio, Peppe Ruggiero (Lumiere & Co, 2008)

Silvio Berlusconi viene citato una volta, di sfuggita, al minuto 32:03. A tirarlo in ballo non è Esmeralda Calabria, né Andrea D’Ambrosio, né Peppe Ruggiero, né tantomeno una delle tante voci campane che s’incastrano una dentro l’altra, documentando l...

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Biutiful Cauntry di Esmeralda Calabria, Andrea D'Ambrosio, Peppe Ruggiero (Lumiere & Co, 2008)

Mulholland Drive

David Lynch (Les Films Alain Sarde, Asymmetrical Productions, StudioCanal, The Picture Factory, 2001)

Puoi mentire agli altri, ma non a te stesso. Puoi costruire una vita sulle bugie, far finta di essere ciò che non sei, ammantarti di ambizioni ed utopie, ma non ti dovrai stupire se le tue fatiche, prima o poi, si sgretoleranno come un fragile castello di sabbia. Vincere una deprimente gar...

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Mulholland Drive di David Lynch (Les Films Alain Sarde, Asymmetrical Productions, StudioCanal, The Picture Factory, 2001)

La Solitudine Dei Numeri Primi

Saverio Costanzo (Offside, Bavaria Pictures, Les Film des Tournelles, Le Pacte, Medusa, 2010)

“Se dovessi acclarare che la mia abitazione dove vivo a Roma fosse stata pagata da altri, senza saperne io il motivo, il tornaconto e l’interesse, i miei legali eserciteranno le azioni necessarie per l’annullamento del contratto di compravendita” (Claudio Scajola, ex Minis...

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La Solitudine Dei Numeri Primi di Saverio Costanzo (Offside, Bavaria Pictures, Les Film des Tournelles, Le Pacte, Medusa, 2010)

Lasciato: 2012-01-21 13:04:43

Il mese sabbatico è scaduto da un pezzo, ora voto. La tua analisi è interessante, ale, ma secondo me hai sopravvalutato un tantino il ruolo registico di Von Trier... Parecchie sequenze del film sono in effetti riuscite (a me, chissà perché, viene sempre in mente la scena in cui Dafoe si addormenta con la mano fuori dalla finestra e la mattina dopo la trova coperta di zecche... forse il punto in cui più si percepisce l'ostilità della natura contro l'uomo). Ma questo perpetuo, ostinato insistere sull'estetica dell'immagine, d'altro canto, lo avvicina molto al narcisismo di autori come Antonioni (insopportabile IMHO) e inevitabilmente carica il progetto iniziale di pretenziosità arty che finiscono per comprometterne un po' la forza. I close-up sulle penetrazioni, l'eiaculazione di sangue (fregata peraltro a Nekromantikk...), le figure misteriche, le allucinazioni in una foresta quasi mescalinica e tridimensionale, gli slow-motion d'inizio e fine pellicola... Tutto è visivamente perfetto, esteticamente ineccepibile, solo che a tratti io non vedo il contenuto dietro il gesto (cosa che, invece, riscontro sempre anche nel Lynch più estremo, che difatti è il mio regista preferito). Un punto in più a Von Trier va dato nella scelta delle tematiche, mai facili e di comprensione immediata, ma c'è da dire anche che digerisco sempre con molta difficoltà la patina di intellettualismo con cui vengono puntualmente spennellate... Lo stesso può dirsi del recente Melancholia. Per me è 9 dal punto di vista visivo, 6 dal punto di vista contenutistico.

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Antichrist di Lars von Trier (Lucky Red, 2009)

Lasciato: 2012-01-16 13:53:14

Lo vedrò certamente. Il trailer mi ha ricordato molto da vicino le atmosfere de Il Gioiellino di Molaioli... però qui c'è un Favino ed una Crescentini - sempre bellissima, peraltro -. Buona recensione davvero.

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L\'Industriale di Giuliano Montaldo (BiBi Film , Rai Cinema , 2011)

Lasciato: 2012-01-16 13:51:08

Mi è piaciuto molto. A livello estetico, perlomeno, è veramente curatissimo e, non so perché, alcuni giochi di cinepresa mi hanno riportato alla mente l'ultimo Sorrentino "americaneggiante". Spy story solida e ben congegnata, seppur non originale, con il pregio di almeno due grandissimi attori, Gary Oldman e Colin Firth. Si poteva spingere un po' di più il pedale sul versante della violenza, a mio avviso, ma rimangono gusti personali che non vanno ad intaccare il valore intrinseco della pellicola. Bella lì, Fulvia!

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La Talpa di Tomas Alfredson (Studio Canal, 2011)

RE:

Lasciato: 2011-12-27 14:56:33

Guarda Rick, ti ringrazio della risposta e provo a risponderti a mia volta. Fatta eccezione per i gusti personali sui due film (pensa te, io Cannibal Holocaust lo adoro, sebbene non possa sopportare quelle violenze sugli animali), ho citato il film di Deodato e "Il cameraman e l'assassino" come possibili paragoni a TBWP perché, anche se nello svolgimento differiscono in alcuni casi non da poco, alla base sono formalmente identici. Vero è ad esempio che Cannibal Holocaust mostra tutto, spiega tutto, al contrario di TBWP: eppure l'insistenza della ragazza nel continuare ad andare avanti nella foresta, nel continuare le ricerche nonostante la scomparsa dell'amico, nel continuare a riprendere... non è la stessa ostinazione di Barbareschi quando intima ai suoi compagni "continua a girare! continua a girare!"? Bene, da una parte ci sarà il voyeurismo più o meno accentuato dello spettatore, dall'altra la nevrosi paranoica di una studentessa che non riesce più a distinguere la realtà attorno a sé... Però la steadycam è sempre al centro, protagonista della scena, ed assiste immobile e silenziosa al dipanarsi di entrambe le trame, unica sopravvissuta ai rispettivi scempi ed unica testimone diretta (e coatta) dei fatti... Su "Il cameraman e l'assassino" i nostri giudizi sono ancora più distanti, mi sa. Sicuramente la vicenda, nel complesso, è molto differente da quella di TBWP, eppure prendiamo il finale: in trenta, sgranati, sporchissimi secondi la vicenda corre repentinamente, senza preavviso, verso la sua conclusione. Noi abbiamo la percezione di quello che sta succedendo (sentiamo gli spari, vediamo l'assassino morire davanti alla videocamera, vediamo i cameramen cadere feriti a morte, vediamo qualcuno attraversare di corsa il campo ottico della ripresa...) ma chi può darci la sicurezza di ciò che è avvenuto e ciò che, invece, è una nostra, arbitraria ricostruzione? Anche il finale di TBWP è sfumato in questo senso: tutto porterebbe a dire che la strega non è un fantasma, esiste ancora, ed ucciderà tutti i ragazzi dopo averli messi faccia a muro... ma ne siamo certi? O è sufficiente un urlo di terrore, un ragazzo al muro, uno sfarfallio di immagini? Per me la somiglianza è evidente, se non palese... Nulla di male, sia chiaro, nessuno inventa niente e non c'è bisogno di risalire ogni volta al padre putativo per "legittimare" la forza di un film. Solo che qui a mio avviso non c'è nessuna invenzione, come in Matrix, quando invece proprio questi due film sono stati presi ad esempio come portabandiera di un "nuovo" modo di fare cinema. A tal proposito, al corredo di citazioni ed influenze di TBWP ti aggiungo una terza pellicola, ancora meno conosciuta ma ancora più clamorosa al riguardo, girata esattamente un anno prima di questa e con delle similitudini francamente innegabili: The Last Broadcast, di Stefan Avalos e Lance Weiler. Non un gran film, ma abbastanza calzante...

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The Blair Witch Project di Daniel Myrick ed Eduardo Sanchez (Haxan Films, 1999)

RE:

Lasciato: 2011-12-27 14:41:29

Perfettamente d'accordo con Rick! Quelli necessari necessari sono, per me, Audition, Ichi The Killer (divertentissimo) e Visitor Q che è però abbastanza violentino. Miike ha girato tanto altro di meritevole, ma per iniziare vanno bene questi!

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13 Assassini di Takashi Miike (BIM, 2010)

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