Un esperto professionista del crimine soprannominato Doc ha studiato un piano infallibile per rubare una grossa partita di gioielli. Quando esce dal carcere, si prepara ad eseguirlo e cerca finanziatori per il colpo. Alonzo Emmerich, un avvocato di pochi scrupoli, accetta di aiutarlo procurandogli i soldi necessari per pagare i complici, ottenendoli in prestito dallo strozzino Cobby. Il colpo riesce, anche se uno dei componenti della banda viene ucciso. Da questo momento in poi, le cose precipitano: durante la divisione del bottino, Emmerich proverà a tenere i gioielli per se, ma per questo dovrà pagare un prezzo carissimo, che ancora non conosce...
Il regista John Huston si confronta con il genere del noir e del poliziesco, dopo i suoi nobili predecessori degli anni Trenta e Quaranta come Hawks, Preminger e Siodmak, dando il meglio di se. Tratto dal romanzo di W. R. Burnett e sceneggiato dallo stesso Huston con Ben Maddow, il film è un capolavoro di formalità e stile, in pieno accordo con la lezione del cinema americano classico.
Per la prima volta in un film noir, non troviamo più un Sam Spade (de "Il mistero del falco") o un Philip Marlowe, ossia il detective nel ruolo del protagonista che insegue la verità; qui l'attenzione si sposta sui rapinatori, sui cattivi, che verranno inghiottiti, a uno a uno, dalla spirale di rivalità, avidità e vendetta che li circonda. Il mondo degli umili e dei piccoli delinquenti come Dix (interpretato da un bravissimo Sterling Hayden) diventa il centro dell'interesse dell'autore, e l'intera vicenda criminosa viene seguita nei minimi particolari, con morbosa attenzione. La narrazione è serrata, ma non disdegna di indugiare con lunghe inquadrature sui momenti più significativi.
L'atmosfera caotica della città e la sensazione di “giungla” intricata di macchine e uomini viene scandita dalla superba fotografia in bianco e nero di Harold Rosson. La città, come in ogni film noir che si rispetti, è parte integrante della storia, diventando un labirinto anonimo e crudele che fornisce nascondigli e alibi. Il regista non dà scampo ai suoi protagonisti, lasciandoli al loro crudele destino; uno sguardo attento può cogliere sin dalla scena del furto alla gioielleria dei piccoli indizi, disseminati qua e là attraverso abili stratagemmi stilistici, che anticipano il tragico finale del film.
Perfetti i tre protagonisti Sterling Hayden, Louis Calhern, Jean Hagen, tutti posti sullo stesso livello, senza che all'uno o all'altro venga data maggiore importanza, con una giovanissima Marilyn Monroe nella prima piccola parte di rilievo che le fu affidata.
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