Joel Barish e Clementine Kruczynski si incontrano per caso e si innamorano, ma dopo due anni le cose non vanno più bene e la loro relazione si interrompe.
Clem, per superare la rottura, decide di eliminare dalla sua mente Joel e la loro storia, così si rivolge ad una clinica che permette di cancellare i ricordi.
Quando Joel se ne accorge, decide di fare lo stesso, ma mentre si sta sottoponendo al processo di cancellazione, si rende conto che non vuole realmente dimenticare e fa di tutto per fermare la procedura…
Alle volte mi chiedo come funzioni la nostra mente: perché agiamo in certe maniere, perché ricordiamo alcuni avvenimenti e non altri, certi luoghi, persone … Il nostro cervello ha lo stesso meccanismo di un puzzle, tanti pezzi messi insieme, tutti fondamentali per renderci completi, con i nostri ricordi, desideri, sogni, ideali. Ma spesso dobbiamo fare a meno di alcuni tasselli, per volere nostro o di qualcun altro, per la vita in generale. E un conto sono i pezzi della ‘cornice’, dove di solito c’è lo sfondo o il cielo o il mare, un altro è il centro del puzzle: quando ne manca uno lì, tutto diventa più confuso.
La storia di Joel (Jim Carrey) e Clementine (Kate Winslet) non parla che di questo.
Cosa succede nel momento in cui una tessera viene a mancare?
Clementine vuole cancellare Joel dalla sua mente e lo fa nella maniera più letterale possibile: elimina i ricordi che ha di lui. Mette tutto ciò che li riguarda in uno scatolone e va da un vero e proprio ‘dottore’ per sbarazzarsi del passato, non rendendosi conto che forse ha proprio nascosto di sua volontà il pezzo finale e centrale del proprio puzzle. Joel quando se ne accorge si dispera, ma poi tenta di fare lo stesso per non soffrire.
Eternal sunshine of the spotless mind.
Infinita letizia della mente candida.
Ha davvero senso rimuovere il nostro passato, quando è parte di noi?
Si ritrova davvero la purezza, resettando quello che ci ha reso come siamo?
Questo magico film, in cui la regia di Gondry e la sceneggiatura di Kaufman si fondono ‘alchemicamente’, cerca di suggerire delle risposte. Così, tra sogno, realtà, desiderio inconscio e amore, la pellicola ci mostra come si possa andare al di là della mente, quando in gioco ci sono sentimenti ed emozioni, nel bene e nel male. Con flashback e intrusioni nel mondo onirico di Joel veniamo proiettati nel rapporto di coppia dei due protagonisti, ci orientiamo temporalmente grazie ai capelli di Clem che cambiano di colore come il suo umore e scopriamo che forse quello che ci spinge a non sopportare l’altro non è poi così da prendere in considerazione, se visto dalla giusta prospettiva, soprattutto quando quella persona è importante per noi.
E così, in questa nuova ottica, possiamo verificare se è meglio reinserire il pezzo originale per chiudere il quadro o decidere di cambiare, coscienti di ciò che è stato, in moda da completarci diversamente. Perché tentare di infilare qualcosa che non entra non ci farà mai stare bene ed ignorare le persone che abbiamo amato in passato sarebbe come scappare da noi stessi, perché anche se quella parte che vorremmo perdere non è delle migliori, rimarrebbe comunque attaccata a noi come un’ ombra, ancora forte perché mai affrontata, e non ci permetterebbe di andare avanti. Mentre in fondo quello che vogliamo tutti, riallacciando o meno rapporti, è proprio questo: andare avanti. Andare avanti e ricominciare.
Cas
2011-12-27 19:28:27
Marco_Biasio
2011-07-06 23:40:12
2010-01-09 00:11:22
fedeee
2009-06-02 17:31:26
Narda Liotine
2009-05-31 16:17:23
Disorder
ancora con sta storia del traduttore/traditore, si ok la sanno tutti, sta su tutti i libri del mondo, ti sto solo dicendo che devi veicolare l'informazione nel paese in cui è ospitato se no il messaggio si perde e rischia fraintendimenti.punto.agli inglesi il titolo può pure risultare antico,ma la lingua è la stessa...ma se in italia manco si capiscono le pubblicità in italiano...come pretendi che possa esser capito o suscitare attenzione?il messaggio è tutto...cmq potremmo parlarne per ore quindi...io passo
2009-05-31 14:18:40
Narda Liotine
E' tra i titoli più volgarotti della storia del riadattamento italiano (secondo solo a Non drammatizziamo... è solo questione di corna, che pare il titolo di un film della Wertmuller). Anche agli anglofoni il titolo risulta "antico" ma, nonostante questo, il film ha riscosso enorme successo. Il problema è che in Italia sentiamo sempre il bisogno di tradire oltre che tradurre.
2009-05-29 14:42:12
Narda Liotine
2009-05-29 14:36:37
Disorder
beh si, titolo molto accattivante............ soprattutto chiarificatore...io l' avrei tradotta con immacolata pensa tu...che forse dona anche più senso...vabbèèèèèèèèèèèèè
2009-05-29 13:32:24
Narda Liotine
2009-05-29 10:46:18
marcus
io avrei lasciato il titolo originale...
2009-05-28 20:48:55
Disorder
mai titolo fu più azzeccato.nel momento in cui una traduzione letterale o quasi sarebbe senza senso nel paese in cui è tradotto è necessario adattare un po' di cose....disssciamoo...e questo è quel momento eheheh concordo cmq con il voto.bello bello bello
2009-05-27 19:50:55
bargeld
2009-05-26 23:34:01
fabio codias
2009-05-25 14:52:25
Peasyfloyd
2009-05-21 11:33:25
loson79
2009-05-21 09:42:03
marcus
forse il miglior film del nuovo Jim Carrey drammatico. peccato per la traduzione sempre poco felice dei titoli che applicano in Italia "Se mi lasci ti cancello"...
2009-05-20 22:57:56
Peasyfloyd
2009-05-20 00:34:06
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