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Una Vita Tranquilla 3.5

Drammatico

Italia (Acaba Produzioni, 2010) 105'

di Claudio Cupellini

scritto da Andrea Brunelli

Rosario vive in Germania ed è proprietario di un albergo con ristorante di grande successo. La sua vita scorre tranquilla tra i fornelli, la caccia e la famiglia ma un giorno d’inverno due ragazzi italiani si presentano alla porta : il loro arrivo muterà tutta questa felice esistenza…

Il regista Claudio Cupellini cambia registro dopo le fortunate Lezioni di cioccolato e dirige una storia di tutt’altro stampo, a metà strada fra dramma, noir con colpi di scena e film d’azione. La fusione e la trama non riescono a convincere al cento per cento ma il prodotto finale è comunque di buon livello, corroborato da una buona regia, un’ottima fotografia e convincenti prove del cast, dove svetta ovviamente Toni Servillo a cui tengono testa i due bravi giovani Marco D’Amore e Francesco Di Leva.

Insomma il rischio di vedere un Servillo mattatore nel nulla è fortunatamente scampato: Cupellini utilizza al meglio il suo cavallo di razza, mettendolo al servizio di una vicenda di forti sentimenti basata su un rapporto padre-figlio molto peculiare, purtroppo non approfondita in tutte le sue sfumature a causa di troppi eventi nello svolgimento. Il ritmo quasi incalzante soffoca un po’ la caratterizzazione psicologica dei personaggi ma al contempo evita al film passaggi a vuoto che potrebbero annoiare lo spettatore.

In sintesi una pellicola soddisfacente, pur con qualche difettuccio, che ripropone uno dei topoi del cinema di ogni tempo: il passato che incombe e ritorna con grande forza.


L'ho visto, con il mio solito canonico ritardo, e l'ho trovato un buon film. Non originale, sia nello svolgimento che nella conclusione, ma ben girato e ben recitato. Sto pian piano assurgendo alla convinzione che Toni Servillo sia il Volonté del Duemila, incredibile come riesca a passare senza sforzo da un ruolo all'altro, da un idioma all'altro, da un personaggio all'altro. Un talento recitativo sconfinato. Qui era pių difficile, sia per l'alternanza tedesco-dialetto napoletano, sia per l'intrinseca negativitā del suo personaggio: č andata bene. Bene anche gli attori "comprimari" (lo metto tra virgolette, in modo che si capisca). Potevano essere sviluppati forse meglio quelle serie di legami che inchiodano il protagonista al figlio ed al passato camorristico, ma forse un riadattamento del genere avrebbe definitivamente spinto la pellicola sul versante cronenberghiano di un A History Of Violence da cui comunque prende ampio spunto.
2011-05-16 19:22:08
sul rapporto padre-figlio
Credo che un maggior approfondimento del rapporto padre-figlio avrebbe terribilmente nuociuto a questo film,facendolo scivolare nel melenso drammone familiare,tanto caro al nostro cinema salottiero. Il paragone con A history of violence č fattibile a livello teorico,ma siamo su due livelli stilistici nettamente differenti,lo sviluppo de Una vita tranquilla č lineare e pressochč scontato,incede al passo di noir,ma si arena sulla trita e ritrita conflittualitā generazionale e sull'amore filiale,dando spazio ad un finale al sapore di popcorn .E' un buon film,ma anche un occasione mancata.
2011-01-12 12:31:32
Effettivamente c'č qualche punto in comune, soprattutto a livello di trama. Poi ovviamente la realizzazione č molto diversa ma l'incipit č abbastanza simile.
2010-12-20 23:44:18
(P.S. Una sorta di A History Of Violence all'italiana?)
2010-12-20 22:23:56
Mi manca, ma spero di rimediare presto. Recensione breve ma centrata ed efficace.
2010-12-20 22:23:26


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