T Trailer

R Recensione

7/10

Oh Boy - Un caffè a Berlino regia di Jan Ole Gerster

Commedia
recensione di Flavio De Cinti

Un diario in bianco e nero, scandito dalle sonorità jazz di una straordinaria colonna sonora, che racconta gli stati d’animo e le riflessioni del giovane Niko Fischer, a spasso per le strade di una animatissima e frenetica Berlino, combattuto tra l’aspirazione a partecipare alla vita e la difficoltà, invece, di trovare il proprio posto. Il film di debutto di Jan Ole Gerster, interpretato da uno straordinario Tom Schilling, ha vinto all’ultimo German Film Prize, 6 Premi Lola, miglior film, miglior regista, migliore sceneggiatura, miglior attore, miglior attore non protagonista e miglior colonna sonora.

Opera prima del regista tedesco Jan Ole Gerster,Oh Boy” è stato accolto favorevolmente in patria da pubblico e critica, riuscendo inoltre ad aggiudicarsi sei premi Lola (gli Oscar tedeschi). Questa commedia nera ambientata in una Berlino dalle tinte  quasi newyorkesi racconta una giornata del confuso ventenne Niko Fischer, caratterizzata da una serie di incontri surreali e dall’impossibilità di trovare un caffè. La forza di questo lungometraggio risiede nell’essere diretto e consapevole dei propri limiti, cosa decisamente notevole per un’opera prima. A partire dai riferimenti, nel film di Gerster è tutto molto chiaro: Allen (la musica jazz abbinata alle immagini di Berlino), Jarmusch (l’utilizzo del bianco e nero, l’importanza iconografica del caffè) e alcuni elementi della Nouvelle Vague. Niente di trascendentale o particolarmente originale, eppure questo piccolo film tedesco riesce a trovare una sua identità e fa sembrare semplice ciò che in realtà non è.

È altrettanto esplicito il simbolismo che accomuna la ricerca di un caffè con la ricerca di identità del protagonista Niko, che vede manifestarsi materialmente davanti agli occhi quella stessa confusione riscontrabile dallo spettatore sin dalle prime inquadrature. Confusione che è invece del tutto assente nelle inquadrature e nell'uso delle musiche da parte del regista, che si fondono con il bianco e nero delle immagini per mettere in scena la storia di questo personaggio che sembra essere sempre altrove. Tutto il cast del film funziona abbastanza bene. Particolarmente convincenti le prove del protagonista Tom Schilling e di Inga Birkenfeld,nei panni di una ex compagna di scuola di Niko che ancora rivive i propri traumi adolescenziali; degno di nota anche tutto il supporting cast, ben caratterizzato e mai invasivo. Diverse situazioni comiche ben riuscite (le scene a teatro e quelle sul set di un improbabile film sulla Shoa) si alternano a momenti molto più malinconici e riflessivi, che potevano però essere dosati meglio e che in alcuni punti compromettono un po’ il ritmo del film. Il rammarico più grande è proprio questo, aver optato per una soluzione più “di formazione”, quando si aveva l’opportunità di lavorare sulla parte grottesca e surreale del personale viaggio di questo venticinquenne. Berlino poteva essere la New York notturna e schizofrenica di “Fuori Orario” più che quella datata (ma sempre affascinante) di Salinger o dello stesso Woody Allen. “Oh Boy - Un caffè a Berlino” poteva osare forse di più ma rimane assolutamente un esordio convincente, un piccolo film di qualità che pecca forse soltanto di una fisiologica inesperienza, ma che possiede diversi elementi per poter essere fiduciosi sui prossimi lavori di Jan Ole Gerster.

V Voti

Voto degli utenti: 7/10 in media su 1 voto.
10
9
8
7
6
5
4
3
2
1

C Commenti

Non c'è ancora nessun commento. Scrivi tu il primo!
Effettua l'accesso o registrati per commentare.