Debtocracy regia di Aris Hatzistefanou
DocumentarioDebtocracy cerca le cause della crisi provocata dal debito pubblico e propone soluzioni che non vengono prese in considerazione dal governo e dai media dominanti. L'analisi fa ampio ricorso alle esperienze storiche di Ecuador e Argentina, paesi che in tempi recenti sono riusciti ad uscire dalle morse della finanza internazionale (incarnata dalle politiche liberiste del Fondo Monetario Europeo e della Banca Mondiale) per attuare politiche a beneficio del popolo.
Debtocracy è ovviamente molto più di un semplice documentario a sfondo economico. È piuttosto un radicale atto politico sovversivo che mette in discussione una modalità di uscire dalla crisi economica che tende a far ricadere tutte le colpe soltanto sui soliti noti (lavoratori, pensionati, giovani, proletari, ecc.) perpetuando ed anzi esasperando un sistema sociale sempre più gerarchico, ingiusto e diseguale.
Un documentario potente perchè in pochissimo tempo tale opera è stata vista da centinaia di migliaia di persone grazie alla sua distribuzione libera e gratuita su un sito e su youtube, rapidamente doppiato in diverse lingue tra cui anche l'italiano.
Oltre ad essere però una dichiarazione di guerra ai potenti e corrotti da parte di due giornalisti (Katerina Kitidi e Aris Hatzistefanou) che hanno investito tutti i loro risparmi nell'opera, Debtocracy è però anche un film, e come tale merita un paio di considerazioni. La più banale: nonostante il tema complesso e spinoso l'opera non annoia, anzi appassiona sia per la sua modalità narrativa e cronachistica dettagliata ma accessibile a chiunque, grazie a spiegazioni di concetti complessi con pazienza e precisione. Il fine, è ovvio, è quello di raggiungere lo strato più ampio possibile di quel popolo che si ritrova a subire la crisi e i provvedimenti politici di contorno.
Il taglio rimane ciò nonostante scientifico e professionale, con l'intervento di economisti, intellettuali, filosofi, giornalisti e attivisti di ogni tipo (Alain Badiou, David Harvey, Samir Amin, e tanti altri), le cui interviste sono intervallate sapientemente con una serie di immagini di repertorio e di riprese originali. L'effetto è avvincente, e seppure non raggiunge i livelli estetici (e si badi che si fa il confronto solo su quelli estetici!) di un film-doc diventato famoso (nell'underground ma non solo) come Zeitgeist, poco ci manca, riuscendo nonostante ciò a spiegare le storture del capitalismo con serietà e metodo critico. Non si può non pensare a cosa avrebbero potuto realizzare Papastathis e Psaila se avessero avuto le risorse economiche di cui può disporre un Michael Moore...
Per avere quei soldi però probabilmente i due autori del doc avrebbero dovuto sottostare ad una serie di condizioni che avrebbero indebolito “l'atto politico” dell'opera, smorzandone i contenuti, rendendone impossibile la distribuzione gratuita o indebolendo il legame con la base sociale degli “indignati” che l'hanno sostenuto tramite sottoscrizioni volontarie. Insomma Debtocracy avrebbe perso la sua indipendenza nel momento in cui i greci più di ogni altra cosa ambiscono proprio a parole libere, indipendenti e popolari. Avanti così allora, e che la resistenza continui.
Tweet.jpg)
Samir Amin
Hugo Arias
Alain Badiou
Gerard Dumenil
Manolis Glezos
David Harvey
Kostas Lapavitsas
Avi Lewis
Fernando E. Solanas
Eric Toussaint
La Rapina Perfetta Roger Donaldson
Chinatown Roman Polanski
Gli Impenitenti Martha Coolidge
Requiem For A Dream Darren Aronofsky
Tutti Contro Tutti Rolando Ravello
Due Vite Per Caso Alessandro Aronadio
Dead Snow Tommy Wirkola
2012 Roland Emmerich
E Morì Con Un Felafel In Mano Richard Lowenstein
Tony Manero Pablo Larrain
Capitalism A Love Story Michael Moore
Concursante Rodrigo Cortés
Wall Street Oliver Stone
La Frode Nicholas Jarecki
The International Tom Tykwer
Venti anni Giovanna Gagliardo
Acciaio Stefano Mordini
American Psycho Mary Harron
Dogville Lars von Trier
Il Gioiellino Andrea Molaioli
Materia Oscura Massimo D'Anolfi
Pasta Nera Alessandro Piva
Il Sorpasso Dino Risi
Le Ombre Rosse Francesco Maselli
Buenas Noches, Ouma (il cinema racconta l Uganda)
Riff Raff Ken Loach
Cosmopolis David Cronenberg
Swing Vote Joshua Michael Stern