storia_della_musica_home

Kalifornia

Drammatico, Usa (Polygram (Propaganda Films), 1993) 113'

di Dominic Sena

scritto da Dmitrij Palagi

Brian, criminologo alle prese con un libro sui serial killers, intraprende un viaggio verso la California, con l'intenzione di fare tappa in luoghi segnati da alcuni assassini seriali. Assieme a lui la fidanzata Carrie e una coppia con cui divideranno le spese di viaggio (Early ed Adele).

 

La genia dei registi formatisi tra pubblicità e video musicali vanta forti pregiudizi da parte del pubblico colto, al pari di un successo commerciale spesso sorprendente. Non è il caso di Kalifornia, deludente sul piano degli incassi, come tutte le produzioni iniziali della Polygram (casa discografica olandese prestata al mercato cinematografico). L'esordiente Dominic Sena non riesce a rendere efficaci le caratteristiche che commercialmente trovano spesso il sostegno del grande pubblico: l'attenzione alla fotografia (di un ottimo Bojan Bazelli), la cura estetica della violenza, il rendere bello anche ciò che solitamente è ritenuto squallido, l'ammiccamento ambiguo verso il pubblico, coinvolto in una destrutturazione della morale comune.

 

Una coppia di intellettuali di città - giovani, belli e di ceto medio – incontra due proletari brutalizzati dalla società. I luoghi comuni abbondano in questo conflitto tra ceti sociali, col borghese affascinato dal fare primordiale dei serial killers. Nonostante un Brad Pitt appositamente ingrassato e realmente privo di incontri ravvicinati con il sapone, la ferocia di Early catalizza l'attenzione (e le simpatie) dello spettatore. Se il viaggio si concluderà con un insano equilibrio per l'assassino (la morte unico rifugio di pace), la giovane coppia di città rimarrà turbata e segnata dall'esperienza, incapace di uscire realmente dalla situazione vissuta.

 

Mancando qualsiasi tentativo di analisi psicologica il meccanismo è eccessivamente lineare. Un'unica domanda fa da base per tutto il film: come si può scrivere di assassini seriali se non si è mai ammazzato nessuno, senza neanche aver mai assistito ad un omicidio?

 

Il macabro fascino del non conosciuto attrae il giovane scrittore, già prima del fortunato incontro con Early. Si fa fatica a cogliere il messaggio di questi elementi. Il coinvolgimento emotivo rompe gli schemi stabiliti dalla società ma l'alienazione dello spettatore è ottenuta con un eccesso di violenza, spesso inutile e ripetitiva. Sembra che si voglia prendere il pubblico per esasperazione, stancandolo.

 

Alberto Pezzotta parla di “una commedia molto nera sui rapporti di classe e su quelli tra i sessi”. Una commedia nera poco riuscita, ridondante ed eccessiva, comunque ben lontana da altri road-movies più forti (anche se meno espliciti). L'aggiunta di meccanismi propri del thriller non migliora le cose, evidenziando l'assenza di suspense. Una corsa da un punto A ad un punto B. Nel mezzo alcuni omicidi. Alla fine gli assassini muoiono. Il resto sono solo curiosità estetiche. Il modello della macchina (lo stesso su cui fu assassinato J.F. Kennedy), le località che richiamano i nomi degli attori (Forbes, Tennessee - Michelle Forbes), i riassunti delle gesta di alcuni assassini seriali statunitensi (che ricordano il buffo Museo Criminale & Serial Killer di Firenze).

 

Non è necessario appartenere al sopra citato pubblico colto per avvertire un fastidioso tentativo di vendita del prodotto. I paesaggi, il sangue, il montaggio e la sceneggiatura: tutto concorre ad un eccesso che si digerisce male, privo di qualsiasi profondità. Il tutto e subito non è un reato, però occorre saperlo gestire, saperlo vendere appunto. Reggono solo i giri di basso (ottima colonna sonora) e la recitazione (amputata dalla superficialità dei personaggi).

 

In un mercato dove si cercavano risposte europee (occidentali) ai pesi massimi hollywoodiani, Kalifornia appare come un prodotto di scarsa efficacia. A tratti noioso, mai brillante.

 

Un anno dopo uscirà Natural Born Killers.



Effettua il Log-In o Registrati per poter inserire commenti
 
Kalifornia
segnala
discuti
 
etichetta
etichetta
anno
tracklist
colonna sonora
"Deep"
by East 17
"No One Said It Would Be Easy"
by Sheryl Crow
"Born for Love"
by David Baerwald
"Unfulfilled"
by Quicksand
"Do You Need Some?"
by Mind Bomb

Artisti

Paul Dano Paul Dano

In Rilievo

Please install Flash® and turn on Javascript.


Ultimi Commenti

Un film pazzesco come tutti quelli de...
di Enzo Barbato
Devo ammettere mio malgrado che da qu...
di Enzo Barbato
forse il mio preferito dei Monty Pyth...
di Peasyfloyd
Con Maselli faresti bene a prenderti ...
di SanteCaserio
Bellissimo film, quasi in grado di re...
di fabio codias
e c'era da aspettarselo visto che son...
di Peasyfloyd
Bravo Dmitrij. Una madonna di film de...
di Marco_Biasio

Ultime dal Forum

MIGLIOR SCENA FINALE nella STORIA DEI FILM
di Francis
 
MIGLIOR SCENA INIZIALE nella STORIA DEI FILM
di Francis
 
REGISTI: CHI SU TUTTI HA PREVALSO PER LA SUA OPERA COMPLETA?
di Francis
 
Top ten 2009
di Dadolo
 
CHARLES CHAPLIN o BUSTER KEATON?
di Dadolo
 
La TOP TEN della STORIA del CINEMA
di Dadolo
 
L'ultimo film che ho visto
di s.m.a.c.