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8/10

Silence regia di Martin Scorsese

Drammatico
recensione di A. Graziosi

Due padri gesuiti portoghesi partono per il Giappone con l'intento di ricercare il loro mentore, padre Ferreira, e radicare nelle isole la fede cristiana. Verranno presto a conoscenza, e ne saranno vittime, delle tremende persecuzioni che lo shogunato applicava ai danni dei convertiti al cristianesimo.

Silence è un viaggio in cui il maestro indiscusso del cinema americano Martin Scorsese ci conduce attraverso il “Cuore di Tenebra” del Giappone del XVII secolo. Del celebre libro di Conrad, da cui fu ispirato anche Francis Ford Coppola per Apocalipse Now, segue – soprattutto inizialmente - la struttura, quella della ricerca di un compagno perduto in una realtà sconosciuta, lì Kurtz (Marlon Brando), qui Padre Ferreira (Liam Neeson). Figure divenute leggendarie poiché nobili maestri inghiottiti da un mondo esotico, diventando praticamente “angeli decaduti” della cultura occidentale e cristiana.

Nell'ultimo film di Scorsese, a voler ricercare a tutti i costi il loro ex maestro Padre Ferreira sono i giovani padri gesuiti Rodrigues e Garupe, interpretati da Andrew Garfield e Adam Driver. Si tratta di un viaggio pericolosissimo visto che le autorità giapponesi stanno duramente perseguendo coloro che hanno abbracciato la fede occidentale grazie ai portoghesi nel secolo precedente: torture indicibile aspettano i “Kiristan” e i Padres che si approcciano alle isole giapponesi, quindi Rodrigues e Garupe saranno gli ultimi due missionari inviati in quella terra.

E' risaputo che Scorsese ha sempre avuto fin da giovanissimo un rapporto particolare con la religione: a parte ovviamente L'Ultima tentazione di Cristo, meravigliosa opera fraintesa, in molti altri suoi film è spesso percepibile tensione morale ed questioni etiche molto delineate, da Taxi Driver a Toro Scatenato in primis.

Silence è un progetto di lunghissima gestazione, che trae vita dall'omonimo best-seller di Shusaku Endo, e che è stato a lungo rimandato tra diatribe legali e attori “saliti a bordo” che diventavano troppo vecchi per la parte con il passare degli anni.

Siamo di fronte senza dubbio ad una pellicola ad alto contenuto spettacolare a livello registico, scenografico (Dante Ferretti) e tecnico in generale. Anche a livello interpretativo si raggiungono picchi di intensità e sensibilità elevati, in particolare grazie alle performance inattaccabili di Adam Driver e Liam Neeson, motivo per la quale – oltre al fatto che si tratta di un film recitato in più lingue - è altamente consigliabile la visione in originale se possibile.

Silence tocca più generi. Si parte con lo storico e l'avventura per approdare ad una diversa profondità drammatica nel corso della storia, affrontando con innumerevoli domande che ognuno nella propria vita può essersi posto riguardanti la religione e la veridicità delle proprie convinzioni più radicate. Tra queste domande: fino a dove si può arrivare a negare conseguenze negative di azioni originariamente “a fin di bene”? Fino a che punto si può accettare l'assordante terrificante silenzio di Dio di fronte al dolore dell'umanità?

Scorsese sembra non voler pretendere di dare delle risposte a questi interrogativi millenari e universali, se non quella di fare affidamento sulla propria fede individuale, a prescindere dalla sua fermezza e a prescindere dalla religione e dalle religioni.

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Voto degli utenti: 8,3/10 in media su 3 voti.
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alexmn 8/10

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Mr. Zanon (ha votato 9 questo film) alle 15:57 del 31 gennaio ha scritto:

Uno dei film più belli e sottovalutati del 2016! Il film è un fantasma che seguiva Scorsese da 28 anni e finalmente è riuscito a realizzarlo... e di questo ne sono contentissimo! Tratto da un romanzo omonimo del 1966 che non ho letto ma che dicono sia un capolavoro, l'opera conta diversi pregi, a cominciare dalla regia dello stesso Scorsese: il buon Martin è conosciuto per le sue doti incredibili detto la macchina da presa, e qui si riconferma con una delle regie più belle viste negli ultimi anni, che differisce dalla maggior parte delle sue pellicole, le quali si contraddistinguono per i movimenti di m.d.p. magnifici e piani sequenza pazzeschi. Qui, i movimenti di macchina sono pochi - e quei pochi splendidi - in quanto sono le inquadrature fisse a farla da padrone, e sono inquadrature gigantesche, tutte studiate nei minimi dettagli, tutte di grandissima potenza, che valorizzano sia i primi piani degli attori, sia i campi lunghi del bellissimo paesaggio giapponese. La potenza delle immagini è dovuta anche alla meravigliosa fotografia di zio Rodrigo, per non parlare dei fantastici costumi e delle sublimi scenografie del nostro Dante Ferretti. Gli attori sono tutti ottimi: da Liam Neeson ad un sorprendente Adam Driver, passando poi per Tadanobu Asano e - il migliore di tutti - Shinya Tsukamoto; se la cava molto bene anche Andrew Garfield, anche se il suo problema alla base è l'aspetto fisico, troppo fighetto e con i capelli sempre perfetti. La sceneggiatura è scritta molto bene: ogni dialogo è studiato alla perfezione e i personaggi sono stupendamente descritti, su tutti l'interprete e la pazzesca (e inquietante) figura dell'Inquisitore. Per non parlare del valore geniale che film da' al silenzio stesso, oltre a riflessioni molto interessanti ("dov'è Dio quando serve e perchè lascia soffrire così i suoi fedeli"; "chi è più in torto, chi tortura i prepotenti che cercano di imporre la propria fede o gli stessi prepotenti"). Qualche piccola pecca (forse dovuta a dei tagli) nel comunque ottimo montaggio, e qualche tempo gestito non come avrebbe dovuto (la presenza/assenza di padre Garupe) sono problemi (quasi) insignificanti a fronte della maestosità del film, che ha il suo principale pregio nell'immedesimazione dello spettatore nella perfezione della trama: riusciamo a sentire sul nostro corpo le terribili torture e la lunghezza della prigionia e la tensione psicologica è qualcosa di incredibile e inimitabile (anche per l'assenza di musiche, scelta coraggiosa e azzeccatissima). Interessante anche che Scorsese non cada nella retorica e non realizzi un film di propaganda cristiana, non si da' ragione a nessuno, il tutto è imparziale e ha un senso di misticità che ho adorato.

Da vedere assolutamente. 9+

alexmn (ha votato 8 questo film) alle 11:59 del 7 febbraio ha scritto:

concordo con tante delle cose che dici. l'unica che non condivido è la gestione del tempo dedicato a padre Garupe, che secondo me è uno dei veri tocchi di classe di Scorsese in termini di costruzione del personaggio e di rapporto con il resto della storia e i due personaggi principali.

Mr. Zanon (ha votato 9 questo film) alle 17:53 del 8 febbraio ha scritto:

Capisco, ho trovato il suo tempo in scena troppo limitato, ma la costruzione del personaggio è magistrale e l'interpretazione di Driver è pazzesca! Comunque, ripeto (che va sempre bene), grande film.