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9/10

Frances Ha regia di Noah Baumbach

Commedia
recensione di Valentina Di Martino

 

Frances vive a New York, ma non ha un vero e proprio appartamento. E' un'aspirante ballerina, ma non fa veramente parte della compagnia con cui danza. La sua migliore amica Sophie e' per lei un'altra se stessa con capelli differenti. Ma quando Sophie conosce Patch e si trasferisce da lui, Frances deve imparare a badare a se stessa. Frances si butta a capofitto nei suoi sogni, anche se le loro possibilità di realizzarsi diminuiscono. Frances vuole molto di più di quello che ha, ma vive la sua vita con un'incalcolabile gioia e leggerezza. 

 

Sarà il bianco e nero. E saranno le corse, le risate e l'aria bohemien che tanto mi riporta al dolce ricordo di Jules e Jim di Truffaut.

Già da subito, questo Frances Ha, mi ha catturata e buttata tra le strade di New York. Ma una New York da favola, forse un po' stereotipata, vista da occhi ingenui, quelli della protagonista.

Frances, intepretata da Greta Gerwig, alta, spalle larghe e camminata mascolina nulla ha dell'immaginario tipico della ballerina piccola e fragile ma i suoi occhi raccontano di una leggiadria e di sogni immensi come cieli.

Forse un po' troppo lasciato sulle spalle della Gerwig, questo film racconta di amicizia, morbosa e a tratti nociva che rende Frances girovaga e priva di veri punti di riferimento.

Nonostante il bianco e nero malinconico, la regia molto curata, i dialoghi divertenti e profondi fanno empatizzare con un po' tutti i personaggi del film che scorre veloce e senza intoppi ne' arresti di ritmo.

In definitiva, quando dopo la visione di un film ti chiedi dove saranno andati i personaggi e ti ritrovi a pensarli come cittadini del tuo mondo, si può dire che sia stata una visione di successo. 

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