In seguito alla morte del loro unico figlio, un incidente occorso mentre i genitori non potevano sorvegliarlo perchè presi dall'atto sessuale, una coppia non sembra reggere la pressione della colpa. In particolare la madre è sull'orlo di una crisi. Per affrontare i propri spettri decidono di recarsi in una casa al centro di un bosco dove si troveranno da soli con le loro colpe.
Sia ben chiaro da subito: von Trier lo si ama o lo si odia. E questo von Trier di Antichrist non è quello cui ci siamo abituati negli ultimi anni, ma quello degli esordi, quello di L'elemento Del Crimine, di Epidemic e di Europa. Quello cioè che non cerca l'intreccio raffinato o la narrazione complessa ma la resa per immagini rivelatrice a fronte di una trama quasi elementare.
Un uomo e una donna in seguito ad una tragedia vanno in un bosco per cercare di elaborare il senso di colpa. Il bosco non sarà un elemento neutro, come nemmeno le creature che lo abitano. Se questo sia per effetto di ciò che i protagonisti hanno portato con sè (le colpe) o meno non è dato saperlo e poco importa poichè in un film dove le immagini sono tutto tranne che naturali il regista è il vero artefice di ogni cosa.
Antichrist è un film molto difficile che in nessun modo cerca la benevolenza dello spettatore sebbene in più di un'occasione giochi con furbizia per accattivarselo. C'è poca violenza e poco sesso ma in entrambi i casi le poche incursioni sono fortissime e ci sono molte metafore più o meno dirette e più o meno di semplice comprensione. Su tutto regna il bosco, la foresta e l'immersione in quel contesto. Perchè entrati nel bosco i due protagonisti cambiano, il posto li cambia, li costringe ad entrare in contatto con se stessi e a confrontarsi con le proprie certezze. Li costringe a fare quel processo che il cinema dovrebbe fare con gli spettatori. La sala dovrebbe essere come il bosco di Antichrist, un luogo dove non poter sfuggire al confronto con se stessi, anche se si guarda la più divertente delle commedie.
Per questo bisogna stare in guardia davanti ad Antichrist, perchè è un film che facilmente si può rigettare. Facile, furbo, illusorio, misogino, inutile, vacuo, non riuscito e arrogante, sono solo alcuni dei molti aggettivi che con disprezzo sono stati rivolti al regista in occasione della presentazione di questo nuovo film, eppure Lars von Trier in più casi riesce a toccare corde alte, si propone di comunicare solo con le immagini e regala paesaggi e momenti per nulla facili e per nulla inutili ma anzi epidermicamente coinvolgenti.
Forse non è il suo capolavoro ma Antichrist non va liquidato come "una truffa ben elaborata". In una delle scene più discusse una volpe di colpo parla e dice "Il caos regna", in un'altra un cerbiatto gira con un cucciolo morto rimasto incastrato nel fuoriuscire al momento della nascita ma ancora non è furberia. Si guarda a Tarkovskij e a quel Sokurov che a sua volta elaborava sempre l'idea tarkovskiana che esistano "zone", luoghi geografici che sono possibili solo al cinema e che sono più di quello che sembrano, che servono come contesto immaginifico per svelare l'essenza dei personaggi e che possono da soli comunicarci cose sui personaggi che sono al loro interno.
non contesto il tuo parere, anche perchè ben argomentato. Mi limito solo a dirti che Antonioni è il mio regista italiano preferito, quindi capisco che siamo su fronti davvero opposti XD Il che spiega anche la nostra divergenza di vedute su questo film ;) (che in definitiva riguarda la parte contenutistica, dato che su quella estetica mi pare che siamo d'accordo)
2012-01-21 19:04:43
Marco_Biasio
2012-01-21 13:04:43
2012-01-20 13:54:36
Marco_Biasio
2011-11-30 14:12:38
Sydney
2011-10-18 01:45:04
2011-09-14 12:32:08
loson79
2010-11-15 12:52:53
synth_charmer
la prima cosa che ho percepito è la bellezza visiva di questo film. Alcune "visioni" sono splendide: il prologo, l'ipnosi, il viaggio in treno. In questo senso è uno dei film più "art" di Von Trier. E quest'aspetto ha un'importanza non trascurabile, è chiaro a tutti che in Antichrist la trama conta poco. A ciò aggiungo che ho apprezzato tanto i risvolti psicologici/psicanalitici, e anche quelli storici. Un film oscuro, che ha nel buio (che sia interiore o esteriore) il suo fascino. E poi è pieno di simboli, cosa che lo rende sempre stimolante. Segnalo però che quei cinque minuti in cui la moglie tortura il marito con quell'operazione alla gamba mi ha fatto star malissimo O_o ma proprio quasi svenire! Ah, bravissima la Gainsbourg!
2010-11-08 12:32:03
bargeld
2009-12-20 20:00:00
Peasyfloyd
mi ha parzialmente illuminato, perchè a me piace sempre riflettere sui film, a volte anche in modo molesto, però antichrist è un film che mi ha lasciato davvero il vuoto. E non per il fatto che non mi ha comunicato niente, anzi. E' che non sono proprio riuscito a capire se è un capolavoro o una cagata. Nel dubbio opterei più per la prima, e il voto che ne viene fuori è un compromesso. Certo è che questo viaggio lynchiano è mooolto inquietante e sconnesso. E non esito a dire che sia anche molto disturbante, per la sua capacità direi conradiana di far emergere il male e l'orrore che è in ognuno di noi.
2009-12-19 20:44:51
bargeld
2009-11-27 18:57:08
Krautrick
2009-06-13 10:47:15
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