Milano 55,1. Cronaca di una settimana di passioni regia di Luca Mosso|Bruno Oliviero
DocumentarioDocumentario sulle comunali milanesi 2011, che hanno decretato la vittoria del centrosinistra dopo 18 anni.
Il documentario (lavoro collettivo di un team di giovani registi milanesi supervisionati da Luca Mosso e Bruno Oliviero) documenta l'ultima settimana di campagna elettorale dei due candidati sindaci, l'uscente Letizia Moratti (PDL) e Giuliano Pisapia (PD), nonché la vittoria di quest'ultimo. I registi hanno in particolare seguito le attività di due politici delle opposte fazioni: Stefano Boeri, architetto appartenente al PD, e Matteo Salvini, eurodeputato e capogruppo della Lega Nord (quindi alleato col PDL) nelle loro arringhe pubbliche e conferenze. Il punto di vista privilegiato è quello del PD (per cui il collettivo registico chiaramente parteggia), di cui si documentano assemblee, dichiarazioni e festa finale. Meno spazio si dà all'avversario, inoltre filmando maggiormente esponenti della lega piuttosto che del PDL. A prescindere dalle preferenze politiche i registi si limitano comunque a filmare senza commento le varie attività di propaganda politica che si succedono in questi 7 giorni, cercando di catturare l'ansia partecipativa della popolazione milanese all'evento, segno secondo i vincitori della profonda volontà degli elettori di cambiamento nell'amministrazione cittadina. L'entusiasmo delle folle che accolgono con ovazioni discorsi di intellettuali sostenitori del PD fanno da contraltare a discorsi beceri del fronte leghista, in modo da far apparire i primi necessariamente colti e progressisti, ed i secondi zotici e ignoranti (l'elettorato PDL pare invece del tutto assente). Se uno sbilanciamento di parte in un documentario politico è comunque scontato e inevitabile, è il concept dell'operazione che non convince: adatto più all'approfondimento da notiziario che alla sala cinematografica, questo film assomiglia molto ad un reportage giornalistico, mancando di qualunque registro filmico: nessuna ricerca estetica, nessun apparente commento da parte degli autori (che come abbiamo visto invece parlano eccome, attraverso il montaggio), solo l'obiettivo di riportare un fatto di cronaca politica, è un'operazione che interessa fino ad un certo punto. Assolve alla sua funzione di documento, ma non a quella di intrattenimento: più che un documentario è un lungo servizio televisivo che non si vede perchè debba essere trasmesso in un cinema. Interessante, ma cinematograficamente nullo.
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alejo90