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Lupo Solitario

Drammatico, Usa (Columbia, 1991) 127'

di Sean Penn

scritto da Gianmatteo Luchi

Il film è basato sul rapporto e dal conflitto di due fratelli, Joe e Frank Roberts. Joe è lo sceriffo di una piccola cittadina agricola del Nebraska, Plattsmouth, Frank è un soldato dell'esercito degli Stati Uniti. Lo sceriffo Joe Roberts (intepretato da David Morse) conduce una vita tranquilla ed è sposato con Maria (Valeria Golino), una giovane donna messicana per cui ha dovuto lottare con i pregiudizi razzisti del padre (Charles Bronson).

Visualizza trama completa (attenzione potrebbe contenere spoilers!)

« Ogni nuovo bambino che nasce porta il messaggio che Dio non è scoraggiato dall'uomo »  

Il primo film di Penn ha ambizioni molto alte. Già il fatto che la storia sia interamente basata sul testo di una canzone di Springsteen, (ma non di una sua “hit”intendiamoci), lo pone ad un livello di cinema “impegnato”, e non certo in direzione mainstream; Penn, imboccando la strada del regista, dimostra subito una personalità autoriale. La storia è ambientata in una sperduta e innevata cittadina di provincia americana, e narra la storia e il conflitto tra due fratelli Joe e Frank Roberts.

I due incarnano perfettamente le due anime “classiche” dell’uomo americano, o almeno quelle che il cinema Usa ha cercato di sedimentare nell’immaginario mondiale: Joe è lo sceriffo della città, è un uomo onesto e lavoratore, ha una moglie e figli e quando è costretto ad uccidere un uomo viene colto dal rimorso. Frank è esattamente l’opposto: è rissoso da quando è bambino, non riesce a stare lontano dai guai, conduce insomma uno stile di vita vizioso e tendente alla violenza gratuita.

La vicenda ha il suo incipit quando Frank torna dal Vietnam; è accolto con affetto dal fratello che cercherà di aiutarlo a rifarsi una vita. Tutto sembra procedere per il meglio, Frank ha una donna, aspetta un figlio e sembra aver messo la testa a posto, ma i demoni tornano e finiscono per sopraffare l’animo turbato dell’uomo che non riuscirà ad affrontare il suo futuro e, dopo un ultimo raptus di violenza, fuggirà, senza essere fermato dal fratello poliziotto che fa prevalere la comprensione fraterna al rispetto della legge.

Il film ci mostra il bene e il male, i cui confini sono spesso confusi, e se alla violenza viene aggiunta violenza (la critica alla devastazione psicologica e morale del Vietnam è ovviamente un filo conduttore) non c’è speranza. L’unico modo per trovare la serenità sta nell’accontentarsi e nel difendere ciò che si ha (Joe ne è la dimostrazione).  



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colonna sonora
"COMIN' BACK TO ME"
by Jefferson Airplane
"SUMMERTIME"
by Big Brother and the Holding Company
"I SHALL BE RELEASED"
by The Band
"COUCH"
by Bret Haller

Artisti

Shaun Toub Shaun Toub

In Rilievo

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