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7/10

Vital regia di Shinya Tsukamoto

Drammatico
recensione di Massimiliano Scordamaglia

Hiroshi il protagonista perde la memoria e la ragazza in un grave incidente.

In convalescenza scopre di essere stato uno studente di medicina e decide cosi' di riprendere gli studi ma durante il corso di dissezione scoprira' che il corpo da analizzare appartiene proprio alla sua ex fidanzata.

Tsukamoto romantico?

Oddio, a suo modo si e neppure di rado a ben vedere.

Va preso con cautela e tenuto a giusta distanza ma l’amore e’ un ingrediente che il nostro non disprezza, ancor piu’ in questo film che anzi definirei il piu’ romantico della sua carriera.

Si potrebbe obiettare che la dissezione della defunta ex-fidanzata non sia argomento per serata di coccole sul divano ma stiamo parlando di un regista la cui missione e’ ridefinire il rapporto tra carne e percezione di se’, corpo e macchina entrambi meccanismi, nuova materia nell’espansione mentale indotta dall’evoluzione tecnologica.

Come vive quindi la nuova carne un sentimento antico e tenacemente resistente come l’amore?

L’anima ha ancora un tempio nel quale dimorare? E se nel cemento e nel silicio lo spirito non avesse un posto nel quale fermarsi, dove potrebbe mai vivere?

Ecco quindi la ricerca del protagonista senza piu’ memoria che riscopre la propria anima e quella della donna amata attraverso il corpo di lei, nella minuziosa analisi e riproduzione di organi e tessuti, ricostruzione di un involucro per comprendere forma e volume del contenuto.

Tsukamoto ridiscute Cartesio e ridiscute Ryle, perche’ malgrado la "macchina" sia ridotta ai componenti essenziali, il suo "fantasma" vive, danza, piange, ha un luogo in cui attende e ama ma nel contempo lo spirito e’ il corpo e viceversa se addentrandoci nell’uno ritroviamo l’altro.

Non basta un solo mondo per contenere un amore che abbia il desiderio di scoprire tanto dell’altro e il regista ci guida in un viaggio di corpi, di anime o "spirti nelle macchine" appunto rivelandoci forse che noi dell’amore conosciamo forse gli occhi ma non cio’ a cui somiglia.

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Marco_Biasio alle 22:09 del 9 febbraio 2011 ha scritto:

Mi manca clamorosamente! Non ne ero neppure a conoscenza, se devo essere sincero. Voglio vederlo, assolutamente. Anche perchè lo Tsukamoto "romantico" è stato capace di partorire un capolavoro devastante come A Snake Of June, quindi massima attenzione. Davvero un super cineasta (e una super segnalazione, Massimiliano!)