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6/10

Spider Baby regia di Jack Hill

Black Comedy
recensione di Fabio Secchi Frau

L'autista Bruno è il tutore di tre fratelli orfani che soffrono di "sindrome Merrye", un disturbo che li induce a regredire mentalmente, socialmente e fisicamente lungo la scala evolutiva a partire da una pubertà precoce che, però, li farà anche scivolare rapidamente nella follia omicida.

   Le pagine della storia del cinema e i suoi schermi sono pieni di famiglie disfunzionali e grottesche, un po’ sinistre e imprevedibili. A volte, addirittura criminali e, a volte, composte da veri e propri assassini ma, quasi sempre sono raccontate con una vena d’umorismo che ce li rende inevitabilmente simpatici.

  Spider Baby non fa eccezione.

  Qui, abbiamo un tutore che non ha proprio la moralità corretta per prendersi cura di tre adolescenti che, oltretutto, sono affetti da una demenza omicida e che nascondono in cantina delle creature misteriose e cannibali… Tutti elementi che indurrebbero a ricordare una più dark e gotica Famiglia Addams ma che qui ripetono, invece, quei medesimi meccanismi che, in futuro, vedremo in pellicole come La casa dei 1000 corpi e affini.

  Chiaramente, non è tutto oro ciò che candidamente riluce e Spider Baby, sebbene sia ormai un cult in America per "weirdismo" (in Italia è, invece, passato inosservato perché negli Anni Sessanta ancora non si apprezzava quel tipo di comicità nera che si mischiava con l’horror), ha dei piccoli difetti che, però, non lo rendono meno interessante della nota famiglia creata da Charles Addams o dei sadici Firefly.

  I protagonisti di Spider Baby sono indomabili, poco teneri, meno ricchi di umorismo e meno divertenti. Ciò che conquista non è il loro lato follemente entusiasta di cose che farebbero accapponare la pelle alle persone più comuni ma, il fatto che condividano con gli altri i loro follie incredibili pensieri, andando incontro ai loro ultimi giorni che saranno così pieni di incontri strani, importanti e fatali.  

  Convulsamente scritta e ben diretta da Jack Hill, la pellicola si avvale della recitazione del grande Lon Chaney Jr. nel ruolo di Bruno, autista e tutore dei tre orfanelli con la sindrome di Merrye, uno dei quali interpretato da un giovanissimo e ipnotico Sid Haig (non per niente presente proprio in La casa dei 1000 corpi), che si impone da subito per mascalzonaggine e per un certo livello di erotismo animale presente nel suo personaggio. Chaney offre la parte migliore di sé e arriva addirittura a cantare il brano “Monster Mash” che fa da sottofondo ai titoli di apertura. Non sono pochi i riferimenti ai film del terrore che vengono sfruttati, principalmente, vista la presenza di Chaney, quelli su L’uomo lupo del 1941.

  Purtroppo, malgrado oggi la pellicola sia ricordata dal pubblico e da buona parte della critica americana, nel 1968 (data nella quale venne distribuito a causa del fallimento della casa di produzione), fu in flop clamoroso per la scarsa commercializzazione e per un pesante e continuo cambiamento di titoli (The Liver Eaters, Attack of the Liver Eaters, Cannibal Orgy e The Maddest Story Ever Told).

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