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American Beauty 4.5

Drammatico

Usa (DreamWorks SKG, 1999) 122'

di Sam Mendes

scritto da Gianluca Servino

La trama si concentra intorno alla vita della famiglia Burnham, composta da Lester, sua moglie Carolyn e la figlia adolescente Jane. Una tipica famiglia disfunzionale i cui membri vivono sotto lo stesso tetto ma sono ogni giorno più lontani gli uni dagli altri, incapaci di comunicarsi a vicenda i rispettivi timori e desideri, e incapaci di aiutarsi a vicenda.

Il solo parlare di un film come American Beauty è un qualcosa di meraviglioso e definirlo un semplice lungometraggio è talmente riduttivo che mi permetto di chiamarlo capolavoro. Capolavoro perchè pellicole del genere se ne vedono sempre più raramente, capolavoro perchè è destinato a rimanere nella storia del cinema, capolavoro perchè è talmente perfetto in ogni sua minima forma da sembrare irreale. Qualcuno penserà che le mie parole siano un'esagerazione, ma pensate al film, riguardatelo, rivivetelo e se trovate una sola minima sbavatura di qualsiasi natura, sarò ben lieto di venerarlo un po' meno! La regia è di un nome non molto noto nel paradiso hollywoodiano, se non per questo film ovviamente: Sam Mendes.

La sua è una regia d'autore, una regia da cui giovani aspiranti registi dovrebbero imparare molto. Io la definisco una regia che fa scuola: precisa in ogni minimo particolare, anche il più banale, non presenta errori di nessun tipo e dà la giusta profondità al film, la cui durata di circa due ore non annoia per niente. Il solo riflettere che American Beauty è stato il suo primo lavoro, fa pensare a come in Italia siamo arretrati e al perchè rimarremo sempre indietro su tutto, soprattutto in materia cinematografica dove non sempre trovano il giusto spazio i più meritevoli.

Ma vogliamo parlare della sceneggiatura? Firmata Alan Ball, essa si presenta geniale nella sua semplicità ed è curata veramente molto bene soprattutto per i protagonisti che essa ci presenta, ognuno con la propria personalità assai ben diversificata e definita. Anche il cast è scelto ad hoc, ottime le interpretazioni di tutti i protagonisti. Una su tutte, ovviamente, quella di Kevin Spacey. Non riesco ad immaginarmi veramente nessun'altro al suo posto nei panni di Lester Burnham. Una perfomance spettacolare. A tutto questo mix così perfetto nel suo insieme, fa da sfondo una colonna sonora (comprendente mostri sacri come Who, Free, e artisti moderni raffinati come Elliott Smith, Eels) che è una delle più adeguate al contesto mistico-esistenziale. In conclusione non rimane che riaffermare la necessità di vedere un film non solo godibile dal punto di vista estetico e narrativo, ma anche terribilmente educativo nella sua lezione di fondo costantemente d'attualità.


Discreto
Mai piaciuto molto
2011-10-12 16:41:39
Si, un bellissimo film, che resterà senza tempo.
2011-01-17 20:12:01
l'ho adorato questo film. Avendolo visto per la prima volta da adolescente posso dire che è stato uno di quelli che più mi ha influenzato nella mia crescita. Kevin Spacey idolo!
2011-01-11 10:57:15


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