storia_della_musica_home
Effettua il Login

Pranzo di Ferragosto 3.5

Commedia

Italia (Fandango, 2008) 75'

di Gianni Di Gregorio

scritto da Lorenzo Davani

Gianni è un uomo solo e disoccupato, con a carico la madre, nobildonna decaduta, e una grossa quantità di debiti da saldare all'amministratore del condominio. Sarà proprio quest'ultimo che all'approssimarsi dell'agognato ferragosto italiano, gli proporrà di saldare i debiti dovuti, ospitando per alcuni giorni la madre anziana a casa sua. Gianni si vede costretto a malincuore ad accettare, non ancora consapevole della catena di favori a cui sarà costretto a sottostare. Dovrà farsi carico anche della zia dell'amministratore, che quest'ultimo porterà di sorpresa a casa sua insieme alla madre, e anche della madre dell'amico dottore, il quale visitandolo coglierà l'occasione proponendoli di ospitare anche la sua.

In una Roma agostana, deserta e desolata si dipanano gli sgangherati e simpatici intrecci di gag e macchiette che le irrequiete e capricciose nonnine dispiegano lungo la breve durata della pellicola (75 minuti).

All'atmosfera irreale e rallentata della capitale in ferragosto, fa da contraltare il ritmo incessante e tenero di quattro vecchiette che tengono occupato e fanno spazientire il povero Gianni, che si vede costretto a fare da paciere fra le anziane, a riparare ai loro capricci e ai loro vizi, e ad organizzare un pranzo di ferragosto degno dell'esigente e affamata clientela.

 

Gianni alla fine si accorgerà che malgrado tutto ha trascorso e speso bene lo sforzo di badare alle anziane ospiti, le quali hanno riempito l'apatia e la noia di un ferragosto che altrimenti avrebbero passato da sole, divertendosi e, cosa da non sottovalutare, beneficiando dei compensi che per riconoscenza le vecchiette decidono di concedergli.

Le riflessioni che scaturiscono dalle istantanee della pellicola sono diverse, tutte terribilmente reali ed attuali. La vitalità e la ricchezza che la terza età può ancora contenere, in una nazione come la nostra che vanta il pessimo primato di una natalità rasente lo zero.

 

Ciò non di meno, una fotografia impietosa delle difficoltà economiche del nostro paese, con tutti i suoi luoghi comuni e abitudini, potremmo dire, di favori clientelari, del “tengo famiglia” e cosi via.

Da menzionare infine la manifesta impronta di realismo con cui il film è stato girato (vedi il nume tutelare Matteo Garrone): camera a mano, luce naturale, suono in presa diretta, e su tutto, le quattro protagoniste, tutte attrici non professioniste.

Un piccola gemma: preziosa, rilucente e dolce amara.


Sufficiente
Nulla di puù
2011-10-21 11:43:57

2009-08-01 23:39:29
Molto
molto, molto piacevole. Mi accodo al trend positivo di commenti, limitandomi a puntualizzare che ritengo invece Il Divo e Gomorra non all'altezza del successo avuto. Ma questo credo che sarà argomento di altre recensioni :)
2009-06-03 20:24:26
Delizioso. Lo scorso anno decisi, per empatia con il clima del film, di andarlo a vedere in uno spettacolo pomeridiano, in modo da trasportare anche attorno la sala la canicola di cui giustamente parla Narda. Eravamo tre vecchi, io e un'amica. Questo è cinema.
2009-05-29 20:00:12
Ma è quello uscito più in sordina per poi esplodere, anche grazie al successo di pubblico e critica. Per me fa la tripletta con Il divo e Gomorra per indiscutibile bellezza, mentre gli altri due che citi sono sicuramente interessanti anche se indeboliti da momenti di stanca.
2009-05-28 11:27:49
beh io credo che il cinema italiano sia tutto sommato in più che discreta salute non trovi? Se consideri che nel 2008 sono usciti film come questo, tutta la vita davanti, il divo, gomorra, non pensarci... un filotto che non si vede tutti i giorni... insomma c'è di che ben sperare
2009-05-28 11:09:05
Le difficoltà che hanno accompagnato la realizzazione e poi l'uscita di questo film hanno dell'incredibile. Il racconto di un frammento d'estate con camera a spalla e attrici non professioniste a rinverdire i fasti del neorealismo a cui la canicola ferragostana che già aveva ispirato molto del nostro cinema attribuisce calma irreale e torpore. L'ultimo indiscutibile segno di vita del corpo-cinema italiano.
2009-05-28 09:54:47
gioiellino rivelazione del 2008, ennesimo segnale della rinascita del cinema italiano, il quale non so voi ma io vedo sempre più in salute (perlomeno a livello qualitativo)
2009-05-20 00:37:21


Effettua il Log-In o Registrati per poter inserire commenti

Speciali

Please install Flash® and turn on Javascript.

In Rilievo

Please install Flash® and turn on Javascript.


Ultimi Commenti

Ultime dal Forum