storia_della_musica_home

Il Concerto

Commedia, Francia, Italia, Romania (BIM, 2009) 119'

di Radu Mihaileanu

scritto da Dmitrij Palagi

All'epoca di Brèžnev,  Filipov è il più grande direttore d'orchestra dell'Unione Sovietica e dirige la celebre Orchestra del Bolshoi. Viene licenziato all'apice della gloria quando si rifiuta di separarsi dai suoi musicisti ebrei. Trent'anni dopo lavora ancora al teatro, ma come uomo delle pulizie. Una sera si trattiene fino a tardi per tirare a lustro l'ufficio del direttore e trova casualmente un fax indirizzato alla direzione del Bolshoi: a Parigi è richiesta l'esibizione del'orchestra moscovita. Filipov decide di tentare l'impossibile e ritirare su la sua orchestra nel giro di due settimane, per cogliere l'occasione di riscattarsi.

 

Pole un comunista andare a vedere un film antisovietico?

 

Così vengo salutato dall'amico con cui ho finito di cenare, prima di andare al cinema. La risposta ovviamente è , perché gli ideali non devono mai trasformarsi in maschera ideologica buona per meccanismi di potere, soprattutto quando dietro a questi si nascondono sentimenti antisemiti. Così Radu Mihaileanu torna ad analizzare la questione ebraica dalla terra russa, tessendo una rete di ironia e poesia che ironizza sull'essere umano. Train De Vie lasciava sul confine sovietico, qui ci si ritrova in uno dei cuori culturali moscoviti, il Bolshoi che tanto viene declamato anche in occidente, anche quando non se ne conosce quasi nulla.

 

Torna il tema del mentire a fin di bene, dell'individuo che sfugge al sistema grazie all'ingegno e al sotterfugio. Permane anche il senso dell'apolide, estraneo in qualsiasi contesto ma a suo agio con gli altri uomini, con l'arte come canale universale di comunicazione (peccato per chi non potrà guardarsi il lungometraggio in lingua originale, godendo dei tre  diversi registri linguistici presenti).

 

Una risata li seppelirà, sembra che il regista voglia seguire il precetto, perdendo magari in originalità. Si gioca molto sugli stereotipi, scadendo in alcuni passaggi nello scontato, riducendo il film a una sensazione di già visto. Comunque gli elementi di forza compensano in modo eccellette i difetti, non inediti, di Mihaileanu. Per fortuna manca la retorica anticomunista, si preferisce rimanere su un livello di disamina verosimile, spesso assente quando si affrontano argomenti legati dell'Unione Sovietica. In fondo il contesto è quasi una semplice occasione per mettere in campo il dialogo interculturale tra diversi sistemi, spiegando come anche gesti insignificanti possano dare o togliere il senso ad una vita. Il surreale denuncia così lo smarrimento dell'individuo, oppresso nei sistemi totalitari e privo di punti di riferimento nella società contemporanea. Chi meglio può muoversi nel presente se non i gitani e gli ebrei, tradizionalmente privi di una casa?

 

Ci aveva già pensato Rosa Luxemburg a rispecchiare il suo ideale sociale come un insieme di componenti che trovano l'armonia come in un concerto. Niente di nuovo sotto al sole quindi ma è raro ritrovare questo tema trasposto cinematograficamente in modo così efficace e ironico.

 

Riadattando una sceneggiatura non sua, il regista rumeno riesce a mettere insieme una critica affezionata rivolta a ebrei, russi e gitani. Chi ne esce con le ossa rotte è però la parte francese, chiamata in causa con un ruolo da comprimaria. Buono anche il livello della recitazione, scolastica per quanto riguarda i russi e commovente per Melanie Laurent (che deve molto della sua notorietà a Tarantino, che l'ha diretta in Bastardi Senza Gloria).

 

La banalità di alcune trovate e il romantico elogio di un senso dell''amicizia sostanzialmente ingenuo si fanno perdonare facilmente.

 

Per chi non fosse ancora convinto della validità della pellicola: la metafora dell'armonia tra violino e orchestra vale tutto il film, Tchaikovsky è sempre Tchaikovsky .

 

Divertente, con diversi spunti di riflessione. Non brillante.

dunque: mi aspettavo una cosa un pò più caciarona, un pò più Kusturica tanto per intenderci, invece mi è sembrato che "l'aspetto comico" non sia riuscito per niente a sfondare, schiacciato da una parte dal sentimentale, dall'altra da uno sviluppo inadeguato e un pò troppo stereotipato. Ciò nonostante il ritmo è buono, alcuni personaggi sono molto ben inquadrati (ho trovato paradossalmente come il più debole proprio il protagonista, il direttore d'orchestra, troppo ambivalente). Bravissima Melanie vero. In generale però diciamolo: è la musica a dare la marcia in più, perchè quel concerto fa venire davvero la pelle d'oca, e l'invenzione del regista di introdurre frammenti del "futuro" durante l'esecuzione è perfetta per evitare ogni possibile caduta di attenzione. Per il resto recensione perfetta. Non conosco l'autore ma appare evidente la vena satirica anti-comunista (anche solo per artifizi un pò inutili ma divertenti come il congresso del PCF deserto). NOn ce la prendiamo, sappiamo che non c'è arte senza comunismo e viceversa, e per me questo è un comunismo da 7
2010-06-25 00:55:21


Effettua il Log-In o Registrati per poter inserire commenti
 
Il Concerto
segnala
discuti
 
etichetta
etichetta
anno
tracklist
colonna sonora
"Sabre Dance"
by Aram Khachaturyan
"Kalinka"
"L'Internationale"
by Pierre Degeyter
"Piano Concerto N°21 in C Major, K 467"
by Wolfgang Amadeus Mozart
"Andreï"
by Armand Amar

Artisti

Taylor Kitsch Taylor Kitsch

In Rilievo

Please install Flash® and turn on Javascript.


Ultimi Commenti

Un film pazzesco come tutti quelli de...
di Enzo Barbato
Devo ammettere mio malgrado che da qu...
di Enzo Barbato
forse il mio preferito dei Monty Pyth...
di Peasyfloyd
Con Maselli faresti bene a prenderti ...
di SanteCaserio
Bellissimo film, quasi in grado di re...
di fabio codias
e c'era da aspettarselo visto che son...
di Peasyfloyd
Bravo Dmitrij. Una madonna di film de...
di Marco_Biasio

Ultime dal Forum

MIGLIOR SCENA FINALE nella STORIA DEI FILM
di Francis
 
MIGLIOR SCENA INIZIALE nella STORIA DEI FILM
di Francis
 
REGISTI: CHI SU TUTTI HA PREVALSO PER LA SUA OPERA COMPLETA?
di Francis
 
Top ten 2009
di Dadolo
 
CHARLES CHAPLIN o BUSTER KEATON?
di Dadolo
 
La TOP TEN della STORIA del CINEMA
di Dadolo
 
L'ultimo film che ho visto
di s.m.a.c.