Le pressioni sul lavoro e la forte volontà di fare carriera spingono una bancaria in aria da promozione a negare un prestito ad una vecchia signora che la implora. Ma umiliare pubblicamente una megera slava può essere molto dannoso e così, puntualissima, arriva la maledizione. Tre giorni e poi il demonio verrà a prendere la cinica bancaria a meno che non riesca a neutralizzare il demone o a trovare qualcuno da condannare a sofferenza eterna.
Quest'anno il capolavoro stagionale va cercato tra gli horror (salvo la solita prestazione sopra le righe che ci regala annualmente la Pixar), perchè quest'anno Sam Raimi torna al suo primo amore e lo fa con un film che forse è il migliore mai girato dal regista della serie di La Casa.
Con Drag Me To Hell si toccano vette di cinema puro, di utilizzo degli strumenti e della grammatica filmica rari. Abbiamo sempre definito Raimi un regista tecnico e molto abile, ma questo è troppo anche per lui! Su un canovaccio semplice da film di serie B che dispiega la trama in un lasso di tempo ridotto (solo tre giorni consecutivi), Raimi gira un horror perfetto, classico ma con echi moderni, pieno di stilemi hollywoodiani ma anche europei, personale e al tempo stesso innovativo senza dimenticare di emozionare sinceramente.
Tuttavia senza cambiare film o obiettivi Drag Me To Hell è anche una commedia esilarante e postmoderna (e il fatto che ormai il postmoderno sia al tramonto non infastidisce) in grado di giocare con quegli stessi segni horror di poche righe fa trasformandoli in strumenti da commedia e tutto questo senza mai nemmeno sfiorare l'idea di una parodia. Drag Me To Hell è un film dell'orrore e una commedia. Contemporaneamente.
L'impresa impossibile di conciliare con così tanta serietà d'intenti (il film ha anche una morale e un rigore di ferro sul destino delle banche nell'economia moderna) è raggiunta grazie ad una padronanza assoluta di ogni minimo elemento della messa in scena. E con virtuosismi invisibili di quelli che mandano in visibilio solo i nerd del cinema Raimi ottiene costantemente il doppio effetto (spaventoso e comico) lungo tutti i 90 minuti (la durata perfetta del film horror di serie B) di un film che andrebbe visto almeno 20 volte. Guardate come è delineato il personaggio protagonista, che modo fantastico di raccontare il suo passato e far intuire che tutto quel che ha l'ha conquistato con le unghie. Guardate la scena della mosca sul volto, come Raimi "parli" con il movimento di macchina e come dica cose esilaranti.
Se il pubblico saprà apprezzare una simile perla è un arduo predire, i toni di commedia lasciano pensare di sì, la pubblicità fatta al film anche ma la raffinatezza del gioco cinefilo fa pensare di no. Ma in fondo poco importa. Sam Raimi è tornato a fare cinema serio. Serissimo. E non è mai stato così in forma.
2011-06-19 15:40:46
Marco_Biasio
Quoto pienamente il commento di Daniele. E' la risata dell'assurdo, la catarsi esorcistica. La cultura del trash (credo che il primo Peter Jackson, "Splatters" in particolare, abbia aperto moltissime strade. Ed infatti noto che molti lo considerano un film "trash" nel senso negativo del termine, travisandone il significato). La punizione esemplare, del "ecco cosa succede a comportarsi così" e della ridicolizzazione del capitalismo. Venature ben presenti in quasi tutto il cinema di Raimi e che raggiungono comunque, anche in questo caso, risultati più che discreti, specialmente sul lavoro di camera e regia.
2010-09-26 22:11:31
bargeld
2010-03-14 13:08:28
2010-02-11 14:13:19
SanteCaserio
a caldo, sono sicuro che altrimenti finirei per abbassare il voto. Condivido l'entusiasmo di ritrovare Raimi in splendida forma, meno gli apprezzamenti sul fronte tecnico. Di innovativo non c'è quasi niente e si potrebbe definirlo un giocattolo con cui il regista torna a divertirsi nel suo cortile, dopo l'incursione (da me non molto amata) tra le tele dell'Uomo Ragno. Sbaglierò ma non ho notato la complessità della sceneggiatura, anzi mi è sembrato fosse il punto più debole. La regia funziona, la storia meno. Troppo piatta, se non sul finale. La curiosità è la moneta, datata secondo l'anno della Grande Crisi. Condivido l'articolo di Nocturno: "dove la soddisfazione si inceppa è nella percezione di una passione giovanile (del regista) ormai irrevocabilmente slittata nella maturità e nella maniera", che finisce nell'"utilizzo di un astuccio di strumenti di (auto)controllo" [Giorgio Viaro]. Perfino il politicamente scorretto non è poi così scorretto... Piacevole e incalzante, funziona. Ma credo resti un giocattolo, per quanto efficace al suo scopo (divertire).
2009-09-22 01:24:46
Peasyfloyd
che dire, in effetti mi pare davvero un ottimo esempio del cinema di Sam Raimi, perfettamente in bilico tra l'horror e la commedia demenziale-caciarona, senza cadere nel parodico. E' un ottimo film d'intrattenimento e sono perfettamente d'accordo anche sull'attenzione certosina data alla tecnica registica, con quegli zoom improvvisi che sono sempre stati un suo marchio di fabbrica inconfondibile. Insomma convincente, per quanto non mi paia un capolavoro. Gli amici con cui l'ho visto erano tutti abbastanza disgustati e perplessi, giudicandolo un film di serie B. In effetti credo che ad un giudizio un pò superficiale il film si presti ad una considerazione simile. Credo che se ne possa apprezzare l'efficacia quando si abbia quel minimo di cognizione tecnica e critica che consenta di godere della freschezza della regia. In un certo senso è un film difficile da godere appieno ecco...
2009-09-20 01:10:59
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